DOPO LA 26.ESIMA FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA SVOLTASI
IL 18-19 MAGGIO SCORSO A S.MONICA

GLI STUDENTI: FUTURO E RESPONSABILITA’

Come sempre, dopo una edizione della Festa del libro e della lettura di Ostia, i ricordi – intrecciati con i sentimenti e le riflessioni – sono tantissimi. Ne scelgo uno: la partecipazione degli studenti del X Municipio di Roma accompagnati dai docenti Michele Mattei (“Anco Marzio”, “Giulio Verne” e “Carotenuto”) e Gianni D’Agosta (“Toscanelli”).
Grazie a loro, si rinnova la speranza di una società dove hanno (o tornano ad avere) diritto di cittadinanza valori come la cultura, la solidarietà, il senso di comunità e di responsabilità sociale, la passione per la ricerca intellettuale, la meritocrazia.
Gli studenti sono le donne e gli uomini di domani. Per loro l’appello a mantenere sempre vivi l’entusiasmo e la curiosità, ma anche l’impegno per il territorio in cui vivono.
Morto vent’anni fa, il vescovo rosminiano Clemente Riva, cui si ispira la nostra Associazione culturale che organizza la Festa, sarebbe contento di trovare studenti motivati, colti e gioiosi.

GM

INTERVISTA A QUATTRO AUTORI OSPITI
DELLA FESTA DEL LIBRO DI OSTIA (DI CARLA CAPUTO)
Confronto, immagini e parole: questi gli elementi che continuano a caratterizzare la Festa del Libro di Ostia. In un contesto dove tanti sono i libri che si presentano, si leggono, si commentano e perché no, si reinventano attraverso le opinioni altrui, ho pensato di andare più a fondo, conoscendo, attraverso le parole di quattro autori, cosa dà la Festa del Libro. “Habitat naturale” è stato l’incipit di una delle due domande rivolte a ciascuno degli scrittori intervistati. Si, parliamo e coniugo come “habitat naturale” la Festa poiché penso sia il luogo in cui tutti i testi si sentano a “casa” ma, allo stesso tempo, estranei alla stessa in quanto vanno ad incontrare altri testi diversi da loro. È uno scambio: la stessa matrice, ovvero la letteratura, una forma diversa: prosa, poesia, saggistica, antologia.
Ecco le interviste ai 4 autori, tutti diversi, ma tutti con una cosa in comune: l’amore per la scrittura.
Intervista a Rossella Cirigliano, autrice del romanzo “L’Aperitivo”.
Trama avvincente dove anche un “codice debole”, invisibile tra le righe, potrebbe compromettere ogni cosa. Un titolo che tutto potrebbe dire, ma che, allo stesso tempo, lascia spazio al “vago”, al “surreale” e alla, inevitabile, curiosità. Quanto si intrecciano il mistero, lo scavo psicologico e la denuncia dei fatti? È come lo contestualizziamo con la nostra attuale società?
L’intreccio di mistero, scavo psicologico e, infine, denuncia dei fatti è continuo, non dà tregua, perché tocca nel profondo le due donne che stanno prendendo l’aperitivo e non le fa scollare dalla sedia, finché non arrivano alla possibile soluzione. L’aperitivo è ambientato ai giorni nostri; lo si deduce dai dialoghi, dalle descrizioni di personaggi e situazioni, dai cambiamenti subiti da persone e territorio nel corso dei decenni
HABITAT NATURALE: Perché portare “L’aperitivo” alla Festa del libro di Ostia?
Quale migliore ambito per presentare una storia ambientata a Ostia se non la Festa del Libro di Ostia? E, con mia grande gioia, la presentazione di sabato scorso ha suscitato un’attiva partecipazione del pubblico con domande e considerazioni sul tema Ostia, fermo restando il mio intento di non confinare la storia a un luogo geografico ma di rendere le emozioni, i sentimenti per un territorio universali, adattabili cioè a ogni dove. Ho scelto Ostia perché, essendoci cresciuta, ne ho potuto scrivere “andando sul sicuro”, ma sarebbe potuto essere qualsiasi altro posto.
Intervista ad Antonietta Gnerre, autrice della favola “La storia di Pilli”
La veridicità e “l’impensabile” verosimile delle favole: cosa insegna il mondo magico ed immaginario di Pill alla nostra reale realtà ?

Le favole insegnano a superare gli ostacoli della vita, le paure, le insicurezze, le ingiustizie. Il volpacchiotto Pilli, nel suo percorso di crescita e di maturazione, affronta tante difficoltà e combatte, prima di tutto, con l’insicurezza di sapere che sbaglia a prescindere. È profondamente deluso dal suo aspetto, dalla sua coda enorme e a forma di palla. È triste perché gli amici lo prendono in giro. È infelice perché non riesce a concentrarsi nello studio della musica delle foglie. Poi un giorno trova la forza di parlare con il suo maestro, che è la volpe più vecchia del paese. Scopre, con grande meraviglia, che c’è una possibilità (la speranza) di riappropriarsi della sua vita. Il maestro indica a Pilli di contemplare l’aquila della storia, la saggezza. Pilli un giorno la sogna e comprende che deve superare le sue paure con forza e determinazione. Il volpacchiotto percepisce che, impegnandosi nello studio dei suoni, ce la può fare “Perché tutti hanno il diritto e a volte anche il dovere di migliorare la propria esistenza”. Tutto cambia “Perché diventare migliori non è una cosa impossibile”. Oltre a questi messaggi di riscatto ce n’è un altro tra le righe, quello della pace tra tutti gli animali. Grazie a Pilli tutti gli abitanti del bosco comprenderanno che si può vivere insieme senza farsi del male, senza mobbizzare gli altri e senza discriminarli per i loro handicap fisici, ma valorizzando e armonizzando le differenze e i talenti di tutti.
HABITAT NATURALE. Perché portare “La storia di Pilli” alla Festa del libro di Ostia?
Le favole, come le fiabe, sono rivolte a tutti. Ci mettono davanti a delle prove che i personaggi devono affrontare e superare, come nella vita. Insegnano ad essere forti e a non perdere mai di vista la speranza, la verità. Sono felice di aver partecipato alla Festa del Libro di Ostia con “La storia di Pilli”. Avevo partecipato in altre edizioni con i miei libri di poesia. Ringrazio Gianni Maritati per l’invito e per l’introduzione che ha curato alla mia favola. La Festa del Libro di Ostia è una manifestazione che porta fortuna.
Intervista a Silvia Elena Di Donato, autrice della raccolta poetica “La Maschera di Euridice”
La poesia non è solo di chi la scrive. Ha antenati e rende eterni.  Il testo “L’abbraccio” porta, inevitabilmente, ad abbracciare, appunto, tre aspetti sopracitati. Quanto può cambiare il significato della poesia da lettore a lettore e quanto può essere nuova?
Il significato nei termini della denotazione linguistica è sempre lo stesso, quel che cambia è il senso di una poesia. Il piano connotativo, metaforico, evocativo del linguaggio è la cifra peculiare che rende “aperto” e polisemico un testo poetico, che in ragione di ciò è costruzione ed esperienza di senso. Una poesia “accade” nuova ad ogni lettore e ad ogni lettura o rilettura (di chiunque, anche del suo stesso autore) poiché è “accadimento di senso”, poiché nella sua intima essenza è ontopoietica: ciascuno mette se stesso in relazione con il testo e costruisce il proprio orizzonte di senso, costruisce un mondo ogni volta nuovo, ogni volta diverso. La parola poetica è “finzione suprema” poiché è il mezzo più efficace di cui l’uomo disponga non solo per pensare e dire come è il mondo fenomenico, ma anche per sentire che il mondo è, per costruire e sperimentare possibilità di mondi di senso. Per questo la poesia è un prodigio capace di mostrare il mistico, cioè ciò che di per sé non può esser detto denotativamente. “Chi legge le mie parole sta inventandole”, scrive Borges, dunque una poesia ha tante vite quanti sono i lettori e le letture, per questo “la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve”.
HABITAT NATURALE: perché portare la Maschera di Euridice alla Festa del libro di Ostia?
La Festa del Libro di Ostia è una sorta di presidio della parola; nella carrellata di presentazioni ci si incontra, ci si confronta, si condividono idee ed esperienze e ci si sente abbracciati dalle parole e dal loro uso autentico. Per questo è l’habitat naturale anche de “La maschera di Euridice”.
Intervista a Giuseppe Vetromile, curatore antologia poetica “Mare nostro quotidiano”
ll mare tutto dà e tutto restituisce. Secondo Giovanni Boccaccio il mare rappresenta il multiforme umano e la storia delle civiltà. Può considerarsi sotto il segno di questa osservazione, l’antologia poetica “Mare nostro quotidiano”? Lo stesso titolo, infatti, rappresenta quanto soprascritto. La Poesia, dunque, quanto raccoglie la quotidianità e, nell’immaginario, in che misura la esplica in versi?
Realizzare un’antologia poetica non è (e non deve essere!) cosa semplice. Avrei potuto “raccogliere” Voci diverse e testi diversi, senza nessun filo conduttore, ma non avrebbe avuto alcun senso: sarebbe stato un semplice libro di poesie che, per quanto valide, non avrebbero aggiunto novità e interesse alle già tante pubblicazioni di questo tipo. Il mio intento era invece quello di chiedere ad Autori prescelti (e sono appunto 14), tutti di rilevanza nazionale, di esprimersi, attraverso la loro poesia, attorno ad un tema di particolare interesse e attualità: il”mare nostro”. Credo sia riuscito nell’intento, perché affidando ai miei Autori il tema del “mare nostro quotidiano”, ho offerto loro la possibilità di “giocare” su questo titolo, nel senso che “mare nostro quotidiano” non solo può essere inteso come teatro storico, geografico, sociale e politico di una civiltà mediterranea (mare nostrum…) in continua evoluzione, ma anche come “mare interiore”, sede di rovelli, dubbi, aspettative, sogni, speranze, ricerche… In questo modo i testi dei 14 Autori, diversi per stile e per contenuti, traendo ispirazione dai due (o anche più) aspetti del tema proposto, riescono a delineare un quadro poetico unitario pur nelle sue varie e illuminate composizioni.
HABITAT NATURALE: Perché portare “Mare nostro quotidiano” alla Festa del libro di Ostia?
È stato un accostamento meraviglioso, anche se del tutto fortuito. L’antologia “Mare nostro quotidiano” in questo mese di maggio compie giusto un anno di vita, e già tante sono state le presentazioni in varie sedi. Non poteva certo mancare alla Festa del Libro di Ostia! Grazie all’interessamento del giornalista e scrittore Gianni Maritati!

QUATTRO RECENSIONI DI ANNA RIZZELLO
“DI TUFO E DI ALTRE STORIE” DI GIOVANNA AVIGNONI
E’ un libro scritto bene dove l’autrice, animata dal bisogno di fantasia (come lei stessa dice) racconta storie probabili o impossibili oltrepassando ”porte” con lo scopo di visitare ambienti senza chiedere il permesso ad alcuno. Così Giovanna Avignoni vede quello che c’è o non c’è al di là di ciò che la “porta chiusa” nasconde a tutti, ma non a lei, perché dotata sin da piccola di immaginazione e inventiva. L’autrice ha raccolto in questo libro dieci racconti ambientati in antichi e quasi vuoti paesini della Tuscia e in stradine, dove si affacciano portoncini tra i muri di “tufo” di vecchie case, che racchiudono abitudini di un tempo o ricordi come fossero fotografie in bianco e nero, scattate all’improvviso per immortalare istanti, sentimenti e avvenimenti. I racconti contenuti in questo libro hanno soggetti diversi e trame a volte inquietanti con fantasiose testimonianze di un passato di ingiustizie (per lo più subite dalle donne) e di superstizioni, generate da antiche storie o leggende. Ma una fiaba, che fa bene al cuore di lettori sensibili, si “staglia“ superba per la sua dolcezza e per la salvezza dalla prigionìa del proprio corpo di una bimba protagonista. In questo lavoro non mancano racconti dalle frasi poetiche, derivanti dalla sensibilità dell’autrice e dall’intimità profonda sussurrata dalla quiete. Il racconto , poi, della donna che non denuncia è una testimonianza di quanta violenza ancora è tenuta nascosta e resta, purtroppo, impunita! Non si può trascurare di testimoniare che Giovanna Avignoni ha la generosità di dare il proprio contributo al sostegno delle donne in stato di bisogno o vittime di violenza. E questo è un valore aggiunto al suo talento di scrittrice!

“IL MISTERO DEL MOAI”
Caratteristica veramente unica di Raffaele D’Orazi è quella di scrivere con chiarezza e proprietà linguistiche, con uno stile lineare che invoglia ad una lettura senza respiro. Raffaele D’Orazi, sensibile alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale sa coinvolgere il lettore con vertiginose “girandole” spietatamente critiche , ma vere, di sapore politico, civile, etico ed economico. Autore del libro ”Il Mistero del Moai” ci introduce in un mondo fantasioso di leggende metropolitane che generano, di solito, ansia sociale e vogliono dissuaderci da determinati comportamenti. Aver spostato, infatti, la statua del Moai di Vitorchiano (costruita direttamente da artigiani provenienti dall’Isola di Pasqua) ha scatenato inspiegabili eventi che hanno colpito persone coinvolte. Attraverso tantissime ed approfondite ricerche e molti contatti con esperti, Raffaele D’Orazi sa offrire un’ampia conoscenza della vera storia del Moai di Vitorchiano e dell’Isola di Pasqua , riportando fatti e leggende di cui pochi hanno sentito parlare e che riguardano la funzione originaria delle grandi statue Moai. In questo romanzo non mancano argomenti sentimentali e amorosi che alleggeriscono l’apprendimento e divertono il lettore! Tramite Ermanno, il protagonista del romanzo, i saggi ed etici insegnamenti di Raffaele D’Orazi sono preziosi nella quotidianità e fanno riflettere sul senso che noi diamo e che dovremmo dare alla vita, nel rispetto dei valori di cui l’autore è possessore e maestro! Quanto c’è da imparare da questo bel romanzo storico, culturale e morale! Affascinante storia, avvolta da un mistero ben custodito e che nessuno può rivelare!
“IL SECONDO VIAGGIO DI ODISSEO”
Clirim Muca, poeta, scrittore, favolista e drammaturgo di origine albanese, con il libro “Il secondo viaggio di Odisseo” ci riavvicina alla letteratura classica e ci permette di assaporarne meglio la conoscenza. Il poema, che piace veramente molto, è scritto in versi sciolti e snocciola una serie di personaggi vecchi e nuovi. L’autore con carisma, con personalità e soprattutto con rispetto si accosta ad Omero, il grande poeta greco dell’Iliade e dell’Odissea. Con naturalezza riesce a condurre il lettore nella leggerezza della sua poesia e nella profondità del suo messaggio di coraggio, di amore e di pace. Odisseo (dal verbo greco odyssomai, che vuol dire incollerirsi, infuriarsi), oggetto della rabbia e della collera di Poseidone, padre di Polifemo, il gigante accecato del suo unico occhio , affronta un secondo viaggio per placare l’ira del grande dio del mare e ricerca quei popoli lontani “che non conoscono né remo né sale” con lo scopo di suggellare la pace! I riferimenti ad Atena, che suggerisce ad Odisseo non solo di godersi ogni attimo d’amore con la saggia Penelope, ma anche di far visita ai famigliari dei suoi soldati “che mai tornarono ad Itaca e che mai più ritorneranno” , sono apprezzabili e profondi! Le bellissime descrizioni poetiche  dei luoghi e degli elementi naturali danno al poema un tocco di magìa che invogliano ad una lettura senza pause per gustarne meglio i colori, le fragranze e i profumi. Clirim Muca ci fa tornare indietro nel tempo, sui banchi di scuola, quando la nostra fantasia era limitata dallo studio e dalle interrogazioni. Ci fa accompagnare Odisseo e ci fa partecipare non solo al viaggio verso chi lo aveva aiutato nei giorni di bisogno e gli era rimasto nel cuore (Alcinoo, Nausicaa, il suo figlioletto Odisseo, Calipso…) ma anche all’incontro con Poseidone-uomo, calmato dal sacrificio perché vede compiuta l’opera di espiazione. È bellissimo questo libro! È davvero un lavoro meraviglioso! Riferimenti precisi, descrizioni poetiche, amore, fantasia, coraggio, insegnamenti morali ben esposti che non si dimenticano!

“ONDE AZZURRE”
Il libro “Onde Azzurre” che racchiude le poesie di Tommaso Mozzillo è stato pubblicato da Lina Mozzillo dopo la morte di suo fratello per un giusto riconoscimento ad un poeta a cui le circostanze della vita non hanno consentito una maggiore e meritata evidenza. Tommaso Mozzillo, uomo di cultura e di talento artistico, morto nel 2014 a settant’anni, dopo una vita ricca di premi e riconoscimenti, lascia i suoi versi melodiosi e ricchi di valori che possono essere d’aiuto ai giovani lettori. L’autore invita a credere nell’aiuto divino, ad amare la vita e la natura, ad apprezzare quello che si è avuto e ad accettare con entusiasmo e passione i doni e il talento che “la forza del bene” distribuisce tra gli uomini. Tommaso Mozzillo è fiero di essere un poeta ed ha ragione di dirlo perché le sue poesie sono davvero belle: il sentimento che le anima è profondo e sgorga dall’intimo del suo essere e sublima il cielo, il sole, la luna, il mare, la roccia, il vento, il canto, il pianto e persino la morte! Il suo amore per i propri genitori è immenso ed è dolce leggere le poesie a loro dedicate. Non meno belle e apprezzabili sono quelle che trattano altri temi come la primavera e l’autunno o quelle che parlano di Dio, introdotte da… “Il suo canto lavava il mio spirito errante all’ombra delle rocce”… La fede in Dio porta l’autore a comporre delle poesie di una bellezza impareggiabile .Il suo talento poetico si sprigiona spinto dall’umiltà e dalla fede dello spirito, mentre il suo cuore incandescente canta il Bambino Gesù e la Madonna con vere e proprie preghiere, con devozione profonda! Le sue poesie sono canti e armonie soavi che coinvolgono persino i cuori più duri! I riferimenti alla cultura classica non mancano e sono di un’inquieta bellezza. Non mancano neppure versi dove lo stato d’animo fa da padrone e sono resi davvero unici da un’introspezione che strozza l’orgoglio e eleva l’umiltà e l’amore. Poesie dedicate agli affetti , al destino. alle sensazioni, alle delusioni, agli amici perduti… non ha proprio dimenticato niente e nessuno Tommaso Mozzillo! Non poteva esserci titolo più adatto a questo libro “Onde Azzurre” dove le poesie fanno sentire piacevoli onde che sanno d’immenso, di infinito e d’azzurro!

PER DONAZIONI E CONTRIBUTI ALL’ASSOCIAZIONE C. RIVA:
Codice Iban: IT 10 N 08327 03231 000000006461

http://www.youtube.com/user/assclementeriva (a cura di Alessandro Flego)
Media manager: Michele Porcaro

PRISMA. Di Gianni Maritati. Con Ruggero Pianigiani
PER RICEVERE LA NEWSLETTER, MANDARE UNA MAIL A: G.MARITATI@TISCALI.IT

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