LUIGI MARIANO: “CANZONI ALL’ANGOLO”, LA MUSICA AL CENTRO

S’intitola “Canzoni all’angolo” il nuovo disco del cantautore Luigi Mariano. Un disco ricco di sensazioni e illuminazioni che rappresenta un autoritratto collettivo di oggi e che raccoglie undici brani, tutti scritti dallo stesso Mariano eccetto “L’ottimista triste” (testo di Mino De Santis) e – in italiano – la cover di “Il fantasma di Tom Joad” (un classico di Bruce Springsteen che risale al 1995).disco-luigi-mariano Da segnalare con piacere anche le amichevoli partecipazioni di Neri Marcorè (“Canzoni all’angolo”), Mino De Santis (“L’ottimista triste”) e Simone Cristicchi (“Fa bene fa male”).
Dopo “Asincrono”, disco fondamentale del 2010 che gli ha dato fama, premi e soddisfazioni di ogni genere, Mariano compone un’altra opera raffinata e ben scritta, ancora più originale e personale, con una voce inconfondibile. Erede del teatro-canzone di Giorgio Gaber, conquista qui ancora una volta una cifra stilistica tutta sua con ballate rock struggenti, in bilico tra protesta e nostalgia, ironia e dolore. Salentino d’origine ma romano d’adozione, il cantautore mette tutto se stesso in questo nuovo disco, facendosi voce e portavoce dei nostri sentimenti più diffusi, delle nostre inconfessate fragilità. La sua musica è un regalo per chi ama la musica, per chi cerca nella musica non una facile evasione, ma un contenuto più profondo, qualcosa che colora il sorriso di malinconia.

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LA STORIA DELL’ARTE RACCONTATA DA DISNEY

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Sabato 15 ottobre arriva in edicola una nuova interessante proposta di Repubblica e L’Espresso, che coniuga Fumetto, Didattica e Cultura: La Storia dell’Arte raccontata da Disney. I personaggi più famosi del colosso americano dell’intrattenimento faranno scoprire ai lettori grandi e piccoli le meraviglie della creatività umana, dall’antichità ai giorni nostri. Saranno 24 volumi in tutto, che settimanalmente, al prezzo di 8,90 euro, usciranno in allegato al quotidiano o alla rivista. I primi cinque volumi sono dedicati a: L’antico Egitto, La Grecia antica, La civiltà etrusca, Roma antica e Giotto.

CHARLTON, DOVE SEI?

L’imbarazzante “remake” di Ben-Hur : un flop colossale.
Di Nunziante Valoroso
“Ma che cosa ho visto?” Questa è la domanda che devono essersi posti i pochi spettatori di tutto il ben-hur-2016mondo che, incuriositi, si sono recati a vedere il costoso remake imbastito da Paramount e Metro-Goldwyn-Mayer per una delle storie più conosciute ed amate della letteratura e del cinema. Tratto da un romanzo scritto nel 1880 dal generale Lew Wallace, “Ben–Hur”, diretto da Timur Bekmambetov (regista di film come Wanted, scegli il tuo destino e La leggenda del cacciatore di vampiri) è il quinto remake della storia. La versione più famosa è senza dubbio quella del 1959, prodotta proprio dalla Metro e, come questa, girata a Cinecittà, con enorme dispendio di mezzi e comparse, da un genio del cinema come William Wyler (regista di cosucce come Vacanze Romane, l’Ereditiera, Quelle Due, Funny Girl, La voce nella tempesta) e gratificata dalla vincita di ben 11 Oscar e da incassi strepitosi (fino agli anni ’80 il film fu periodicamente rieditato nelle sale, sempre con grande successo). Attori come Charlton Heston, Jack Hawkins, Stephen Boyd e Haya Harareet contribuirono al fascino di un classico intramontabile. Purtroppo, rivedere i loro personaggi leggendari interpretati da giovani di oggi (che starebbero meglio sul set di una soap -opera) è quantomeno imbarazzante. La trama si rifà al classico con qualche modifica e PARECCHI tagli: il principe giudeo Giuda Ben Hur e il romano Messala sono fratelli adottivi; diventato tribuno ed avendo ricevuto da Giuda il rifiuto a confidargli i nomi di chi, tra gli ebrei, è scontento della dominazione romana e mediti la rivolta, approfittando di un incidente (nell’originale una tegola provoca la caduta da cavallo del nuovo governatore, qui un attentato da parte di uno zelota nascosto nella sua casa) Messala ne approfitta per accusare di alto tradimento tutta la famiglia dell’amico e fare imprigionare la madre e la sorella, mentre Giuda stesso viene avviato alle galee in schiavitù. Scampato all’affondamento della galea dove è incatenato, Giuda viene salvato dallo sceicco Ilderim, torna a casa, ritrova la moglie Ester (in questa versione c’è un matrimonio lampo nella parte iniziale) e riconquista la sua libertà nella famosa corsa delle quadrighe in cui sconfigge Messala (che qui non muore). Ritrovate madre e sorella lebbrose, farà in tempo ad assistere alla Passione di Cristo (una parte del film quanto meno imbarazzante, con un Gesù, qui sempre ben visibile, privo di qualsiasi carisma) e a perdonare il fratello adottivo Messala, che, alla fine, si riunirà nuovamente alla sua famiglia. Il tutto girato in un imbarazzante stile alla Fast and Furious che è totalmente inadatto alle atmosfere ed ai temi di una storia come questa, che è, innanzitutto, la cronaca di un cammino interiore che sfocia nella conquista, quasi inconscia, della fede. La battaglia navale e la corsa delle quadrighe sono l’apice spettacolare della vicenda ma, a ben vedere, nel romanzo e nel film originale acquistano anche una valenza psicologica e morale qui assente del tutto. Il parallelo tra le vite di Giuda e Gesù è totalmente appannato, dato che la solenne figura di Baldassarre è stata completamente cancellata. Quinto Arrio, che nel classico del 1959 comandava la galea e veniva salvato da Ben Hur, ricevendone in compenso la libertà e l’adozione a figlio, è praticamente assente, lo vediamo come comparsa e non si capisce che fine faccia. Le scenografie sono belle e anche le scene, ma l’uso della camera a mano in un contesto simile è fastidioso ed irritante. Gli attori? Parliamone: Jack Huston è volenteroso ma perde in partenza con Charlton nel ruolo di Ben Hur; Toby Kebbel, nella parte di Messala, pare un borgataro romano col labbrone, pronto per fare il fruttarolo alla maniera di Alberto Sordi; Morgan Freeman, nella parte dello sceicco Ilderim con le treccine, è imbarazzante; Nazanin Boniadi, nel ruolo di Ester, è insipida (a proposito, cari sceneggiatori, dato che nel vostro script, al momento dell’incidente, è già moglie di Giuda, perché non viene arrestata pure lei?); Rodrigo Santoro, nel ruolo di Gesù, avrebbe dovuto studiare maggiormente lo splendido lavoro che fece, oltre cinquanta anni fa, Jeffrey Hunter per impersonarlo in quel capolavoro della MGM che è Il Re dei Re, diretto da Nicholas Ray.
Insomma, a parte la ovvia spettacolarità della battaglia e della corsa, quasi nulla si salva in questo insulso Bignami del film epico, in cui di epico non è rimasto nulla, avendo eliminato dalla trama i due personaggi, Arrio e Baldassarre, che erano l’essenziale vertice emozionale della parabola umana e di fede del protagonista. Parlando del doppiaggio italiano, Carlo Cosolo, ai dialoghi ed alla direzione, fa quello che può, con un cast pregevole che annovera Raffaele Carpentieri (bravo nella parte di Ben Hur), David Chevalier (Messala), Domitilla d’Amico (Ester) e Angelo Nicotra (Ilderim) ma, per il resto, correte immediatamente a rivedervi Charlton Heston in blu ray o dvd (tra l’altro la Warner ha appena rieditato il classico in blu ray in un lussuoso cofanetto steelbook da collezione).

CONCORSO TEATRALE “TUTTA SCENA!”

L’Associazione Culturale Clemente Riva di Ostia, in collaborazione con il Teatro “Nino Manfredi”, bandisce il 1° Concorso Teatrale Nazionale “Tutta scena!”, volto a favorire la realizzazione e la diffusione di Atti Unici inediti, idonei ad esaltare la conoscenza teatrale ed i valori che contraddistinguono l’attività dell’Associazione: cultura, lettura e solidarietà (durata circa 30 minuti).
tutta-scena-logoLa partecipazione è aperta a tutti gli amanti del teatro, professionisti e non professionisti, inclusi gli studenti di scuola media superiore individualmente o in gruppo. Ogni autore può partecipare con un solo lavoro. I lavori devono essere inviati insieme alla scheda di partecipazione compilata in ogni suo campo e ad una fotocopia del documento d’identità dell’autore. La documentazione richiesta dovrà essere spedita via mail, in formato PDF, a: assclementeriva@gmail.com.
La partecipazione è gratuita. I lavori pervenuti saranno esaminati da una Commissione di esperti. Ogni autore dichiara di possedere tutti i diritti sul lavoro inviato e conserva la proprietà dell’opera inviata ma ne cede i diritti d’uso illimitato all’Associazione Culturale Clemente Riva.
L’opera e la relativa documentazione dovranno pervenire entro e non oltre le ore 20 del 15 aprile 2017. La Commissione eleggerà le tre migliori opere, attribuendo i seguenti riconoscimenti:
– Primo classificato: Trofeo + Attestato + rappresentazione dell’opera da parte di una compagnia teatrale amatoriale operante sul territorio del X Municipio di Roma
– Secondo classificato: Trofeo + Attestato + 4 biglietti omaggio per il Teatro “Nino Manfredi”
– Terzo classificato: Trofeo + Attestato + Opera omnia di un autore classico del teatro
La premiazione delle tre opere vincitrici avrà luogo durante l’edizione primaverile del 2017 della Festa del libro e della lettura di Ostia, presso il Teatro della Parrocchia di S. Monica (Piazza S. Monica 1 ad Ostia Lido-Roma), mentre la rappresentazione dell’opera vincitrice durante l’edizione autunnale del 2017 della Festa stessa.
Il bando è pubblicato su: http://associazioneclementeriva.wordpress.com.
(Il logo è di Elisa Palchetti)

PRISMA
Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani
http://associazioneclementeriva.wordpress.com;
prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com;
assclementeriva@gmal.com; http://www.youtube.com/user/assclementeriva;
@Ass_CRiva; tel. 380.1805830

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