PRISMA – Anno XIII – Numero 435 – 1 ottobre 2022

IMPORTANTE!

LA PROSSIMA FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA – 31.ESIMA EDIZIONE – SI SVOLGERA’ SABATO 10 E DOMENICA 11 DICEMBRE 2022 NEL SALONE MULTIMEDIALE DELLA CHIESA DI S.MONICA AD OSTIA LIDO. IL RICAVATO SERVIRA’ A SOSTENERE SIA LE NECESSITA’ PASTORALI E SOCIALI DELLA PARROCCHIA CHE UN’ADOZIONE A DISTANZA IN MALAWI. (Nella foto alcuni volontari della “Clemente Riva”. Da sx: Cristiano Lollobrigida, Anna Rizzello, Francesca Faiella e Salvatore Dattolo).

ALCUNI VOLONTARI DELLA CLEMENTE RIVA

LUCA SERIANNI, MAESTRO DELLA PAROLA (E DI VITA)

(Dal mensile “Leggere tutti”, ottobre 2022)

di Gianni Maritati

Voi per me siete lo Stato”. Lo diceva spesso il professor Luca Serianni rivolto ai suoi studenti universitari: miscelando competenza e ironia, rigore logico e spirito di collaborazione, ha formato da vero Maestro migliaia di giovani, facendoli appassionare a materie apparentemente aride o poco attraenti come la storia della lingua, la grammatica storica, la filologia.

Tre mesi fa se n’è andato Luca Serianni, intellettuale di fama internazionale. E’ stato travolto da un’auto sulle strisce pedonali, non lontano da casa, ad Ostia, sul Litorale romano. Tre giorni di coma, poi la morte il 21 luglio 2022: aveva 74 anni. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha reso omaggio alla camera ardente, allestita presso l’Università La Sapienza di Roma. Gremita di studenti, ex-studenti, colleghi e amici, ancora ad Ostia, anche la Chiesa di Regina Pacis dove si sono svolti i funerali.

luca serianniLuca Serianni sosteneva che un insegnante deve “divertirsi” a fare il suo mestiere: le sue lezioni non devono essere vane, è necessario che lascino un “segno” nello studente, che rappresentino un’esperienza culturale e insieme un momento educativo e formativo improntato ai valori della lingua, della persona e della comunità civile. Serianni si è “divertito” alla Sapienza dal 1980 al 2017, diventando poi professore emerito della stessa materia: Storia della lingua italiana.

Nato a Roma il 30 ottobre 1947, si è formato alla scuola di Arrigo Castellani, laureandosi in Lettere sotto la sua guida nel 1970 alla “Sapienza” stessa. Assistente ordinario nel 1973, è stato professore incaricato di Storia della lingua italiana presso le Università di Siena (sede di Arezzo, 1974-75), L’Aquila (1975-76) e Messina (dal 1976-77 al 1979-80). Nel 1980 è diventato appunto docente ordinario di Storia della lingua italiana alla “Sapienza”, dove ha lasciato l’esempio di un professore dottissimo, appassionante, sempre disponibile con gli studenti e con i colleghi. Nel 1982, il suo primo laureato: Giuseppe Patota, oggi professore ordinario di Storia della lingua italiana presso l’Università di Siena e accademico della Crusca.

Serianni era anche dottore honoris causa delle Università di Valladolid e di Atene, socio dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca e dell’Arcadia, della Casa di Dante di Roma, vicepresidente della Società Dante Alighieri, direttore delle riviste “Studi linguistici italiani” e “Studi di lessicografia italiana”. Ha dedicato la sua vita al “culto” della parola, scritta e parlata, dialettale e letteraria, poetica e narrativa: la parola – affermava – definisce il nostro modo di rapportarci agli altri e di vivere nel mondo. Ma soprattutto il professore si è dedicato ai “suoi” studenti. Li considerava, uno ad uno, una “risorsa preziosa”, per questo un insegnante – diceva – non può permettersi il lusso di essere pessimista.

La sua carriera accademica, culturale e divulgativa aveva raggiunto molti traguardi. Serianni ha curato, a partire dal 2004, gli aggiornamenti del vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli e dall’edizione del 2017 ne è divenuto anche coautore. Ha scritto una fortunata “Grammatica italiana” (Utet), più volte ristampata (anche come Garzantina con il titolo “Italiano” nel 1997) e ha curato, con Pietro Trifone, una “Storia della lingua italiana” in tre volumi (Einaudi, 1993-94). Molto attivo sulla scena culturale, anche quella della “sua” Ostia, è autore di numerosi libri. Ne ricordiamo qualcuno: “La lingua poetica italiana. Grammatica e testi” (Carocci 2009), “Prima lezione di grammatica” (Laterza 2010), “L’ora d’italiano” (Laterza 2010), “Leggere, scrivere, argomentare. Prove ragionate di scrittura” (Laterza 2013) e “Parola di Dante” (Il Mulino 2021), sintesi del suo immenso amore per il Sommo Poeta.

Ricercatore instancabile, Serianni padroneggiava la sua materia, spaziando dalla grammatica storica alla lingua letteraria, dal Medioevo all’età contemporanea, dalla fonologia al lessico. In particolare, ha studiato il linguaggio della medicina, la riforma linguistica manzoniana, il rapporto lingua-dialetto a Roma con particolare riguardo a Giuseppe Gioacchino Belli, ma anche la lingua dei libretti d’opera e la didattica dell’italiano. Suo amore costante è stata la poesia, dai lirici predanteschi a Pasolini e Caproni: ne è testimonianza, in particolare, la cura dell’antologia “Il verso giusto” per Laterza (2021). Resta il modello e il ricordo di un gran signore, modesto, gentile, rispettoso delle regole, sempre molto chiaro, appassionante e completo durante le lezioni e che nel rapporto a tu per tu con gli studenti non faceva mai sentire il “peso” del suo ruolo e della sua sterminata cultura, non solo linguistica e letteraria. Diceva anche che la lettura è tra i bisogni fondamentali dell’essere umano. La sua “mission” era infatti quella di aiutare gli altri ad allargare gli orizzonti, illuminare le menti, intrecciare relazioni, sviluppare le idee e le conoscenze. Serianni sapeva parlare non dall’alto di una cattedra, ma con spirito di condivisione e di responsabilità. Anche nei suoi libri ha saputo trasmettere a tutti il suo amore per la scuola e l’insegnamento, nell’ambito della sua grande passione per la parola, la lingua italiana e la grammatica storica, ma anche per la poesia, la storia e la letteratura.

Guzzo Giuliano, “Grazie a Dio. Come la fede promuove la civiltà, il progresso, la pace, la famiglia e la salute”, Torino, Ed. Lindau, 2022

Un libro che presenta un pensiero controcorrente. Giuliano Guzzo è un giovanissimo sociologo e giornalista, che scrive per diversi periodici cattolici e per il quotidiano nazionale La Verità. Un laico dalle idee chiare e distinte, di origine vicentina, classe 1984, e di adozione trentina, laureato in Sociologia e Ricerca Sociale con una tesi in filosofia del diritto. Ma veniamo al nostro tema. La crisi di fede occidentale, e un certo clamore allo scandalo che ha investito soprattutto il clero, mostra nei nostri tempi una Chiesa che si sta svuotando un po’ in tutte le sue istituzioni. Una perdita universale del senso del sacro, infatti, fa apparire la religione come un fenomeno in rapida scomparsa. A livello sociale, poi, i pochi credenti praticanti rimasti vengono tacciati persino di essere retrogradi, esagerati, oscurantisti se non addirittura fanatici. La cultura cristiana in particolare sembra venir soppiantata da una cultura tecnologica, pragmatica e progressista. Ebbene, niente di tutto questo. Il libro, Grazie a Dio, presenta esattamente una tesi opposta. I numeri della fede progrediscono, e dove la secolarizzazione è più forte, milioni di credenti resistono sorprendentemente. La fede di milioni di persone, uomini e donne di oggi, veicola la speranza in una fiducia nuova nella ragione, promuove i valori di pace, altruismo, famiglia, di crescita per i giovani. Valori e relazioni non negoziabili, che reggono oltre la pandemia e che evidenziano che la nostra preghiera fa bene alla salute. Il libro è una risposta efficace alla cultura della morte vigente nel pensiero unico contemporaneo, nel clima attuale alterato dall’ideologia gender, dai temi dell’aborto e dell’eutanasia, una cultura che non appartiene al cristianesimo, e a nessuna vera religione. Mi piace far ascoltare la critica: – «Guzzo ha scritto un poderoso volume apologetico che risulta illuminante per capire la situazione della fede cristiana oggi» (Avvenire); «Giuliano Guzzo accumula una serie impressionante di dati per mostrarci una realtà che ignoriamo. E che dimostra che il Maestro non ha esaurito le carte da giocare» (Rino Cammilleri); – «Un prezioso manuale con corrette interpretazioni su moltissime tematiche. Può senz’altro contribuire a trasformare la “fede liquida” in una “fede forte”» (Unione Cristiani Cattolici Razionali) – «Un libro che mancava e che sfata montagne di pregiudizi sul cristianesimo» (Pro Vita & Famiglia

Che altro dire? Se è così, largo ai laici! (Leonardo Bartolomucci)

CREA LA TUA GIOIA” di Mary Potenza. Recensione di Anna Rizzello

Da nobilissima professionista di insegnante elementare, preziosa per i bambini fortunati ad averla come propria “maestra”, dotata di grande sensibilità e capacità nel saper usare l’arte della maieutica, con profonda empatia, Mary Potenza cerca e trova strumenti e modalità utili alla formazione del bambino oggi, e dell’adulto domani. Scrittrice di narrativa, di poesie, di haiku pone la profondità e la bellezza dell’essere umano al centro dei suoi scritti. Appassionata di ogni forma d’arte dipinge, suona, canta e insegna ai suoi alunni a provare gioia in tutto ciò che fanno. “Crea la tua gioia” è un manuale semplice, breve quanto serve per non stancare, sintetico e concreto. È pedagogicamente valido, comprensibile, divertente e di facile lettura. Soddisfa i sensi, offre indicazioni utili su variopinti argomenti della vita nell’ambito scolastico e non solo. Segue gli insegnamenti dettati dalle più valide teorie dell’educazione. Costituisce uno strumento di lavoro in classe, utilissimo sia per gli insegnanti sia per quelle famiglie che sono in cerca di consigli pratici da parte degli esperti del settore. Un bel manuale creativo, che aiuta chi lo utilizza a tirar fuori le proprie potenzialità per star bene nella società e con sé stesso nella propria interezza. La comunicazione è di facile comprensione: racconti brevi, poesie, pagine da completare, domande ed enigmi da risolvere mediante le proprie capacità. Attraverso questo manuale Mary Potenza intende innalzare l’autostima nei ragazzi stimolando la loro innata curiosità ed esaltando le loro potenzialità, “spronare” gli adolescenti e, perché no, anche gli adulti ad una maggiore consapevolezza di sé e a “pensarsi” in un percorso di raggiungimento di un benessere personale in un viaggio ad occhi aperti alla ricerca della felicità e della gioia.

I SOCI DELLA CLEMENTE RIVA

Ruggero Pianigiani (vice-presidente), Aida Loreti, Germana Linguerri, Susy Giammarco, Anna Rizzello, Sergio Ronci, Paola Mancurti, Letizia De Rosa, Marco Malgioglio, Francesca Faiella, Alessandro Flego, Cristiano Lollobrigida, Manuela Perfetti, Elisa Palchetti, Salvatore Dattolo, Agostino D’Antoni, Francesco Graziani, Francesca Gravante, Giusi Badalotti, Tiziana Di Bartolomeo, Matteo Mancioppi, Pierluigi Califano, Carla Catano, Vincenzo Giordano, Vittorio Montella, Iwona Bigos, Leonardo Bartolomucci, Luciana Bastianelli, Giuliano Testa, Alessandro Lubrano, Gianni Maritati (presidente)

Onorari: Franca Bernardi, Anna Iozzino, Daniela Solarino, Francesco Lavorgna, Daniela Cococcia, Germana Ponti, Simona Tuliozzi

PRISMA. Di Gianni Maritati. Con Ruggero Pianigiani

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