PRISMA – Anno VII – Numero 268 – 14 ottobre 2017

18 OTTOBRE 2010-2017

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE
CLEMENTE RIVA DI OSTIA COMPIE
7 ANNI!

 

 

 

“GLI ULTIMI”: LA VISIONE PROFETICA DI PADRE TUROLDO
Frequentatore di molti generi letterari e di tutti i canali comunicativi, sempre super-impegnato nelle sue battaglie religiose, culturali e civili, padre Turoldo ha avuto anche una esperienza diretta con il cinema. Suo infatti il film in bianco e nero del 1962, uscito in sala l’anno dopo e intitolato “Gli ultimi”, che avrebbe avuto alcuni convinti apprezzamenti di critica: Giuseppe Ungaretti, Andrea Zanzotto e soprattutto Pasolini, ricambiato da Turoldo con giudizi molto positivi quando sarebbe uscito “Il Vangelo secondo Matteo”. All’impresa il frate-poeta associò un intellettuale di sinistra, Vito Pandolfi.
La storia è tratta da un racconto autobiografico dello stesso Turoldo, “Io non ero un fanciullo”, ed è ambientata nel Friuli contadino degli anni Trenta. Il protagonista è un bambino di dieci anni, Checo, poverissimo, con la passione per il disegno, preso in giro dai suoi coetanei che lo paragonano ad uno spaventapasseri e gli affibbiano impietosamente quel soprannome non proprio lusinghiero. Oppresso dalla povertà (“figli di pidocchi, ecco cosa siamo”), perfino il padre lo chiama così qualche volta. Una vita dura e dolorosa, per Checo, vittima di un atteggiamento di bullismo (diremmo oggi) che gli procura anche degli incubi notturni. Punteggiato da quel poetico “mandi” (formula di saluto e di commiato in lingua friulana), il film attraverso la dolorosa vicenda di un bambino racconta la tanta fame e lo scarso lavoro degli “ultimi”, le illusorie promesse del regime fascista, il primo amore di Checo, il suo tentativo di fuggire di casa… Finché la morte in miniera del fratello più grande, emigrato, induce i genitori a fargli lasciare la scuola e a mandarlo a lavorare nei campi: ed è qui che il piccolo Checo finalmente avrà il suo riscatto e il suo futuro. Lo spaventapasseri impara a diventare uomo… Quel bambino – ricordiamo – venne scelto fra gli orfani di Nomadelfia, il coraggioso progetto sociale e religioso di don Zeno Saltini per il quale padre Turoldo si spese con grandi risorse ed energie.
Il film non ebbe all’epoca nessun successo commerciale e venne dimenticato per decenni. Ma rivisto oggi, restaurato nel 2002 e pubblicato in un doppio dvd speciale nel 2014 a cura della Cineteca del Friuli, del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine e di Cinemazero di Pordenone, acquista il valore di una vicenda emblematica, ben scritta e ben interpretata. Un documento poetico, eccezionale, sulla “friulitudine” di padre Turoldo (e di Pasolini): il senso innato del sacro, il rispetto profondo per la terra, la povertà vissuta come base della dignità e della forza del Friuli, il legame decisivo con la figura materna, lo stigma dell’emigrante. E, su tutto, un senso pacato e sofferto dell’esistenza spesa fra destino e Provvidenza:

 

VERSO IL DESERTO

Lasciai allora il piccolo paese,
pur io fanciullo emigrante:
un paese impaurito e muto
come un crocifìsso;
e portavo nel sangue
il ricordo di mia madre
e delle donne vestite
come l’Addolorata.

(da Gianni Maritati, Cristiani contro. I grandi ‘dissidenti’ della letteratura italiana da Iacopone a Umberto Eco, Tau Editrice, 2017)

IL MAGICO MONDO DELLE PRINCIPESSE
A Milano una mostra per viaggiare nel mondo delle fiabe Disney
DI NUNZIANTE VALOROSO
In occasione dell’80esimo anniversario dell’uscita nelle sale di “Biancaneve e i Sette Nani” (1937), il primo lungometraggio animato in Technicolor della Storia del Cinema, prodotto da Walt Disney, Milano si tinge dei colori della fiaba. Infatti, il 14 ottobre, negli spazi del WOW Spazio Fumetto (Il Museo del fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano), sito in Viale Campania, 12 viene inaugurata una mostra unica nel suo genere interamente dedicata alle Principesse create da Walt e, successivamente dalla casa di produzione che porta il suo nome: Biancaneve, Cenerentola, Aurora, Belle, Ariel, Jasmine, Mulan, Pocahontas, Rapunzel, Tiana, Merida e la regina Elsa e Anna (protagoniste di quel fenomeno mediatico e culturale che è Frozen-Il regno di ghiaccio) saranno autentiche protagoniste fino al 25 febbraio 2018.
In mostra disegni originali provenienti da importanti archivi e collezioni private, photo set, manifesti cinematografici, gigantografie, giochi, gadget, albi storici, fiabe sonore, video, spartiti di colonne sonore, fumetti, disegni originali e libri d’epoca che formano un percorso unico che porterà il pubblico nel magico mondo delle principesse, dei loro amici, dei loro nemici, dei loro principi e alla scoperta della genesi del loro mito, dai fratelli Grimm a Hans Christian Andersen, da Charles Perrault alle principesse vere che hanno qualcosa (e più di qualcosa) in comune con le nostre eroine. Grazie all’esposizione di preziosi materiali originali e video si potrà scoprire come nasce un film d’animazione e come sono cambiate le tecniche in ottanta anni, dai disegni a mano di “Biancaneve e i Sette Nani” al digitale di “Frozen”, passando per le incredibili sperimentazioni di capolavori assoluti come “La Bella Addormentata nel Bosco”, “La Sirenetta”, “La Bella e la Bestia” e “Rapunzel-l’intreccio della Torre”.
Grande spazio è dedicato alla celebrazione del film “Biancaneve e i Sette Nani” che compie ottant’anni. Oltre a preziosi disegni originali realizzati nel 1937 per la lavorazione del film, viene esposto un rarissimo manifesto cinematografico del 1938 proveniente dalla collezione di Giovanni Bonifacci e i giornali americani dell’epoca che promuovevano l’uscita del film pubblicando le strisce della versione a fumetti disegnata da Hank Porter, autore del quale si potrà ammirare anche un prezioso originale prestato da Andrea Rinaldi. Sono esposti inoltre le tavole originali delle storie a fumetti “Biancaneve e Verde Fiamma” e “I Sette Nani e il trono di diamanti”, che il grande Romano Scarpa disegnò negli anni Cinquanta, illustrando nuove vicende per Biancaneve e i suoi amici, veri e propri seguiti alla storia del film. E poi le numerose edizioni con cui il film ha raggiunto le case di tutto il mondo, dai rari Super 8 da proiettare ai blu-ray, fino alle versione sonore su disco e libri illustrati provenienti dalla grande collezione di chi scrive. È innegabile che alcuni dei più grandi successi della Disney Company siano legati a fiabe della tradizione classica, da Biancaneve alla Regina delle Nevi di Andersen che ha ispirato “Frozen”. La stessa storia dell’animazione disneyana è stata contrassegnata da un film fiabesco che ha portato ad importanti innovazioni tecniche e di sceneggiatura: “Biancaneve”, ha introdotto le riprese con la multiplane camera e il concetto di una storia raccontata attraverso la musica; in “Cenerentola” ha iniziato a prevalere lo stile quasi naif delle scenografie ed ambientazioni curate dalla grande pittrice Mary Blair che, negli anni successivi, ricreò con successo, per Disney, il paese delle meraviglie di Lewis Carroll e L’isola che non c’è di James Barrie; con “La Bella Addormentata nel Bosco”, Disney realizzò un vero e proprio quadro medievale in movimento, grazie alle scenografie del pittore Eywind Earle, riprese nello spettacolare formato Technirama 70mm. In seguito, nel 1989, il cosiddetto “rinascimento disneyano” inizia con la versione animata della “Sirenetta” che, grazie alle musiche di Howard Ashman e Alan Menken, trasforma lo schermo animato in un palcoscenico di Broadway. Negli anni successivi altre fiabe saranno campioni d’incasso, come “La Bella e la Bestia” ( tra i primi lungometraggi ad utilizzare il computer per le riprese e la colorazione dei disegni) e “Aladdin”, fino alle fantasmagoriche avventure digitali di “Rapunzel” e “Frozen”. A tutto questo è dedicata la mostra Sogno e avventura: 80 anni di principesse nell’animazione Disney, che propone un percorso variegato pensato per soddisfare sia il pubblico adulto che quello più giovane. L’evoluzione tecnica dell’animazione attraverso gli anni viene spiegata da pannelli illustrati e video con i making of dei vari film. Non solo: grazie alla preziosissima collaborazione del museo AniMa e Accademia Nemo di Firenze si potranno ammirare pezzi davvero unici come disegni originali realizzati nel 1937 per la lavorazione di “Biancaneve e i Sette Nani”, uno story board originale realizzato per “La Bella e la Bestia” (per spiegare che un film viene prima disegnato quasi a fumetti e poi realizzato in animazione) e perfino alcuni schizzi originali che mostrano Belle e la sirenetta Ariel ancora in fase di studio, non ancora perfettamente disegnate in quello che è il loro aspetto definitivo.
Grazie alla collaborazione del Gruppo LEGO saranno anche esposti alcuni set della linea LEGO® Disney: “Il castello incantato di Belle”, “La festa al castello di Arendelle”, “La serata incantata di Cenerentola” e “Il magico castello di ghiaccio di Elsa”.
Sarà un viaggio incredibile che porta il pubblico in un mondo di magia, avventura e divertimento con uno sguardo alla storia dell’animazione in compagnia di Biancaneve e delle sue più giovani sorelle.
La mostra, realizzata grazie alla preziosa collaborazione di The Walt Disney Company Italia, è visitabile dal 14 ottobre al 25 febbraio presso WOW Spazio Fumetto (Viale Campania 12) tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 15.00 alle 19.00 e il sabato e la domenica dalle 15.00 alle 20.00. Il biglietto d’ingresso sarà di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto).

 

Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani
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