TRA SAPERE E SAPORI”, QUANDO L’ALIMENTAZIONE E’ CULTURA

I genitori, gli educatori e gli insegnanti hanno un valido strumento in più per trasmettere alle nuove generazioni i princìpi e la prassi di una alimentazione sana, corretta e completa. Il libro s’intitola “Tra Sapere e Sapori. La Cultura TRA SAPERE E SAPORIdell’Alimentazione” ed è stato scritto da Silvia Grassi, docente e giornalista, nota fra l’altro come esperta di tematiche ambientali e scienze dell’educazione (APL Edizioni). In linea con le più recenti indicazioni del Ministero della Salute, questo libro si propone come un “viaggio” multidisciplinare nel mondo del cibo – dall’arte alla chimica, dalla storia alla medicina – mettendone in luce tutti gli aspetti sociali, educativi e culturali, grazie anche ad un prezioso apparato grafico e visivo. L’intento è proprio quello di far capire soprattutto ai lettori più giovani che il cibo ha un alto valore simbolico e al tempo stesso “costruisce” l’equilibrio di una persona, sottraendola alle lusinghe del cibo-spazzatura, della dieta alla moda e della pubblicità di modelli mediatici lontani dalla realtà. “Tra Sapere e Sapori”, già adottato da diversi istituti scolastici secondari e professionali alberghieri del Lazio, si avvale della prefazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e costa 12 euro (7 per le scuole). Per informazioni: www.apledizioni.it.

LE PIU’ BELLE FIABE PER BAMBINI

Riccioli d’oro e i tre orsi”, “Il lupo e i sette capretti”, “I tre porcellini” e “Cappuccetto Rosso”: questi i primi titoli della Serie Arcobaleno dedicata alle più belle fiabe per bambini e pubblicata dalle Edizioni Piemme sotto il prestigioso marchio del “Battello a vapore”.

5115-COPERTINA_Riccioli d'oro.inddSostenute da una lunga e prestigiosa tradizione orale e letteraria, le fiabe vengono raccontate da “Magdalena”, che – come ci informa la retrocopertina del libretto – “dopo essere stata insegnante per quindici anni, si è completamente dedicata alla scrittura, specializzandosi nella fascia dei primi lettori e proponendo veri e propri metodi di approccio alla lettura”. Ogni libretto è riccamente illustrato. Insomma, un utile strumento per genitori e insegnanti, oltre che – soprattutto – per lettori in erba. Per informazioni e approfondimenti: www.battelloavapore.it e www.leggendoleggendo.it.

PUBBLICATO UN SAGGIO DI GABRIELLA ALFIERI DEDICATO A GIOVANNI VERGA (SALERNO EDITRICE)

La recente ripresa dell’Edizione Nazionale e la parallela riscoperta di manoscritti mancanti danno l’occasione per ridefinire la figura e l’opera di Giovanni Verga (1844-1922), caposcuola della corrente letteraria del Verismo. Verga è stato testimone – solo all’apparenza distaccato – di oltre mezzo secolo di vita italiana, dall’impresa dei Mille fino alla Grande Guerra. Come scrittore ha attraversato le correnti e i generi fondanti della letteratura otto-novecentesca: dal Romanticismo al Decadentismo, dallo Psicologismo al Verismo, trasfondendo una vena di simbolismo in romanzi (storici, mondani, veristi) e drammi (“intimi” o rusticani) e spingendo loverga_grande sperimentalismo fino alle sceneggiature cinematografiche. La sincronia di testi apparentemente incompatibili – come Storia di una capinera ed Eva, I Malavoglia e Il marito di Elena, Cavalleria rusticana e In portineria, Caccia al lupo e Caccia alla volpe – si giustifica con la volontà tenace di rappresentare l’universo sociale coevo con una forma di volta in volta inerente al soggetto, ma pure con la condizione tutta ottocentesca di scrittore-romanziere professionista che si adegua al mercato editoriale. Al centro di questa ricerca vi sono la lingua e lo stile: Verga si fa traduttore e interprete del sentire dei suoi personaggi ora con il mirabile italiano regionalizzato dei capolavori, ora con l’italiano chiaroscurale dei testi intimisti. Scrittore classico e moderno, “maestro d’arte” dei confratelli veristi, italiano appassionato del proprio Paese: la lettura integrata di opere discordi ma scritte “in parallelo” conferma la fedeltà di Verga a se stesso, che fu anche la sua cifra di uomo e di artista.

L’ARTICOLO DI NUNZIANTE VALOROSO

BONJOUR, MONSIEUR HITCHCOCK

HOW DO YOU DO, MISTER TRUFFAUT

Un documentario racconta l’amicizia tra due geni del cinema

Davvero un bell’omaggio al Cinema, quello realizzato dal regista Kent Jones col suo documentario HITCHCOCK–TRUFFAUT, da lui stesso scritto insieme a Serge Toubiana, ex direttore e caporedattore della famosa rivista Cahiers du Cinema e direttore della Cinemateque Francaise. Un prezioso documentario, distribuito nei cinema la scorsa settimana dalla Nexo, che rievoca e ricostruisce la genesi di uno dei più importanti libri di cinema mai scritti, quel “Le cinema selon Hitchcock” scritto dal famoso regista francese Francois Truffaut, che, con quella sua opera, sdoganò definitivamente Alfred Hitchcock nei confronti dei critici cinematografici di tutto il mondo, e contribuì a farlo considerare, finalmente, un autore, del tutto alla pari con nomi come Renoir, Fellini, Visconti, Rossellini, Rohmer. Tutto iniziò nel 1962, quando Truffaut convinse “Hitch” a concedergli una intervista che durò per una intera settimana, durante la quale il “mago del brivido” condivise, col suo giovane ammiratore, i segreti dei suo cinema. Il documentario ci trasporta, attraverso una serie di interviste a registi di oggi che si ritengono tutti più o meno debitori di sir Alfred, nel magico mondo di Hitchcock, utilizzando anche molti spezzoni dei suoi film più belli. Particolarmente interessanti le testimonianze di Martin Scorsese, David Fincher (il regista di Seven), di Peter Bogdanovich e di Paul Schrader (regista di American Gigolo e del bel remake di Il bacio della pantera girato proprio dalla casa produttrice di tanti film di Hitchcock, la gloriosa Universal), mentre sullo schermo scorrono le care indimenticabili immagini di classici come Notorious, Il Sospetto, Rebecca, la Finestra sul Cortile, l’Uomo che sapeva troppo, Il sipario strappato, Io ti salverò, Delitto per delitto, Caccia al ladro, il caso Paradine, Gli Uccelli, Marnie.

vertigo foto

Un occhio di riguardo è stato però dato in particolar modo a due titoli, La donna che visse due volte (Vertigo, 1958) e Psyco (Psycho, 1960), sicuramente due dei più grandi film della storia del cinema, al di fuori di qualsiasi appartenenza al genere “giallo” o “thriller”, interpretati, il primo, da una coppia carismatica del calibro di James Stewart e Kim Novak, e il secondo da un quartetto altrettanto mitico composto da Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles e John Gavin. La donna che visse due volte, girato in gran parte in esterni in una San Francisco da sogno, immersa nello splendore dello schermo panoramico del VistaVision, con un uso in chiave psicologica delle tinte primarie del Technicolor che è riduttivo definire magistrale, è una disperata storia d’amore impossibile che coinvolge un investigatore con la fobia delle altezze (Stewart) e una misteriosa bionda in tallieur grigio che scompare per lasciare poi il posto ad una sua sconvolgente “sosia”.

Psyco, girato, al contrario, in economia e in bianco e nero, con la stessa troupe che il regista utilizzava per la sua celebre serie televisiva Alfred Hitchcock presenta, è un terrificante viaggio nella mente disturbata di un giovane (Perkins) e presenta una delle più scioccanti scene di omicidio mai viste su uno schermo (tra l’altro, nessuno aveva mai osato far morire la protagonista dopo soli 40 minuti sullo schermo), mentre l’orrore e la paura si fanno strada nella mente dello spettatore fino all’incredibile scoperta finale fatta dalla malcapitata Vera Miles. Dopo la visione si esce con ancora più voglia di rivedere i film ed approfondire la conoscenza di Hitch. Oggi, per fortuna, niente di più facile: le edizioni il Saggiatore hanno appena ristampato appunto Il cinema secondo Hitchcock di Francois Truffaut; la casa editrice il Castoro pubblica, con una bella traduzione di Alberto Farina, Hitchcock – L’incredibile storia di Psycho, ottimo saggio sulla lavorazione scritto nel 1999 da Stephen Rebello; per chi voglia studiare in modo eccellente la filmografia del regista, niente di meglio del celebre tomo edito da Gremese e scritto nel 1982 da due esperti come Natalino Bruzzone e Valerio Caprara; con un po’ di fortuna si può ancora recuperare, usato, il magnifico volume Hitch, scritto da John Russell Taylor e pubblicato in italiano, nel 1980, da Garzanti, splendida biografia ufficiale del Nostro. Inutile dire che la gran parte dei film di Alfred Hitchcock è disponibile, edita da Universal Home Video, in dvd e blu ray disc, mentre la Warner Home Video ha distribuito in blu ray disc e dvd Intrigo Internazionale, Delitto per Delitto e Il Delitto Perfetto, mentre sono reperibili in solo dvd Paura in palcoscenico, Il Ladro e Io confesso.

Ora attendiamo fiduciosi il dvd (e magari il blu ray disc) del documentario di Jones, in modo da poterlo orgogliosamente esibire sullo scaffale insieme all’opera del regista.

volantino_Poetamare (BR)

SERVIZI EDITORIALI PER SOSTENERE LA “CLEMENTE RIVA”

Narratori, poeti, giornalisti, blogger: chiunque abbia familiarità ointeresse per la scrittura e l’editoria, può rivolgersi all’Associazione culturale “Clemente Riva” di Ostia per chiedere consulenze, supervisioni, lavori di editing, prefazioni, recensioni, contatti con la stampa e presentazioni di libri. A chi ne usufruisce, si chiede un’offerta libera da donare all’Associazione stessa per sostenere le sue attività in favore della promozione culturale e della circolazione dei libri. Per informazioni: g.maritati@tiscali.it.

PER DONAZIONI E CONTRIBUTI ALL’ASSOCIAZIONE CLEMENTE RIVA:

Codice Iban: IT 10 N 08327 03231 000000006461

PRISMA

Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani

http://associazioneclementeriva.wordpress.com (TEL. 380.1805830);

prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

PER RICEVERE LA NEWSLETTER, MANDARE UNA MAIL A: G.MARITATI@TISCALI.IT

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