DA SEGNARE IN AGENDA

LA PROSSIMA FESTA DELL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA (EDIZIONE NUMERO 25) SI SVOLGERA’ SABATO 23 E DOMENICA 24 FEBBRAIO 2019!!! SARA’ DEDICATA AL VESCOVO CLEMENTE RIVA A VENT’ANNI DALLA MORTE. IL TEMA E’ ISPIRATO AL SUO ULTIMO LIBRO, RIEDITO PER L’OCCASIONE: “AL CENTRO DELLA CITTA’ METTEREI L’UOMO”.

NOVITA’ IMPORTANTE: AGLI SCRITTORI E AGLI ARTISTI CHE VORRANNO ESSERE OSPITI DELLA FESTA SI CHIEDE UN “CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’”. CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO, DEVE SCRIVERE UNA EMAIL A ASSCLEMENTERIVA@GMAIL.COM. GRAZIE!

I PROMESSI SPOSI A FUMETTI

Quattro perle spuntano dal catalogo dell’editore Allagalla, famoso soprattutto per le avventure di Larry Yuma e le storie del West: la trasposizione a fumetti di quattro capolavori della letteratura mondiale. Parliamo de “I miserabili” di Victor Hugo (Claudio Nizzi e Paolo Piffarerio), “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson (Nizzi e Carlo Boscarato), “L’isola misteriosa” di Jules Verne (Nizzi e Franco Caprioli) e “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni (Nizzi e Piffarerio).
Quest’ultimo libro, in particolare, è di grande impatto visivo. Pubblicato per la prima volta nel 1984, in volume, e l’anno dopo in otto puntate su “Il Giornalino”, riesce a trasmettere felicemente al lettore di oggi il ritmo della narrazione, la grandiosità degli ambienti e la profondità dei personaggi che popolano il primo, immenso romanzo della letteratura italiana. Preceduto e seguito da ottimi apparati critici, è un volume che avvicina all’opera manzoniana soprattutto i lettori più giovani e perciò può essere un efficace strumento di divulgazione scolastica. La fedeltà all’originale si abbina con la presenza fumettistica di Manzoni come voce narrante: una scelta che rende la trasposizione più viva e più “diretta”.

 

 

IL VOLO DELLA TATA PERFETTA. “Il Ritorno di Mary Poppins”, molto più di un remake/sequel. Di Nunziante Valoroso

È stato uno dei film più visti di queste feste “Il Ritorno di Mary Poppins”, diretto da Rob Marshall, e ha suscitato diverse discussioni e recensioni sui “social”, che si sono divisi tra chi ha apprezzato e chi invece non ha assolutamente gradito (ci sono statI anche dei rifiuti a priori, senza neppure dare una occhiata al prodotto finito). Sicuramente il film è stato progettato sull’onda del successo dei “reboot” live action di film e personaggi del glorioso passato della Disney (Maleficent, La Bella e la Bestia) ma, a differenza delle altre operazioni, che abbiamo ritenuto effettivamente puramente commerciali, questo Mary Poppins Returns ha tanto da offrire.
Innanzitutto, quella della tata volante è una saga letteraria già esistente, con ben otto libri pubblicati dall’autrice Pamela L. Travers e, quindi, un sequel, in questi casi, è più che legittimato (e infatti il film attinge a piene mani dal secondo libro, Mary Poppins Comes Back, cucendone insieme vari episodi, ovviamente riscritti e reinterpretati per le esigenze della trama). In secondo luogo la sceneggiatura, in modo molto intelligente, riprende la scansione narrativa del primo film ma, in maniera molto più sottile e solida, posiziona i vari episodi in modo che servano tutti alla trama che, molto più del primo film, ha un inizio, una parte centrale ed un colpo di scena e climax finale.
Il punto focale di tutto (il film è ambientato negli anni ’30 a Londra, durante la depressione e Michael Banks ora ha tre figli suoi e si trova in grandi difficoltà economiche) è il pericolo in cui la famiglia Banks si trova (il pignoramento della casa paterna e la ricerca di un prezioso certificato azionario che non si trova e che potrebbe risolvere tutto). I tre figli di Michael, John, Annabel e Georgie, dopo la morte della mamma sono stati costretti a crescere troppo presto e hanno perso ogni voglia e possibilità di vivere la magia della loro età. L’arrivo di Mary Poppins, appesa stavolta al filo del vecchio aquilone di Michael, ritrovato da Georgie, sarà l’elemento scatenante del nuovo cambiamento nella vita dei Banks. L’aquilone è l’elemento principale del film, simbolo della libertà e del sogno perduti da Michael e da sua sorella Jane, e comparirà più volte nel corso della pellicola. Il primo invito a lasciarsi andare alla fantasia da parte della istitutrice è convincere i tre bambini a fare un bagno (e il tuffo nella vasca diventa un incredibile e magico balletto sotto il mare durante il quale i bambini ritroveranno i personaggi più “fiabeschi” e portati alla fantasia del loro quotidiano, cioè la cameriera Ellen, la vicina di casa, la signorina Lark col suo adorato cane e il mitico ammiraglio Boom).
In seguito, l’episodio animato (un meraviglioso “pezzo” realizzato tutto in 2d dalla studio Duncan, con molti dei vecchi animatori Disney) in cui i nostri amici, insieme al lampionaio Jack, entrano in un vaso di porcellana, serve a far capire ai bambini che le cose, spesso, non sono quello che sembrano (il lupo cattivo che rapisce Georgie è la controparte animata del direttore della banca che vuole pignorare la loro casa). L’irresistibile siparietto ballato in cui Mary Poppins porta il vaso di porcellana dalla cugina Topsy, la cui casa finisce a testa in giù ogni secondo mercoledì del mese, per farlo riparare, ha l’ulteriore scopo di invitare a vedere le cose da un altro punto di vista. Dopo il minaccioso incontro col “lupo” direttore della banca, ecco l’episodio dei lampionai che, con le loro luci, riconducono i ragazzi a casa, dopo che si sono persi nella nebbia.
Il climax finale con il recupero del certificato e la risoluzione di tutti i problemi viene reso plausibile perché tutte le avventure vissute hanno convinto i bambini che “tutto è possibile, persino l’impossibile” e, nel finale, tutti gli abitanti del Viale dei Ciliegi si ritroveranno a volare appesi a dei palloncini, simbolo della loro gioia di vivere riconquistata, mentre Mary Poppins potrà tornare da dove è venuta.
Emily Blunt è una Mary Poppins convincente (non abbiamo mai pensato a Julie Andrews durante la proiezione) e ha creato un personaggio suo, con molte sfumature provenienti direttamente dai libri originali, compreso il fatto di essere compiaciuta di se stessa e un pochino vanitosa. Sembra che sia in secondo piano nella trama ma, in effetti, è lei a controllare e a reggere le fila di tutto, a partire dal momento in cui scende dal cielo appesa all’aquilone e si presenta in casa Banks affermando di essere venuta ad occuparsi nuovamente dei piccoli Banks (cioè dei “suoi” Jane e Michael oltre che dei figli di quest’ultimo). Simpatico anche Lin-Manuel Miranda nel ruolo del lampionaio Jack ed efficaci e commoventi Ben Whishaw ed Emily Mortimer nei ruoli di Michael e Jane. Straordinario poi tutto il cast di contorno: Julie Walters (Ellen), David Warner (l’ammiraglio Boom), Meryl Streep (travolgente nel ruolo della cugina Topsy), Colin Firth (l’untuoso direttore di banca). Da applausi a scena aperta poi i due famosi cameo che avrebbero dovuto essere a sorpresa ma sono stati largamente anticipati da trailers e articoli: Dick Van Dyke nella parte del vecchio Mr Dawes Jr, proprietario della banca, e Angela Lansbury nel piccolo, ma incisivo ruolo della venditrice di palloncini. Le musiche di Marc Shaiman compongono una colonna sonora che non esitiamo a definire maestosa, con canzoni che sono state ingiustamente paragonate sfavorevolmente a quelle, bellissime, scritte da Richard e Robert Sherman oltre 50 anni fa per il primo film. I testi originali di queste ultime sono di Scott Wittman e sono ricchi di riferimenti alle storie originali di Mary Poppins e a famose filastrocche anglosassoni. Richard Sherman è stato consulente per la colonna sonora e, infatti, al suo interno, sono inserite, a sorpresa, molte frasi musicali delle canzoni del primo film. Il regista, Rob Marshall, autore del musical Chicago, orchestra, nel numero musicale del bagno Can You imagine that una mega citazione delle coreografie di Esther Williams mentre nel testo del numero A cover is not a book, eseguito dalla Blunt e da Miranda nella scena del music-hall, vengono citate le trame di altri due episodi del libro Mary Poppins ritorna. Il doppiaggio, diretto da Fiamma Izzo, è molto buono e Domtilla d’Amico e Serena Rossi (voce e canto di Emily Blunt), non fanno rimpiangere assolutamente l’accoppiata vocale Maria Pia di Meo/Tina Centi del primo film.
Una sorpresa Giorgio Borghetti come doppiatore sia della parte parlata che del canto di Lin-Manuel Miranda, mentre è sempre un piacere ritrovare la cara Melina Martello come voce di Julie Walters. Nei testi italiani delle canzoni, opera di Lorena Brancucci, perdiamo purtroppo qualche riferimento degli originali ma, in compenso, le versioni italiane delle canzoni che abbiamo già citato ci sono piaciute molto. Geniale poi l’idea, nel numero Trip a little light fantastic, di sostituire le semplici frasi in rima dell’originale con proverbi e modi di dire tutti italiani. La struggente ninna nanna cantata da Emily Blunt ai bambini The Place where lost things go è un caso a parte, la consideriamo una immediata candidata ai prossimi Oscar.

SUL CORPO DELLE DONNE. CREDENZE E VIOLENZE NELLA SOCIETÀ FEMMINILE di Ilenia Menale (Recensione di Anna Rizzello)
Sono parole che toccano il cuore quelle di Ilenia Menale nel libro ”Sul corpo delle donne” e invitano a pensare: troppe donne violate, stuprate, sfruttate, serve, vittime, derubate della loro femminilità e della loro infanzia. Sono parole che incitano la donna a prendere coscienza di quello che le accade, a rompere il muro di omertà, a non aver paura della società maschilista o patriarcale, a rifiutare dolorose pratiche socio-culturali e a combattere le violazioni dei diritti umani.
Con l’ausilio di interviste ad autorità competenti l’autrice ha portato alla luce il tema dell’infibulazione, dei vari tipi di violenza, dell’infanzia violata. Dopo aver raccontato con un tatto particolare alcune storie, come per esempio quelle di donne mutilate nei genitali e quindi traumatizzate fisicamente e psicologicamente, l’autrice denuncia che le forme di violenza fisica, sessuale, psicologica si verificano sia sulle donne che sugli uomini, sui bambini e sugli anziani.
Come una brava insegnante, usando una forma linguistica e stilistica perfetta, Ilenia Menale scrive questo saggio dove ogni lettore può imparare molto, come se fosse in un’aula scolastica! La voglia di leggere, quasi senza respiro, diventa tutt’uno con il riflettere e prendere in considerazione le tematiche esposte. Non si può non apprezzare questa brava autrice, che con molta semplicità non solo tratta un argomento, di cui non è facile parlare, ma lancia il messaggio forte e chiaro di denunciare ogni tipo di violenza! È importante e doveroso sostenere il suo messaggio e diffonderlo confermando il desiderio di proteggere i diritti delle donne di ogni ”dove”, di ogni “età” e di ogni “ceto” sociale.

IL LIBRO DI ILENIA MENALE VERRA’ PRESENTATO MERCOLEDI’ 30 GENNAIO ALLE ORE 18 PRESSO IL LEGGIO DEL MARE, STABILIMENTO IL VENEZIA, OSTIA LIDO.

PER DONAZIONI E CONTRIBUTI ALL’ASSOCIAZIONE C. RIVA:
Codice Iban: IT 10 N 08327 03231 000000006461

http://www.youtube.com/user/assclementeriva (a cura di Alessandro Flego)

PRISMA. Di Gianni Maritati. Con Ruggero Pianigiani
PER RICEVERE LA NEWSLETTER, MANDARE UNA MAIL A: G.MARITATI@TISCALI.IT

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