RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

“COME LE RONDINI D’ESTATE”.
RECENSIONE DI MARIA ANGELA CASANO

Sospinti
dalla continua volontà di esistere,
ci ancoriamo
alle nostre velate debolezze,
ai nostri illusori sorrisi,
maschere umane,come-le-rondini-destate
con cui approdiamo come eroici dei
al centro del mondo.
Nascondendo
il passato,
ergendo
un futuro
che colmi le nostre incertezze,
costruiamo
miti di fierezza
poggianti sulle nostre paure
deboli radici di un maestoso albero,
i cui frutti
sono maturati nella vanità. (METEORE)

I versi profondi e delicati di “METEORE” appartengono all’avvincente raccolta “COME LE RONDINI D’ESTATE” (Pugillaria Poetae Novi nel 2015) del giovane poeta napoletano Taysier Roberto Mahajnha. Autore prolifico di padre palestinese e madre italiana, fin da piccolo coltiva la passione per la lettura e successivamente per la scrittura. La poesia compie dentro di sé un itinerario di formazione morale e spirituale che dà vita a una lirica raffinata. Nel componimento si trovano le sue più profonde considerazioni che scavano nell’intimo della natura umana. La raccolta racchiude l’entusiasmo e la verve di verseggiatore attento ai mali del mondo. Attraverso le risorse del linguaggio poetico ci regala versi pregni di sentimento e di sottile malinconia che suscitano emozione e ammirazione. Egli versifica abilmente momenti di raccoglimento, si scontra e si confronta con struggenti interrogativi esistenziali che si levano spontanei in un mondo imbruttito dalla superficialità e induce il lettore a riflettere criticamente. Denuncia ipocrisia e vacuità, parla di amori intrappolati in cuori inibiti, di sogni perduti, di equilibri infranti, della pazzia e della normalità, affronta il tema del tempo in contraddizione con quello dell’eternità e della libertà del mondo di cui non conosceremo mai il vero sapore.

Guardiamoci,
nessuno è cieco,
nessuno è realtà,
le asfissianti maschere
soffocano l’inerme verità
che giace e muore,
come foglia autunnale,
come noi esseri,
umani,
introspezione naturale
di Dio.
Riflettiamo utopia
e mai essenza,
liberiamoci prima dell’Io.
Ritorno nell’anima,
e là mi ritrovo,
caduto
in quello che io non fui. (RITORNO)

Il poeta ci sprona a indagare nel nostro profondo e a riscoprire la purezza del silenzio giacché in esso – egli afferma – l’uomo ritrova se stesso e la sua vera essenza. La poesia è silenzio. Ad essa ci si pone nudi, senza maschere, né abiti illusori. Si riprende il possesso della capacità di emozionarsi, di riconoscersi, di essere liberi. Taysier Roberto Mahajnha ci esorta ad ascoltarla e ad amarla. Così facendo la sua funzione consolatrice si dispiega ancora una volta in tutte le sue potenzialità e il lettore ne uscirà temprato.

LA PREFAZIONE DI ALDO CAZZULLO AL LIBRO DI CRISTINA SARTORI “ERA MIA NONNA. STORIA DI UNA DONNA VENETA DEL NOVECENTO”

E’ nata nell’anno in cui Peter Pan compare per la prima volta in un racconto. In cui viene fondato il Real Madrid. In Sudafrica inglesi e boeri fanno la pace, a Venezia crolla il campanile di San Marco poi ricostruito “dov’era e com’era”, viene composta la più bella canzone napoletana, “Torna a Surriento”. L’Italia del 1902 era poverissima. E il Nord-Est era tra le terre più misere. Gente povera; ma non povera gente. In quell’anno nasce la protagonista di questo libro: Ada Favero, la copertinanonna dell’autrice, Cristina Sartori. Non ho avuto la fortuna di conoscere nonna Ada, che si è spenta a 107 anni, attraversando il secolo per intero e oltre. Conosco bene sua nipote. E’ una bravissima giornalista ed è una bella persona: sorriso fresco e occhi curiosi, capaci ancora di stupirsi. Qualcosa dev’essere passato attraverso le generazioni. Il dono della curiosità, della voglia di vedere come va a finire. Gli occhi di Ada hanno visto la guerra. L’occupazione di un esercito barbaro: austriaci, tedeschi, ungheresi, sloveni, slovacchi, cechi, bosniaci. La fuga dall’altra parte d’Italia, in una terra remota, da cui torna per ritrovare della propria casa soltanto i muri. La morte per febbre spagnola, che l’ha lambita ma non ghermita. Il fascismo. Una nuova guerra. La ricostruzione. L’arrivo della ricchezza e degli immigrati. Il passato e la modernità. Ada è una creatura eccezionale fin da quando apre gli occhi. Il suo arrivo fa notizia: «Nascita eccezionale di un neonato di sesso femminino venuto al mondo con il peso di chili sei, in Cappella Maggiore, nell’addì 23 del mese di Maggio dell’anno corrente, il secondo del nuovo secolo. La piccina – anche se non si può definir certo tale –, è stata battezzata con il nome di Ada Favero, secondogenita di Ortensia e Attilio Favero, ispettore del Dazio». Tutta la sua vita è la conferma della forza fisica e morale manifestata fin dall’infanzia; e nello stesso tempo è l’espressione di una semplicità in cui qualsiasi lettore può trovare l’ombra di una persona cara, delle proprie nonne o bisnonne. Quella di Ada è una storia straordinaria: una delle donne più anziane d’Europa, come se la morte si fosse dimenticata di lei. Ma nello stesso tempo è la storia di tutti noi. C’è un pezzo delle nostre famiglie e della nostra memoria.

I NOSTRI LIBRI (IDEE PER LA BIBLIOTECA)
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PER DONARE LIBRI USATI ALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “CLEMENTE RIVA”, CHE POI LI METTE A DISPOSIZIONE AD OFFERTA LIBERA PER RACCOLTE FONDI DI SOLIDARIETA’, PUO’ VENIRE TUTTI I MARTEDI’ DALLE 18.30 ALLE 19.30 PRESSO LA PARROCCHIA DI S.MONICA AD OSTIA LIDO (AULETTA 4).

IL RITORNO DI WEST SIDE STORY
A Milano un bellissimo allestimento del classico di Broadway e del cinema
Di Nunziante Valoroso

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Un miracolo. Non si può definire altrimenti quello a cui ho assistito la sera del 27 settembre scorso nella splendida cornice del Teatro Manzoni di Milano. Dopo circa vent’anni dall’ultimo allestimento italiano (a cura della Compagnia della Rancia), West Side Story, il capolavoro del teatro musicale americano che, sessanta anni fa, debuttò a Broadway riuscendo a fondere mirabilmente le atmosfere del musical con quelle dell’opera lirica, sta affascinando il capoluogo lombardo che, da alcuni anni, è diventato il tempio del musical come se non più di Roma, con allestimenti esclusivi che richiamano pubblico da tutta Italia. È proprio il caso di questo spettacolo, messo in scena dalla Wizard Productions e dalla SDM-Scuola del Musical, che hanno ottenuto dalla MTI i diritti per replicare sulle nostre scene l’autentica versione di Broadway del musical, con le travolgenti coreografie ideate da Jerome Robbins.
Lo spettacolo debuttò il 26 settembre 1957 a Broadway, e colse tutto il mondo del musical e del teatro di sorpresa. Non si era mai vista una cosa simile. Era rischioso riscrivere il dramma di Giulietta e Romeo riambientandolo nella New York contemporanea e trasformando Montecchi e Capuleti in due bande di giovani rivali, i Jets, americani, e gli Sharks, immigrati portoricani, ma le brillanti musiche di Leonard Bernstein con i versi di Stephen Sondheim e lo straordinario libretto di Arthur Laurents compirono il miracolo, quello stesso che si è realizzato sul palcoscenico del Manzoni.
Tony e Maria rivivono, così, ancora una volta il loro tragico amore, costellato dalle immortali melodie di brani come “Maria”, “America”, “Tonight”, “I feel pretty”, “Somewhere”, tutti splendidamente tradotti in italiano da Franco Travaglio. Se vi aggiungiamo le tematiche mature e oggi più che mai attuali come il razzismo, la paura del diverso e l’integrazione razziale, non si può non ottenere qualcosa di straordinario. La sicura regia di Federico Bellone guida con maestria i giovani protagonisti che riempiono il proscenio ricreando, sotto la guida perfetta di Gail Richardson, le coreografie originali di Robbins. Le sapienti luci di Valerio Tiberi riescono a ricreare le atmosfere tanto care a chi ha amato la versione cinematografica diretta da Robert Wise e Robbins stesso nel 1961, esaltandone il ricordo ed, al tempo stesso, aggiungendovi tocchi personalissimi ed originali.
Questa è, però, una caratteristica di tutto l’allestimento che, pur ispirandosi volutamente ad atmosfere, costumi e inquadrature del film, non rinuncia a tocchi personali che esaltano la bravura degli interpreti. Ecco allora Luca Giacomelli Ferrarini, strepitoso Tony, vocalmente ineccepibile, sensuale nei suoi slanci d’amore verso Maria, sconvolgente nel suo urlo di dolore quando si accorge di aver ucciso il fratello della sua amata; ecco la dolce Maria di Eleonora Facchini che ci conquista con la bellezza della sua voce e la tenerezza della sua interpretazione; ecco la vigorosa Anita di Simona Di Stefano che incanta la platea con la sua esecuzione di “America” mentre Giuseppe Verzicco e Salvatore Maio tratteggiano in maniera convincente Riff e Bernardo, i due coprotagonisti segnati dal destino.
Altrettanto incisivi i tre attori che interpretano i ruoli non cantati del dramma, Simone Leonardi, che tratteggia un Tenente Shrank di classe, ricco di tocchi bogartiani, Gipeto, commovente nel ruolo di Doc, datore di lavoro di Tony e, infine, Silvano Torrieri, nella parte dell’agente Krupke. Tutto il resto del cast è all’altezza del compito, regalando allo spettatore due ore e mezza di grande spettacolo. La sopraffina direzione musicale di Elisa dal Corso fa il resto, restituendo la partitura originale in tutto il suo splendore. Lo spettacolo è in scena al Manzoni fino a domenica 9 ottobre. Non perdetelo!

(la foto è di PhotoJù-Giulia Marangoni)

CONCORSO TEATRALE “TUTTA SCENA!”

L’Associazione Culturale Clemente Riva di Ostia, in collaborazione con il Teatro “Nino Manfredi”, bandisce il 1° Concorso Teatrale Nazionale “Tutta scena!”, volto a favorire la realizzazione e la diffusione di Atti Unici inediti, idonei ad esaltare la conoscenza teatrale ed i valori che contraddistinguono l’attività dell’Associazione: cultura, lettura e solidarietà (durata circa 30 minuti).
La partecipazione è aperta a tutti gli amanti del teatro, professionisti e non professionisti, inclusi glitutta-scena-logo studenti di scuola media superiore individualmente o in gruppo. Ogni autore può partecipare con un solo lavoro. I lavori devono essere inviati insieme alla scheda di partecipazione compilata in ogni suo campo e ad una fotocopia del documento d’identità dell’autore. La documentazione richiesta dovrà essere spedita via mail, in formato PDF, a: assclementeriva@gmail.com.
La partecipazione è gratuita. I lavori pervenuti saranno esaminati da una Commissione di esperti. Ogni autore dichiara di possedere tutti i diritti sul lavoro inviato e conserva la proprietà dell’opera inviata ma ne cede i diritti d’uso illimitato all’Associazione Culturale Clemente Riva.
L’opera e la relativa documentazione dovranno pervenire entro e non oltre le ore 20 del 15 aprile 2017. La Commissione eleggerà le tre migliori opere, attribuendo i seguenti riconoscimenti :
– Primo classificato: Trofeo + Attestato + rappresentazione dell’opera da parte di una compagnia teatrale amatoriale operante sul territorio del X Municipio di Roma
– Secondo classificato: Trofeo + Attestato + 4 biglietti omaggio per il Teatro “Nino Manfredi”
– Terzo classificato: Trofeo + Attestato + Opera omnia di un autore classico del teatro
La premiazione delle tre opere vincitrici avrà luogo durante l’edizione primaverile del 2017 della Festa del libro e della lettura di Ostia, presso il Teatro della Parrocchia di S. Monica (Piazza S. Monica 1 ad Ostia Lido-Roma), mentre la rappresentazione dell’opera vincitric e durante l’edizione autunnale del 2017 della Festa stessa.
Il bando è pubblicato su: http://associazioneclementeriva.wordpress.com.
(Il logo è di Elisa Palchetti)

PRISMA
Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani
http://associazioneclementeriva.wordpress.com;
prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com;
assclementeriva@gmal.com; http://www.youtube.com/user/assclementeriva;
@Ass_CRiva; tel. 380.1805830

PER RICEVERE LA NEWSLETTER, MANDARE UNA MAIL A: G.MARITATI@TISCALI.IT

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