PRISMA – Anno X – Numero 341 – 12 ottobre 2019

“SI PENSI ANCHE AL VALORE DEL DIALOGO, NON INTESO COME UNO SBATTERSI IN FACCIA RECIPROCAMENTE LE IDEE PERSONALI, BENSI’ COME CAPACITA’ DI CONVERSARE, DI ASCOLTARE, DI SCOPRIRE LA VERITA’ CHE VI PUO’ ESSERE NELL’ALTRO, DI RICERCARE, DI APPROFONDIRE E DI VALUTARE INSIEME ONESTAMENTE E LEALMENTE LE QUESTIONI. IL DIALOGO SIGNIFICA ALLORA CAPACITA’ DI RAGIONARE E DI APPRENDERE. SI PENSI ALLA BIBBIA COME STUPENDO ESEMPIO DI DIALOGO TRA DIO E L’UOMO”.
CLEMENTE RIVA, “CHIESA E SOCIETA’ OGGI”, AVE 1979

LA PROSSIMA FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA
SI TERRA’ IL 23 E 24 NOVEMBRE 2019: 34 GLI ISCRITTI !!!
‘E’ ANCORA TEMPO FINO AL 15 OTTOBRE

MATTEO PRATTICO’, FRANCESCO SAGONE,
FRANCA BERNARDI, AGOSTINO D’ANTONI,
DANILO RUGGIERO, FABRIZIO IACOBAZZI,
EMANUELE GRILLI, VINICIO SALVATORE DI CRESCENZO, ROBERTO MAGGI, STEFANO LESTI, ALESSANDRO D’ELIA, PAOLA BUCCHERI, MARCO CIAMBRA, LILIANA MANETTI, LIBORIA GAROFALO, VALERIO PAGANO,
LUCIANNA ARGENTINO, MIMMO MUOLO, RENZO RICCI, ROSSELLA CIRIGLIANO, TIZIANA MARINI, ALFIO GIUFFRIDA, RITA PACILIO, FRANCESCO TEDONE, NADIA TOMASETTA,
GIOVANNI MUSTAZZOLU, BARBARA MAY, LUIGI GENGHI, ANGELO PICARIELLO, DANIELA COCOCCIA,
CINZIA MARULLI RAMADORI, GABRIELLA LEPRE,
SIMONE MONTALDI E FRANCESCA GALLUS

“IL PICCOLO YETI” AL CINEMA, FAVOLA MODERNA

UN CUCCIOLO DI YETI, SPERDUTO E FERITO, VUOLE RITROVARE LA SUA CASA E LA SUA FAMIGLIA. UNA RAGAZZA SOLITARIA E INDUSTRIOSA LO TROVA, LO CHIAMA EVEREST E DECIDE DI AIUTARLO…. UN’IMPRESA PER NIENTE FACILE, PIENA DI PERICOLI E DI INCOGNITE…
AMBIENTATO FRA LA CINA E L’HIMALAYA, “IL PICCOLO YETI” E’ UN FILM D’ANIMAZIONE DELLA DREAMWORKS PENSATO PER TUTTE LE FAMIGLIE E PER TUTTE LE ETA’. RACCONTA UNA STORIA CLASSICA, EMOZIONANTE E SPETTACOLARE. UN FILM CHE RIESCE A TENERE IN EQUILIBRIO L’ATTENZIONE AL DETTAGLIO E AL PARTICOLARE CON IL RESPIRO EPICO DI UN’AVVENTURA CHE PARLA DI MAGIA, AMICIZIA, POESIA E BELLEZZA DELLA NATURA… (GM)

 

 

MUSICA E LINGUAGGIO IN FEDERICA FERRETTI
Federica Ferretti, la giornalista e scrittrice abruzzese ora anche Media Partner del MEI 25, ha raggiunto un altro traguardo d’autore, che la consacra, a tutti gli effetti, nell’Olimpo della migliore cultura italiana. Ciò vuol dire che, dopo averci abituato alle sperimentazioni della sua eclettica scrittura (dal romanzo online in puntate quindicinali per ilcorrieredellasera.it alla sua esperienza di docente nel Festival Professione Giornalista 2017) è appena uscita con i libri Metafore del Nuovo Millennio. Come il linguaggio musicale ha rivoluzionato la cinematografia: se la musica ci parla dal grande schermo e La sfida del linguaggio musicale nel contesto pubblicitario: quando i classici danzano a ritmo della globalizzazione. I testi, disponibili tanto in formato cartaceo quanto online sulle migliori librerie virtuali, editi dall’Artemia Nova Editrice, sono stati presentati in anteprima a Vita da Strada, Rai Radio Live, da Fabrizo Casinelli, a conferma di un brillante percorso artistico e musicale. A tal riguardo, la Ferretti ha voluto coniugare tanto la sua esperienza di insegnante di Educazione Musicale, quanto quella di Musicista ricercata e ricercatrice, che crede, da sempre e con forza, nelle infinite tecniche, ovvero risorse, della comunicazione musicale contaminata dai/nei nuovi media, alla scoperta delle sfaccettature linguistiche (più o meno palesi) della Musica. Inoltre, come ci racconta lei stessa, “Il mio viaggio nella scrittura è stato piuttosto lungo, intenso, emozionante. Da scrittrice e curatrice di collane per una piccola casa editrice del Nord, ho ottenuto subito la prima importante segnalazione dall’amica-angelo, Alessandra Appiano, su Donna Moderna sono arrivata a ricevere un Premio Donna per giornalismo e comunicazione, soprattutto per l’impegno rosa, cioè gli #stopfemminicidi sostenuti da colleghi giornalisti di ambo i sessi a livello nazionale; infine sono stata annoverata dal Festival “Professione Giornalista-Strumenti di lavoro per il giornalismo” 2017, tenutosi a Bologna: in mezzo, però, una crescita che, da un giornalino online del mio Abruzzo, su cui mi sono formata trasportandovi con caparbietà tutta l’Italia che potevo, mi ha portata a diventare collaboratrice di Confidenze (Mondadori) per articoli di varia natura e, per il settore spose, di Elle (Hearst magazine)”. Come ci stupisce ora Federica Ferretti? Sfidando ancora una volta se stessa, visto che questi ultimi due libri compendiano le sue tesi in Analisi del Linguaggio Politico e Tecniche della comunicazione, offrendo ulteriori spunti di riflessione anche ai “profani che vogliano cimentarsi in un cammino lungo millenni, dalle origini del linguaggio musicale alla sua contaminazione nei nuovi media, tra consenso e dissenso nel 1900”.
Le “Metafore del nuovo millennio” fotografano così la rivoluzione che è scaturita dall’incontro della musica-linguaggio con la comunicazione cinematografica. Dai primi tentativi nei “muti” alle più elaborate metafore che la musica ha letteralmente finito per rappresentare, sostituendosi il più delle volte alle parole stesse. Dai talkies americani alle pellicole “immortali” dei Taviani e di Fellini, fino ai più recenti The Pianist e V per Vendetta. Per continuare a scoprire le metafore socio-politiche dei contenitori pubbblicitari, inesauribili miniere “linguistiche”, di cui l’autrice si è “divertita” a rivelare i doppi sensi e l’attualità dei classici ai tempi della comunicazione multimediale. La sua ricetta per un futuro in cui vorremo assomigliarle? “Imparare ad andare alla ricerca di se stessi, potendo contare su una buona dose di cultura che aiuta a capire le relazioni tra confini solo apparentemente lontani, come quelli della musica classica che danza sulle note della globalizzazione”.

Per info e contatti: http://www.federicaferretti.com; tel. 3471613370; e-mail personale: ferretti.scrittrice@libero.it

QUEL VENTO CHE SOFFIA DA 80 ANNI
Un importante anniversario per Rossella O’Hara
Di Nunziante Valoroso
Tra poco meno di tre mesi il mondo del cinema celebrerà gli 80 anni di uno dei film più famosi e popolari del ‘900, quel  “Via col vento” (Gone with the wind, 1939), con il quale si può senza dubbio far cominciare l’era “moderna” del cinema hollywoodiano. Coprodotto da David O. Selznick e dalla MGM e  diretto da Victor Fleming,  è un vero classico senza tempo. Margaret Mitchell aveva pubblicato il suo romanzo nel 1936, con un successo immenso (e ancora oggi il libro è ristampato in tutto il mondo). La “prima” mondiale del film si tenne ad Atlanta il 15 dicembre 1939.
Tutti conoscono la storia di Rossella O’Hara, la capricciosa ragazza che vede la sua vita travolta dall’impetuoso vento di tempesta della Guerra di Secessione americana, ma che riesce comunque a sopravvivere agli inevitabili lutti ed a ben tre matrimoni, sorretta dall’amore per la sua terra natia, la lussureggiante piantagione di Tara e dalla ferma convinzione che «domani è un altro giorno». Eppure, questa leggenda dello schermo ebbe una gestazione travagliata e difficile e, per poco, non vide mai la luce. Le centinaia di lettori e lettrici del romanzo pensarono immediatamente al re di Hollywood, Clark Gable, per il ruolo di Rhett Butler. I problemi però cominciarono subito. Alla MGM, la casa che aveva sotto contratto Gable, avevano rifiutato di acquistare i diritti del romanzo affermando (le classiche Ultime Parole Famose !!!!) che i film sulla guerra di Secessione non avevano mai incassato un dollaro. D’altra parte Gable veniva da un clamoroso insuccesso in un film storico in cui aveva interpretato la parte del protagonista, Parnell, uscito nel 1937, e non aveva alcuna intenzione di ripetere l’esperienza. Il giovane produttore David O. Selznick, che aveva da poco lasciato proprio la MGM (era sposato con Irene, la figlia del capo degli studi Louis B. Mayer) per mettersi in proprio, era ansioso di continuare la tradizione iniziata alla Metro dei lussuosi e fedeli adattamenti di romanzi ed inoltre cercava un mezzo per utilizzare al meglio il nuovo sistema di ripresa a colori Technicolor, di cui era convinto sostenitore. Per ottenere Gable dalla Metro, si associò a malincuore col suocero e gli cedette i diritti mondiali di distribuzione; Olivia de Havilland l’ebbe vinta col suo capo Jack Warner alla Warner Bros per interpretare la parte di Melania Hamilton; Il raffinato attore inglese Leslie Howard si sottopose ad estenuanti sedute di trucco per ringiovanire e poter diventare così un credibile Ashley Wilkes; dulcis in fundo, la giovane e quasi sconosciuta attrice inglese Vivien Leigh, che si trovava ad Hollywood perché aveva seguito l’amante Laurence Olivier, sostenne un provino ed ottenne la parte più ambita da tutte le attrici dell’epoca, sbaragliando concorrenti come Bette Davis e Katharine Hepburn. Una volta uscito, nel dicembre del 1939, Via col vento ha iniziato la sua leggenda, che non è ancora terminata ed ha attraversato trionfalmente tutta la storia della tecnica e del linguaggio cinematografico, deliziando sempre nuove generazioni. Dalla prima edizione, ogni successiva riproposta ha cercato di sfruttare al meglio le tecniche di proiezione e distribuzione cinematografica più in voga del momento. Nel 1956 c’è stata una riedizione con suono stereofonico Perspecta e schermo panoramico (in pratica alcune inquadrature furono “rifilate” con un mascherino per permettere la proiezione in formato 1,85:1 a partire dall’originale 1,37:1 senza tagli arbitrari), nel 1961 il film è stato stampato per la prima volta nei laboratori della Metro in normale Eastmancolor e non più dalla Technicolor (il film divenne in “Metrocolor”); nel 1967 ne è stata realizzata una versione su pellicola 70mm, tosando (in maniera spesso eccessiva) il fotogramma originale in alto ed in basso e rimasterizzando il sonoro su sei piste magnetiche stereofoniche; con l’avvento delle VHS, Via col vento è stato uno dei primi film ad avere l’audio inciso anche in Hi-Fi Stereo; il dvd ne ha proposto, dopo tanti anni, immagini ristampate con l’originale procedimento Technicolor e suono in Dolby 5.1; in seguito la Warner Bros, ora proprietaria dei diritti, ha realizzato uno spettacolare restauro digitale utilizzando i negativi originali dell’epoca, restauro pubblicato in blu ray disc. All’affascinante storia produttiva e distributiva della pellicola si affianca la non meno interessante storia delle versioni italiane. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale impedì la distribuzione nel nostro paese nel 1940 e quindi il pubblico italiano dovette aspettare la fine della guerra per godersi le vicende di Rossella. Nel 1948 ecco la prima uscita, solo nelle grandi città, in una edizione in lingua originale con sottotitoli italiani. Evidentemente la realizzazione dell’adattamento italiano aveva richiesto un notevole sforzo. L’anno successivo, a maggio, Franco Schirato dirige alla Fono Roma il celebre doppiaggio classico del film, che sfodera il meglio dei soci della CDC nei vari ruoli. Realizzata in 17 turni di lavoro, la versione italiana di Via col vento esce trionfalmente in tutte le sale nel marzo del 1950 e rimane in cartellone per più di un anno. Lydia Simoneschi è una magnifica Rossella/Vivien Leigh, Emilio Cigoli, che ha sostituito Romolo Costa quale voce di Clark Gable (in seguito ridoppierà  San Francisco e La tragedia del Bounty) è un delizioso Rhett Butler; Mario Besesti cesella un Thomas Mitchell /Gerald O’Hara ricco di sfumature; Sandro Ruffini dona i suoi toni aristocratici a Leslie Howard nella parte di Ashley Wilkes; Renata Marini è una dolcissima Olivia de Havilland/Melania Hamilton. Popolarissime tra il pubblico risulteranno le caratterizzazioni di Maria Saccenti quale voce di Hattie McDaniel /Mammy e della favolosa Butterfly McQueen (Prissy) di Zoe Incrocci. Insomma un doppiaggio da manuale ma… quello che può stridere all’ascolto dello spettatore moderno è l’adattamento, che si rifà troppo alla traduzione italiana del romanzo, pubblicata nel 1937 da Mondadori, curata da Ada Salvatore ed Enrico Piceni, traduzione che, una decina di anni fa, si è scoperto essere caratterizzata da tagli e censure sull’originale e viziata da una caratterizzazione della parlata dei personaggi di colore estremamente razzista, frutto dell’epoca storica vissuta al momento dall’Italia. Nonostante ciò il film è diventato anche da noi un classico amatissimo, con ben quattro riedizioni all’attivo, dal 1957 al 1972, anno in cui le filiali internazionali della MGM chiusero i battenti e la distribuzione cinematografica del leone ruggente fu affidata in USA alla United Artists e nel resto del mondo alla CIC, Cinema International Corporation. Ovviamente alla CIC non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di una ennesima riedizione, programmata per l’ottobre del 1977.  A Roberto de Leonardis dialoghista di fiducia della Disney e di registi come Kubrick, Fellini, Wilder, si propone l’impossibile: realizzare una nuova versione italiana del capolavoro, partendo nuovamente dall’originale e cercando di scostarsi il più possibile dai retaggi fascisti della traduzione mondadoriana. Il risultato è, a parere mio, entusiasmante. C’è da dire che personalmente ho scoperto Via col vento al cinema con questo ridoppiaggio e si sa che, in questo campo, i ricordi e le sensazioni personali contano molto. Eppure la versione di Roberto de Leonardis, diretta da Mario Maldesi, non ha nulla da invidiare al primo doppiaggio, anzi è per molti versi superiore. Distribuita al cinema appunto  nell’ottobre 1977, la pellicola ebbe un ottimo riscontro di pubblico, piazzandosi al decimo posto nella classifica degli incassi, fatto ancora più clamoroso se si pensa che, nella stessa stagione, erano usciti due blockbuster come Guerre Stellari ed Incontri ravvicinati del terzo tipo. Il cast al leggio è quello delle grandi occasioni: Ada Maria Serra Zanetti (Rossella), Luigi Vannucchi (Rhett), Rodolfo Traversa (Ashley), Angiola Baggi (Melania) sono i protagonisti, affiancati dai non meno talentosi Anita Laurenzi (Mammy), la giovane Laura Boccanera (Prissy), Corrado Gaipa (Gerald O’Hara), Giuliana Lojodice (Ellen O’Hara) e Benita Martini (Bella Watling). De Leonardis ha riscritto i dialoghi in modo esemplare, riempiendoli di riferimenti e di particolari desunti direttamente dall’originale e tralasciati nel primo adattamento. Sarebbe veramente il caso che la Warner rieditasse il film in blu ray con un doppio audio italiano, in modo da far scoprire, alle giovani generazioni, una interessante “versione moderna” di un classico immortale.

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http://www.youtube.com/user/assclementeriva (a cura di Alessandro Flego)
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PRISMA. Di Gianni Maritati. Con Ruggero Pianigiani
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