CONCORSO NAZIONALE “FOTOLIBRANDO”: ARRICCHITI I PREMI FINALI DELLA TERZA EDIZIONE. ECCO IL BANDO AGGIORNATO:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Associazione Culturale Clemente Riva, in collaborazione con la Galleria ArteDegas di Ostia, bandisce il III Concorso Fotografico Nazionale

“Fotolibrando”

volto a favorire la realizzazione di foto originali e creative che sappiano esaltare i valori fondanti dell’Associazione: la cultura, la lettura, l’arte, la solidarietà e la partecipazione. Le foto saranno valutate da una Commissione che, a proprio insindacabile giudizio, attribuirà tre Premi. La partecipazione è gratuita e disciplinata dal Regolamento, parte integrante del presente bando.

1. PARTECIPAZIONE
La partecipazione è aperta a tutti gli amanti della fotografia. E’ consentito l’uso di qualsiasi tecnica e strumento, tradizionale e digitale.
2. TEMA
Ogni autore può partecipare con UNA FOTO ispirata al tema:

“L’Italia che sogna”

3. FOTOGRAFIE E MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Le foto, che devono essere inedite e non aver partecipato ad altri concorsi, potranno essere in bianco e nero o a colori. La relativa email (con allegato il file in Jpeg e l’eventuale liberatoria descritta qui sotto) deve riportare nome e cognome dell’autore, più l’autorizzazione al trattamento dei dati sensibili ai sensi della normativa vigente in materia di privacy per l’espletamento delle diverse fasi del Concorso, ed essere inviata all’indirizzo assclementeriva@gmail.com. L’email deve riportare anche titolo della foto, luogo e data dello scatto. Le foto che ritraggono persone riconoscibili vanno accompagnate da una liberatoria (VEDI ALLEGATO).

4. SELEZIONE
Le foto pervenute saranno selezionate da una Commissione di esperti composta dai soci della “Clemente Riva”, critici, personalità e tecnici del settore.

5. PREMIAZIONE
Ai vincitori saranno attribuiti i seguenti riconoscimenti:

Primo classificato: Coppa + Partecipazione gratuita con la foto vincitrice più una seconda foto alla Mostra Collettiva fotografica presso la Galleria ArteDegas nell’ottobre 2018 + Cuffia Wind

Secondo classificato: Targa + Partecipazione gratuita con la foto vincitrice alla suddetta Mostra Collettiva + Sconto del 30 per cento sulla corniceria presso la Galleria ArteDegas + Cuffia Wind

Terzo classificato: 20 Libri + Partecipazione gratuita con la foto vincitrice presso la suddetta Mostra Collettiva + Sconto del 20 per cento sulla corniceria presso la Galleria ArteDegas + Cuffia Wind

I risultati del Concorso saranno pubblicati sulla Newsletter settimanale “Prisma” e sui siti web http://associazioneclementeriva.wordpress.com e http://festadellibrodiostia.wordpress.com, dove compare anche il presente Regolamento. La premiazione avverrà durante l’edizione autunnale della Festa del Libro e della Lettura di Ostia del 2018: luogo, data e orario verranno comunicati in seguito e in tale occasione tutte le foto verranno proiettate su grande schermo. La Commissione si riserva la facoltà di non assegnare tutti i premi, così come di attribuire riconoscimenti aggiuntivi rispetto ai premi succitati.
6. AUTORIZZAZIONE
Ogni autore dichiara di possedere tutti i diritti sulle foto inviate e ne conserva la proprietà ma ne cede i diritti d’uso illimitato e delle loro eventuali elaborazioni all’Associazione Culturale Clemente Riva per realizzare mostre, raccolte, pubblicazioni, così come per ogni tipo di uso a carattere promozionale ed istituzionale ivi inclusa la cessione a fini benefici.
7. SCADENZE ED ESCLUSIONE
L’invio delle foto dovrà avvenire entro il 30/09/2018. Il materiale presentato non sarà restituito. La partecipazione al Concorso comporta l’accettazione integrale ed incondizionata del presente Regolamento. Saranno esclusi dalla partecipazione al Concorso tutti coloro che non si atterranno alle norme sopra elencate.
8. PRIVACY
Ai sensi dell’art. 11 del D. Lsg. N. 196/03 si informa che i dati personali forniti e raccolti nonché le fotografie consegnate saranno utilizzati in funzione e per fini previsti dal presente bando  e potranno essere divulgati nello svolgimento delle iniziative inerenti il Concorso. Le fotografie partecipanti al Concorso inoltre potranno essere riprodotte e utilizzate dall’Associazione Culturale Clemente Riva per finalità istituzionali, culturali e promozionali, incluse la realizzazione di mostre temporanee e/o permanenti, la produzione di libri dedicati agli scopi istituzionali, così come nell’ambito di altre iniziative istituzionali senza espressa autorizzazione dell’autore e senza che l’autore abbia nulla a pretendere per la divulgazione delle stesse. Il partecipante darà il proprio espresso consenso in forma scritta, ai sensi dell’art. 23 del suddetto D. Lsg. N. 196/03 per la comunicazione e la diffusione dei dati personali forniti e raccolti (comprese le foto), per i fini sopra indicati, nel testo dell’email inviata con allegata la foto partecipante.

Per info e contatti: assclementeriva@gmail.com; 380.1805830; artedegas@gmail.com

ALLEGATO
III CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE “FOTOLIBRANDO”

Io sottoscritt ….…………………………… (nome e cognome del soggetto)
Nat…. a………………………….………………il …………………………….
Residente in Via…………………………………………………….……………….
Città ….………….………………………………………… Prov.…………….…..
con la presente AUTORIZZA la pubblicazione delle proprie immagini riprese dal Sig.
…………………………………………………………………………………………
Ne vieta altresì l’uso in contesti che ne pregiudichino la dignità personale. La posa e l’utilizzo delle immagini sono da considerarsi effettuate in forma gratuita.
(data) …..………………….

Il soggetto ripreso (firma leggibile) …………………………………………………..

Il fotografo (firma leggibile) ………………………………………………………….

INFORMATIVA SULLA PRIVACY
Ai sensi del D. Lgs. 30 giugno 2013 n°196 – Codice in materia di protezione dei dati personali, La informiamo che i dati da Lei forniti saranno trattati nell’ambito dell’attività istituzionale dell’ente organizzatore esclusivamente ai fini dell’ottimale svolgimento dell’iniziativa in oggetto. L’art. 7 della legge medesima Le conferisce in ogni caso l’esercizio di specifici diritti di verifica, rettifica o cancellazione che potranno essere fatti valere in qualsiasi momento nei confronti dell’Ente organizzatore responsabile del trattamento dei dati personali.
Il soggetto ripreso (firma leggibile)
……………………………………………………..

Il fotografo (firma leggibile)
………………………………………………………………..
ROSSELLA CIRIGLIANO CONFERMA IL SUO TALENTO CON IL ROMANZO “LA TERZA SORELLA”

Un viaggio a ritroso verso le proprie origini può rivelare sorprese sconvolgenti. E’ quello che succede a Sabrina, la giovane protagonista del nuovo romanzo di Rossella Cirigliano, “La terza sorella”, un giallo disponibile anche in firmato e-book e che si pone in continuità con il precedente, “L’undicesima porta” (tradotto anche in inglese). In una Lucania sospesa fra realtà e immaginazione, la bigliettaia del piccolo museo di Porta Gaia, lungo le Mura Aureliane, a Roma, può godersi finalmente una settimana di ferie. Decide perciò di andare a trovare una vecchia zia ricoverata all’Aldilà, la casa di riposo che ha questo nome così poco incoraggiante per i suoi attempati ospiti. Siamo in un paesino montano del profondo Sud, ricco di misteri, abitato da personaggi ora bizzarri e rancorosi ora reticenti ed enigmatici, e dominato da meccanismi sociali d’altri tempi. Un passato pericoloso che lentamente riaffiora dall’insopprimibile voglia d’inchiesta che accende la curiosa e intraprendente Sabrina. Ad accendere la miccia, un fatto macabro che avviene proprio all’Aldilà: un ospite della casa di riposo, un anziano giudice, viene trovato morto in circostanze apparentemente naturali. Sabrina riuscirà a svelare il mistero non senza l’aiuto di Lucio, l’amico fantasma conosciuto nella precedente avventura, spiritus loci di Porta Gaia. “La Terza Sorella” conferma le ottime capacità narrative e giallistiche dell’autrice, il suo amore per la scrittura come esplorazione del presente e resurrezione del passato, il suo sesto senso per le vicende che sfuggono alle ricostruzioni razionali.

NELLA COLLANA GREMESE “I MIGLIORI FILM DELLA NOSTRA VITA” SONO APPARSI: ALFREDO ROSSI, “SPLENDORE NELL’ERBA DI ELIA KAZAN”, E ROBERTO LASAGNA, “2001: ODISSEA NELLO SPAZIO DI STANLEY KUBRICK” (COMUNICATO STAMPA)
“Ma se la radiosa luce che una volta, tanto brillava negli sguardi è tolta, se niente può far che si rinnovi all’erba il suo splendore, e che riviva il fiore, della sorte funesta non ci dorrem, ma ancor più saldi in petto, godrem di quel che resta”. Dai celebri versi dell’Ode all’immortalità di William Wordsworth, Elia Kazan (“Un tram che si chiama Desiderio”, “Viva Zapata!”, “Fronte del porto”, “La valle dell’Eden”) ha tratto quello che molti considerano il suo film migliore insieme a “Il ribelle dell’Anatolia” e uno dei più bei film d’amore realizzati a Hollywood. Ma anche un film sul tempo, “questa oscura degradazione e metamorfosi che rende estranei una coppia d’innamorati” (Jacques Rivette). Warren Beatty vi esordisce sullo schermo; Natalie Wood non sarà mai più così bella, così in fiore; e la sequenza finale, che Kazan considerava la propria cosa migliore senza capirne bene il perché, è il culmine creativo del suo cinema e uno dei momenti più alti del cinema americano.
Si è detto spesso, a ragione, che la storia del cinema di fantascienza si divide in due parti: prima e dopo 2001: Odissea nello spazio. Oggi il 2001 è un futuro ormai passato, da molti anni, e la storia lo ricorderà non per un’impresa spaziale oltre la Porta delle Stelle bensì per un attacco aereo nel cielo di New York. Anche il 1968, anno di svolta (perlomeno sognata) sul pianeta Terra, ha ormai cinquant’anni, e quasi nessuna delle sue utopie si è realizzata. Ma l’Uomo attende ancora, e attenderà sempre, un giro di valzer tra le stelle, un messaggio dagli spazi infiniti, un universo migliore, un feto cosmico in cui infine rinascere; e 2001: Odissea nello spazio resta il capolavoro di Kubrick e il miglior film di fantascienza mai realizzato, infinitamente più ricco, infinitamente più misterioso e infinitamente più moderno dei moderni film di fantascienza.

MARY POPPINS RITORNA
di Nunziante Valoroso
Uno dei personaggi più iconici del ‘900 è senza dubbio Mary Poppins, la magica tata, nata nel 1934 dalla fantasia della scrittrice Pamela L. Travers. I romanzi di Mary Poppins furono pubblicati anche in Italia a cura dell’editore Bompiani ma è stato certamente grazie al film prodotto da Walt Disney nel 1964 e interpretato da Julie Andrews che il personaggio è entrato nel mito. È noto che la Travers fu sempre assolutamente avversa alla rappresentazione di Mary che Disney aveva dato nel suo film (la storia del suo conflittuale rapporto con Walt ed Hollywood è stata raccontata nel 2013 dal film Saving Mr Banks), ma inutilmente. Il pubblico ha continuato a identificare Mary con Julie Andrews e Walt Disney, e la popolarità del film non ha mai conosciuto fine. Il musical, che dallo scorso febbraio fino al 13 maggio ha furoreggiato sul proscenio del Teatro Nazionale CheBanca! di Milano (ed è stata già annunciata la ripresa delle repliche dal 5 ottobre al 31 dicembre), vide la luce nel West End londinese nel dicembre 2004 e sbarcò a Broadway due anni dopo. Il brillante adattamento italiano (la traduzione del libretto è di Alice Mistroni, Franco Travaglio si è occupato dei testi delle nuove canzoni) è una replica abbastanza fedele dell’allestimento londinese e, per fortuna, per quanto riguarda le canzoni riprese dal film originale, si è in larga parte mantenuto il magnifico adattamento che fu curato da Roberto de Leonardis e Antonio Amurri. Avevo assistito una diecina di anni fa al musical a Londra, e non mi aveva particolarmente colpito. Questa versione italiana mi è piaciuta molto di più, anche grazie ad un cast di attori bravi e spigliati ed alla magia di scene, costumi ed effetti scenici davvero ben realizzati. La trama differisce da quella del film in parecchi punti, ed infatti è ispirata anche ad altri libri della Travers. A ben guardare, qui, i veri protagonisti non sono Mary e Bert ma i coniugi Banks, George (Alessandro Parise) e Winifred (Alice Mistroni), che il libretto ha tratteggiato in maniera più seria e realistica rispetto al film. La Mistroni è tenera e convincente, Parise ha tocchi di umanità e dubbio in gran parte assenti dalla caratterizzazione che ne diede David Tomlinson nella pellicola. I loro figlioli, Jane e Michael, sono dei bambini molto più moderni ed insopportabili rispetto a quelli del film tanto che, ad un certo punto, la stessa Mary li abbandonerà nelle grinfie della vecchia tata del padre, Miss Andrew, nota a tutti come “il demonio”, amante di “zolfo e melassa” al posto del “poco di zucchero” di Mary. La lezione avrà il suo effetto e, nella seconda parte, Mary tornerà a suggellare la nuova riunione della famiglia Banks. L’interprete di Mary è Giulia Fabbri, nota agli appassionati di musical per aver già interpretato Grease, Newsies  e Les Miserables e caratterizza il personaggio con simpatia, brio e calore, anche nei numeri musicali, affrontando e superando brillantemente il confronto quasi impossibile con 50 anni di Julie Andrews sugli schermi; Davide Sammartano è un ottimo Bert, sia nel canto che nelle danze ; Antonella Morea, attrice napoletana di teatro e di televisione (la vediamo spesso nei video di Casa Surace nella parte della irresistibile “mamma del sud”) è una signora Brill perfetta, ottimamente coadiuvata da uno spassoso Roberto Tarsi nel ruolo del domestico Robertson; per gli appassionati Disney tra il pubblico è poi una vera gioia ritrovare Simona Patitucci, scatenata come non mai nella parte di Mrs. Corry, la “donna più vecchia del mondo”, che vende parole e conversazioni nel suo negozio (è qui che viene introdotto il celebre supercalifragilistic-espiralidoso) e parla un irresistibile brasiliano maccheronico.
L’unica parte che non convince è quella della vecchietta dei piccioni (Dora Romaniìo), personaggio chiave per il cambiamento di mr. Banks nel film e qui semplicemente introdotto come uno dei tanti characters che Mary presenta a Jane e Michael, assolutamente non funzionale alla trama, in quanto il padre di questa versione teatrale ha già un fondo di umanità e comprensione e non è assolutamente fanatico del risparmio bancario come nel film. Di conseguenza è anche ridotto l’impatto emozionale della canzone a lei dedicata, quella Sempre, sempre, sempre che, probabilmente, rimane la più bella di tutto il canzoniere disneyano e fu sempre la preferita di Walt. La regia di Federico Bellone è brillante, ottima la direzione d’orchestra (tutto dal vivo) di Andrea Calandrini e straordinari gli effetti speciali “a vista” di Paolo Carta. Sicuramente sarà un tutto esaurito anche in autunno, nell’attesa dell’uscita sui nostri schermi, a Natale, dell’atteso seguito del film, Il Ritorno di Mary Poppins, in cui la protagonista è intepretata da Emily Blunt e non mancheranno sequenze animate alla maniera tradizionale a cui hanno collaborato, tra gli altri, leggende dell’animazione Disney moderna come Tony Bancroft, James Baxter e Sandro Cleuzo. Infine, una curiosità: l’Italia è stata sempre legatissima a Mary Poppins e, poco dopo l’uscita del film, i grandi doppiatori della CDC furono protagonisti di un curioso “sequel” discografico: a cura della King Records di Napoli, su etichetta “Paperino Records”, Flaminia Jandolo, nel ruolo di Mary e Oreste Lionello ancora in quello di Bert, furono i protagonisti di Mary Poppins a Cattivolandia, una strana e inquietante fiaba su 45 giri, in cui Jane e Michael visitavano uno strano paese i cui abitanti erano perennemente posseduti dal demonio…

IL CINEMA DI MARIO DAL BELLO
Il Festival del cinema spagnolo a Roma
Dal 3 all’8 maggio il cinema Farnese ha visto ancora una volta la rassegna sulla filmografia spagnola ma anche latinoamericana (Cile, Argentina, Brasile, Colombia, Messico) d’avanguardia. Un gran bel festival, organizzato da Iris Martìn-Peralta e Federico Sartori, che girerà prima e dopo l’estate per tutta l’Italia. Non è facile parlare di ogni titolo, ma certamente nell’insieme si tratta di una rassegna che presenta lavori drammatici alternati ad altre più tenui,sempre però pieni di vitalità. Lo spagnolo Incerta Glòria di Agustì Villaronga rappresenta il ritorno del regista alla guerra civile spagnola. Sono voci di un legame a tre- due giovani di fatto innamorati della stessa donna , uno più ritroso, l’atro più estroso – ma sedotti in vario modo da un’altra donna, la conturbante Carlena. Vita e morte, sensualità e malìa, sullo sfondo di una guerra più vissuta negli animi e nelle vicende personali che sul fronte, anche se non mancano squarci del popolo con le sue divisioni, e del sangue. L’aria è quella di una tragedia cupa, tormentata, a dire che la guerra continua dentro la vita di ciascuno, anche degli spagnoli di oggi che non hanno dimenticato. Un film lunare, acceso, che si spera venga visto in Italia. E speriamo venga visto anche Perfectos Desconocidos, remake del film nostrano di Paolo Genovese. Ma del nostro più crudele, sanguigno, irridente. Drammaticamente esasperato sia nella crudeltà come nell’irrisione e nello svelamento delle ipocrisie. Sarà sogno, timore quello che vi si rappresenta o accade veramente? Certo è che una vita segreta ognuno se la tiene ben custodita e quando viene aperta diventa una tragedia. Recitato magnificamente da Eduardo Noriega, Dafne Fernàndez, Pepòn Nieto e diretto con una intelligenza acuta da Alex de la Iglesia è un lavoro spiazzante, da rivedere e da confrontare con il passo più soft del nostro cinema. Ma nella XI edizione non solo cinema, ma omaggi, come quello alla grande Angela Molina, attrice feticcio di Bunuel di cui si è rivisto il fenomenale Cet obscur objet du Désir.

PER DONAZIONI E CONTRIBUTI ALL’ASSOCIAZIONE C. RIVA:
Codice Iban: IT 10 N 08327 03231 000000006461

http://www.youtube.com/user/assclementeriva (a cura di Alessandro Flego)

PRISMA. Di Gianni Maritati. Con Ruggero Pianigiani
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