PRISMA – Anno IX – Numero 284 – 17 febbraio 2018

PATROCINIO

HA OTTENUTO IL PATROCINIO DEL COMUNE DI ROMA-MUNICIPIO X LA 22.ESIMA EDIZIONE DELLA FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA CHE SI TERRA’ PRESSO IL TEATRO DI S.MONICA, AD OSTIA LIDO, SABATO 7 E DOMENICA 8 APRILE 2018

FICANA, DALLA MEMORIA AL FUTURO

Risale a prima della fondazione di Roma, fra il X e il IX secolo avanti Cristo, ma pochi la conoscono. E’ la città antichissima e affascinante di Ficana, i cui resti sono ancora visibili lungo il Tevere, vicino ad Acilia, all’interno di un’area che oggi è proprietà privata. Alcuni profondi conoscitori e divulgatori della storia del territorio ostiense, come Michele Mattei e Piero Labbadia, da tanto portano avanti con coraggio una battaglia culturale contro l’oblio di Ficana.
E’ una battaglia di civiltà e tutti noi dovremmo sostenerla in ogni modo possibile. Bisognerebbe diffondere sempre di più la storia di Ficana specie nelle scuole, aprire un Museo ad Acilia con tutti i suoi reperti archeologici (conservati nei magazzini del Museo dell’Alto Medioevo all’EUR ma tristemente inaccessibili!), riprendere in accordo con la proprietà del luogo una vasta campagna di scavi che possa aiutarci a rispondere alle tante domande dello storico e dell’archeologo lasciate in sospeso… Ormai sappiamo con certezza, da tanto tempo, che il passato “genera” futuro, che la conoscenza delle proprie più lontane radici svolge un ruolo essenziale nella definizione della nostra identità.
E’ per questo che invito tutti (non solo gli abitanti del Litorale e dell’Entroterra Romano) a scoprire o a riscoprire Ficana. I nostri avi hanno ancora tanto da dirci e da darci.
E chi vuole documentarsi in modo scientifico può leggere il libro la cui copertina è qui riprodotta a sinistra: illustra i risultati degli scavi archeologici condotti tra il 1975 e il 1980 nella zona di Ficana dalla Sovrintendenza Archeologica di Ostia con la collaborazione dell’Accademia di Danimarca e degli Istituti Svedese, Finlandese e Norvegese.

GIACOMO DACQUINO, “PSICOLOGIA DI PAPA FRANCESCO”, LDC
(Comunicato stampa)

In questo nuovo libro edito dalla salesiana Elledici, intitolato PSICOLOGIA DI PAPA FRANCESCO, l’autore, affermato neurologo, psichiatra, psicoterapeuta e sessuologo, si propone di indagare, sulla base della più recente letteratura scientifica, sull’uomo Bergoglio attraverso un’analisi psicologica delle sue omelie, dei suoi scritti, dei suoi comportamenti e delle posizioni che l’hanno reso un Papa a volte “scomodamente buono”. In una realtà priva di sicurezze, dove le scelte di vita e di fede diventano sempre più “liquide”, Papa Francesco emerge come una guida nuova: un uomo che vive la fede senza distacco dal mondo, che ne conosce finalmente i problemi e le sofferenze. Affrontando i temi pratici che dividono la Chiesa, come il modo di vivere oggi il sacerdozio, l’apertura alla sessualità e all’omosessualità, i problemi della transessualità e della pedofilia, la severità verso gli scandali interni fino alla grande misericordia, emerge un quadro di inaspettato equilibrio tra tradizione e innovazione, dottrina concreta ed esigenze sociali. Un libro che analizza la psiche dell’uomo più importante del mondo, per trovare punti di riferimento solidi nella vita di tutti i giorni.

COME VA LA FAMIGLIA? (di Mario Dal Bello)

In sala
Il manifesto è accattivante. Un bella serie di facce ridenti, giovani, adulti e anziani, uomini e donne, tutti in posa a dire quanto è bella la vita familiare. E infatti, quando arriva ad Ischia per festeggiare i 50 anni di matrimonio dei genitori albergatori, il gruppo vivace che non si vede da tempo, è felice. Nessun problema, perchè come recita il titolo del nuovo film di Gabriele Muccino, A casa tutti bene. La giornata trascorre senza intoppi, ci si rivede, ci si riconosce, mamma e papà sono felici con figli, nipoti e cugini, coppie unite o scoppiate. Solo che il mare è in tempesta e sono costretti a passare la notte nell’isola, facendo saltare in aria molti programmi: dal marito che deve andare per lavoro a Parigi (in realtà dall’amante), al giovane artista reduce da un viaggio in Sudamerica che però incontra qui un amore di gioventù con bambina a carico e marito assente, ai due sposi che faticano a stare insieme – lui più tenero e impulsivo, lei ossessiva – al fratello che continua a chiedere soldi.. Insomma il panorama sulla famiglia italiana non è così ottimista. Anche perchè i rancori, le gelosie, i tradimenti rinfacciati o scoperti vengono a galla. La festa si trasforma in un inferno dove nessuno è contento, tutti arrabbiati, sembra una follia generale. I bambini sono le vittime: piangono, non capiscono i genitori infuriati o che amoreggiano in loro presenza; i due adolescenti, poi, non vedono l’ora di andarsene di casa a diciott’anni per non dover vivere come i genitori.
E’ questa l’Italia che Muccino, dopo anni di soggiorno americano, ritrova. Una grande confusione di sentimenti, una labilità nei rapporti interpersonali pericolosa sui figli, di cui ci si prende cura fino ad un certo punto. La fedeltà è impossibile o deriva da una serie di circostanze e tanta, troppa “pazienza”. In questo circo umano si salva la coppia dove lui ha il Parkinson e lei non ce la fa più. E’ forse il momento più vero del film: un bravissimo Massimo Ghini chiede alla moglie di ricoverarlo prima che lui si dimentichi anche di lei. Eppure alla fine vince tra loro l’amore, mentre tra le altre coppie vengono fuori verità spiacevoli. Insomma, l’amore c’è ma la sua natura non è durevole, pare dire Muccino. Sorretto da un cast di bravi attori – Stefania Sandrelli, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Sabrina Impacciatore… – il film resiste, distribuendo bene le parti. Narra, racconta, ripresenta temi consueti a Muccino ed anche già visti da noi, però non brilla. Ma l’Italia è davvero tutta così? Forse un altro tipo di sguardo non sarebbe male.

E siamo all’ultima puntata, finalmente. Perchè Cinquanta sfumature di rosso in uscita per San Valentino è la fine della trilogia erotico-soft stra-pubblicizzata. Questa volta i due personaggi, il ricchissimo, problematico Christian Grey e l’ex vittima Anastasia, si sposano. Un matrimonio strano come la loro storia: lui la controlla, lei si ribella e in più il rosa-rosso vira verso il thriller, perchè il solito frustrato fa del male alla coppia. Un pizzico di suspence, qualche tocco erotico ed il film lussuoso – costumi, macchine – ossia la favola dei supericchi cui tutto è possibile è pronto per illudere lo spettatore che questa sia la vita da sognare. In verità, è un fotoromanzo patinato che si vorrebbe formato-famiglia. Al cinema tutto è possibile.

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PRISMA. Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani
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