PRISMA – Anno VII – Numero 267 – 7 ottobre 2017

AREE VERDI DEL X MUNICIPIO DI ROMA: UNA PROPOSTA
Assegnare la “tutela morale” delle aree verdi pubbliche del X Municipio di Roma alle associazioni di volontariato e ai comitati di quartiere. E’ questa la proposta che lanciamo al futuro Consiglio Municipale che uscirà dal voto del 5 novembre prossimo. Proposta avanzata dall’Associazione culturale Clemente Riva, attiva dal 2010 e organizzatrice della Festa del libro di Ostia. Ogni associazione o comitato si prenderebbe così a cuore il decoro dell’area verde, il suo mantenimento e la sua promozione, sollecitando l’intervento di Enti pubblici preposti e altre realtà sensibili a questo tema come l’Ufficio Giardini, l’AMA, il Retake e Lagambiente. Spesso parliamo di aree abbandonate, indecorose e talvolta anche pericolose. Mancano (o sono insufficienti) i controlli, la manutenzione, la pulizia sistematica, le attrezzature adeguate per fare sport o per far giocare i bambini.


Prendiamo il caso specifico del Parco Clemente Riva, un’area verde che si affaccia sulla parte finale della centralissima ed elegante Via delle Baleniere. Dopo lo scioglimento del locale Comitato di quartiere Ostia Nord, nessuno si è più occupato con costanza del Parco. La buona volontà di tanti onesti cittadini del posto e di alcune forze politiche non è bastata, purtroppo, ad invertire la rotta. Sono arrivati anni di incuria e di abbandono. Eppure questo Parco conserva la memoria di un grande Vescovo rosminiano, morto nel 1999, che era stimato da tutti, senza distinzioni politiche e religiose. L’Associazione culturale che porta il suo nome, e che a suo tempo propose di intitolare questo Parco proprio a lui con l’appoggio e l’accordo di tutte le forze politiche locali, chiede perciò di poter tornare ad usufruire – insieme ad altre realtà del territorio – della Casa di legno che sorge dentro il Parco Clemente Riva di Ostia per continuare, come in passato, a tenere le riunioni dei soci e ad organizzare tante iniziative sociali e culturali, come le Mini-Feste del libro e le Cene socio-letterarie, a beneficio di tutto il Litorale romano. In più, l’Associazione è disponibile a prendersi a cuore tutto il Parco in pieno accordo con gli organismi pubblici.

L’Accademia delle scienze di Kiev propone all’Unione Astronomica Internazionale di dare il nome di Corrado Calabrò al prossimo asteroide che verrà scoperto.
Ciò in considerazione del fatto che il poemetto Roaming di Calabrò (la prima poesia che ha per oggetto l’astrofisica da 2000 anni in qua, da Lucrezio in poi) tratta di un grosso asteroide, la cui orbita lo porterebbe a colpire la Terra, che viene invece intercettato dalla Luna, “pronta” a farci da scudo. Con la drammaticità della vicenda, Roaming ci fa presentire, come in sogno, tutta la precarietà e occasionalità del nostro pianeta. Roaming è stato pubblicato in Italia da Mondadori nel libro La stella promessa, Collana Lo Specchio, nel 2009, ed è stato tradotto in molte lingue.

PUBBLICATO IL ROMANZO DI SIMONA ESPOSITO, “LE VOCI DI LONDRA” PER I TIPI DI CULTURA E DINTORNI: ECCO LA PREFAZIONE
Un vortice di avventure e di emozioni ci viene incontro in questo avvincente romanzo, “Le voci di Londra”, di Simona Esposito. Grazie alla sua penna colta ed elegante, veniamo trasportati a Venezia durante i primi anni del Settecento. Nella splendida città lagunare nasce Faustina Bordoni, mentre nella bella e raffinata Parma viene al mondo Francesca Cuzzoni: due donne diversissime per personalità e temperamento artistico, destinate però a diventare le più grandi virtuose di canto della loro epoca fascinosa e tormentata. Ma sarà nell’immensa Londra che i loro destini artistici e umani verranno ad incrociarsi, all’ombra di un genio assoluto della musica, Georg Friedrich Haendel, che sta gettando le basi della più ambiziosa e dispendiosa impresa teatrale di tutti i tempi. “Le voci di Londra” è la storia miracolosa ed ammaliante di questa memorabile impresa, ma è soprattutto la storia di tre vite che hanno affidato alla musica, al teatro e all’arte la cifra più profonda della loro inquieta e complessa umanità…
“Le voci di Londra” ha già avuto un giusto riconoscimento di livello nazionale. Il romanzo infatti si è classificato secondo alla quinta edizione del Premio letterario nazionale per inediti “Massimo Di Somma”, organizzato dalla manifestazione socio-culturale “Approdo alla lettura” con la collaborazione dell’Associazione “Clemente Riva”, che ne esprime la giuria, composta da poeti, scrittori e giornalisti impegnati come volontari nell’Associazione stessa. La serata finale si è svolta presso il Pontile di Ostia il 4 settembre del 2012. Ecco la motivazione ufficiale della giuria:
“Ambientato in uno spumeggiante Settecento artistico e musicale, fra Venezia e l’Europa, il romanzo restituisce la magia e il sapore di un’epoca che ancora ci affascina. L’ambientazione evocativa e i dialoghi brillanti lo rendono molto accattivante e ricco di immaginazione, di grande impatto emotivo e sicuramente molto scorrevole e godibile per il lettore. Al centro della trama si collocano con potenza immaginativa due straordinari personaggi femminili, simboli della propria epoca ma anche del cammino di emancipazione delle donne nella società e nella cultura”. Un giudizio che mi sento di sottoscrivere con convinzione ancora oggi, che finalmente il romanzo viene pubblicato e quindi affidato alla curiosità, alla sensibilità e all’intelligenza dei lettori. E di questo ringrazio profondamente Luca Carbonara e la sua casa editrice, Cultura e Dintorni.
Un ultimo pensiero. Il romanzo è dedicato a Sergio Tedesco, di cui l’autrice è stata prima allieva prediletta nel canto lirico e poi, per tanti anni, fedele compagna. E’ un omaggio che nasce in lei dall’amore e dall’ammirazione intellettuale, e che noi lettori possiamo condividere in termini di affetto e di rimpianto. Rimpianto per un gigante dell’arte e della cultura italiana che ha attraversato con stile e bravura tanti campi dell’espressione artistica: dalla lirica al cinema, dal teatro al doppiaggio (per film dal vero e per lungometraggi d’animazione). Ho avuto l’onore di conoscere Sergio Tedesco grazie ad una intervista realizzata per il Tg1 nel 2003 e poi di rivederlo grazie all’amico Nunziante Valoroso, uno dei più grandi esperti e collezionisti di cinema e di Mondo Disney in Italia, quando dal 4 al 15 maggio del 2010 organizzammo insieme presso la Biblioteca comunale “Elsa Morante” di Ostia (grazie alla responsabile delle attività culturali, Donatella Zapelloni) la Mostra “Walt Disney. Le voci della fantasia”: poster originali e altri materiali inediti e rari provenienti dall’archivio personale di Nunziante Valoroso ricostruivano un percorso originale della filmografia disneyana, con un’attenzione particolare ai doppiatori dei più celebri film d’animazione della Casa di Topolino. All’inaugurazione invitammo perciò tanti grossi nomi come Luca e Monica Ward, Franco Bolignari, Michele Kalamera, Maria Pia Casilio, Massimo e Francesca Rinaldi, il direttore del doppiaggio dei cartoon Disney in Italia Roberto Morville. E poi Sergio Tedesco, naturalmente, indimenticabile doppiatore di due serpenti disneyani: Kaa nel “Libro della Giungla” (anche nel séguito del 2003, per il quale ebbi l’onore di intervistarlo) e Sir Biss in “Robin Hood”.
Sergio Tedesco ci ha privati della sua splendida persona e della sua immensa personalità artistica il 3 giugno del 2012. Il romanzo di Simona Esposito, insieme a tanti pregi, ne ha uno in più: rendere onore alla sua memoria in un modo straordinario e personalissimo.

I FANTASMI DI TOTO” (DI NUNZIANTE VALOROSO)
In questo 2017 ricorrono, tra le altre cose, anche i 50 anni dalla scomparsa di Antonio de Curtis, in arte Totò, uno dei più popolari attori del nostro cinema, per molti appassionati il più grande. In vita, Totò si lamentava che, dopo la sua morte, di quanto aveva fatto non sarebbe rimasto nulla: non esistevano riprese della sua intensa attività teatrale e, in quanto ai film girati, ne salvava troppo pochi perché potesse anche solo immaginare una loro preservazione per i posteri. Quanto si sbagliava… Totò, da cinquanta anni a questa parte, non è mai morto veramente. Solo pochi anni dopo la sua scomparsa, alcuni piccoli distributori pensarono di rieditare, come tappabuchi di stagione, alcuni dei suoi titoli: fu il trionfo. I cinema si riempirono e, per tutti gli anni ’70, fino ai primi anni ’80, fu un riproporre e ristampare in continuazione, soprattutto in estate, titoli esilaranti come Il medico dei pazzi, Totò, Peppino e i fuorilegge, Totò, Peppino e la malafemmina, Totò al giro d’Italia, Fifa e Arena, Signori si nasce, Il più comico spettacolo del mondo, Miseria e nobiltà. In seguito è stata la Rai a riproporre i classici di Totò, puntualmente ogni anno, durante i mesi estivi e lo stesso è successo sui canali televisivi privati. Con l’avvento delle videocassette e dei dvd le collezioni pressoché complete delle pellicole del comico hanno invaso le edicole e i negozi specializzati.
Da pochi anni una nuova moda è “scoppiata”: quella del restauro dei film, effettuato in digitale con l’intervento della Cineteca Nazionale e della Cineteca di Bologna, che sta donando nuovo splendore ai migliori film del nostro cinema ed anche ad alcuni titoli di Totò. Ha iniziato Aurelio de Laurentiis, detentore, attraverso la Filmauro, dei diritti di diverse interpretazioni dell’attore, tra le quali quel Più comico spettacolo del mondo prodotto da Dino de Laurentiis e Carlo Ponti nel 1953 e girato in un futuristico sistema tridimensionale a due pellicole. Nel 2011 il film, restaurato in digitale ed in 3d, è stato presentato con successo al Festival di Roma. A dicembre 2013 ecco arrivare la Cineteca di Bologna che, nell’ambito della sua rassegna “Il Cinema Ritrovato”, fa circolare nei cinema una versione magnificamente restaurata di “Risate di Gioia”, il delizioso film diretto da Mario Monicelli e tratto da due dei Racconti Romani di Moravia, in cui Totò appare per la prima volta sullo schermo insieme ad Anna Magnani, sua vecchia partner teatrale in tante riviste di successo (coprotagonista è il famoso attore americano Ben Gazzara).
Quest’anno i restauri di Totò sono due: il primo, realizzato dalla Cineteca di Bologna, è Chi si ferma è perduto, irresistibile commedia di Sergio Corbucci con Totò, Peppino de Filippo e Lia Zoppelli, restauro presentato in anteprima lo scorso mese di aprile alla 18.esima edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce (il film presenta, tra le altre cose, un paio di esilaranti scene in cui Totò si esibisce nelle parodie del Giulio Cesare e di Giulietta e Romeo di Shakespeare); il secondo è un importante recupero di Miseria e nobiltà, film di Mario Mattoli del 1954, restauro realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale di Roma in collaborazione con la Fondazione Film Commission Campania, e sarà presentato in anteprima nazionale lunedì 9 ottobre alle ore 20 presso il Teatro San Carlo di Napoli. Il restauro di Miseria e nobiltà è stato realizzato a partire dai negativi in nitrato delle scene e della colonna sonora. Il film è stato scansionato in 4K e poi restaurato digitalmente per eliminare le numerosissime spuntinature e le fluttuazioni di densità presenti nel negativo. La correzione del colore è stata realizzata in collaborazione con il direttore della fotografia Giuseppe Lanci, al fine di restituire al film la resa cromatica tipica della pellicola Ferraniacolor, che valorizza i colori rosso e verde acqua. Il restauro del suono è stato curato da Federico Savina. Tutte le lavorazioni sono state eseguite presso il laboratorio Augustus Color di Roma. Si tratta, senza alcun dubbio, di uno dei migliori film di Totò, qui affiancato da una giovanissima Sophia Loren, da Carlo Croccolo e da altri attori celeberrimi come Enzo Turco e Dolores Palumbo. La scena dell’assalto alla cuofana di spaghetti, da parte della famiglia dello scrivano Felice Sciosciammocca, perennemente affamata, fa parte della leggenda dell’immaginario cinematografico, quanto se non più della carrozzina della Corazzata Potemkin e della slitta di Quarto Potere.
Sarebbe però auspicabile che, dopo tanta fatica per restaurarli, simili capolavori non rimangano sugli scaffali a prendere polvere ma vengano resi fruibili in tutto il loro splendore, non solo attraverso poche e rade anteprime o trasmissioni televisive; l’ideale sarebbe realizzare edizioni in disco blu ray da collezione: Natale è ormai abbastanza vicino, non si può pensare ad un regalo migliore che ad un bel cofanetto di Totò in alta definizione. Mettere insieme Il più comico spettacolo del mondo, Risate di Gioia, Miseria e Nobiltà e Chi si ferma è perduto non dovrebbe essere difficile. Nell’attesa, perché non godersi, in blu ray, quel capolavoro che è I soliti ignoti, attualmente unico titolo di Totò ad essere stato editato su dischetto blu?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani
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