TORNARE A VEDERE

E’ una regola di vita: apprezziamo fino in fondo “qualcosa” solo quando questo “qualcosa” non c’è più. A me è accaduto proprio così, facendo esperienza della malattia, ma in particolare con una delle sue più tristi e fastidiose conseguenze, la diplopia (il vedere doppio) che mi ha afflitto per oltre due anni.

Poi, grazie a Dio, un’operazione chirurgica, nell’Ospedale S. Giuseppe a Milano, mi ha restituito a fine settembre la vista “unica”. Mai come adesso, dunque, apprezzo fino in fondo il dono della vista. E’ stato il culmine del mio travaglio e della mia rinascita. A pensarci bene, tante “cose” che prima percepivo come normali o banali o scontate sono in realtà doni del cielo, miracoli della natura, epifanie della vita: bere, camminare, respirare, dormire, parlare, leggere…

Tornare a vedereE’ vero, il male ci assedia e il dolore entra sotto la pelle come un nemico. E poi c’è la domanda delle domande: perché proprio a me? Ma la realtà è più grande delle nostre paure, più ricca di possibilità e sviluppi. Bisogna essere umili e mettersi in ascolto. La salute non è solo un dono e un diritto, è anche un esercizio quotidiano e instancabile, a cominciare dalla prevenzione, quanto mai fondamentale.

Eppure, non bisogna aspettare l’esperienza personale e diretta della sofferenza per imparare ad avere un rapporto corretto con la vita e il futuro. Chi fa proprio il dolore degli altri, attraverso la parola saggia di un amico malato o di un buon libro che racconta il mondo della malattia, è già orientato verso la stella giusta.

IL BICENTENARIO DI DON BOSCO (di Giorgio Maritati)

Quest’anno stiamo vivendo il Bicentenario della nascita di Don Bosco, universalmente conosciuto e venerato come il Santo dei giovani, per i quali, come disse, egli avrebbe speso la sua vita “fino all’ultimo respiro”. Divenuto sacerdote, Giovanni Bosco, entrò in contatto con i giovani di una Torino attraversata dai fremiti risorgimentali e in cui tanti giovani, dopo aver lasciato la campagna, si aggiravano nella città carica di pericoli per lo più analfabeti, poveri e in cerca di qualcuno che li assumesse a giornata. Don Bosco a questi giovani dette istruzione e accoglienza nell’oratorio di Valdocco, fece loro da garante presso i datori di lavoro e controfirmò per essi i primi contratti di apprendistato. Don Bosco volle formarsi dei sacerdoti che si dedicassero completamente al bene dei giovani e fondò, insieme ad un gruppo di giovani che già da tempo vivevano con lui in oratorio, la congregazione dei Salesiani. Oggi i Salesiani affrontano la sfida dell’educazione, secondo il sistema preventivo, anche in Kosovo dove, come ci racconta il Salesiano Don Gianpaolo Roma, da poco è stata aperta la casa di Gjilan. “E’ un’opera salesiana che è sorta da pochissimi anni e che piano piano sta avanzando nella sua configurazione. Mi permetto di indicare questa missione – continua don Gianpaolo – perché è particolarmente significativa in quanto si inserisce in un contesto di estrema minoranza cristiana.

Immagine scuola di Gjilan

La stessa città ha visto le partenze di diversi giovani che si sono uniti al fronte dell’ISIS. La vera sfida è cercare di costruire una cultura diversa.” L’arrivo dei Salesiani, Don Dominik Querimi e Don Oreste Valle, accompagnati dall’ispettore Don Pasquale Martino, nella piccola città di Gjilan nel Kosovo orientale, avviene nel Settembre del 2009. Hanno affittato un appartamento in città e hanno incominciato alcune attività a favore dei giovani della città, nell’edificio che si chiamava “Shtepia e paqes”. Al loro arrivo hanno trovato solo un battezzato, ora sono ventitré. Su circa 140.000 abitanti, i cristiani sono circa lo 0,02 %. Don Dominik ha formato un bel gruppo di animatori, dal 2010 tutti gli anni hanno fatto “l’Estate ragazzi”, preparata con uno stage di animatori in montagna; sempre dal 2010, ogni anno, hanno fatto il concerto di Natale e, durante tutto l’anno, ogni giorno gli ambienti dell’opera salesiana sono stati aperti all’accoglienza di ragazzi, che così passavano il tempo libero in un luogo protetto. Finalmente a Settembre del 2014 i Salesiani hanno iniziato la scuola.

Per chi vuole sostenere questa straordinaria iniziativa ecco i riferimenti:

Ispettoria Salesiana Meridionale
IBAN: IT 83 P 01005 03405 000000001966 Presso: BANCA NAZIONALE DEL LAVORO Ag. 5 – Via F. Cavallotti, 66 – 80141 Napoli
Nella causale si può indicare: PRO SCUOLA DI GJILAN.

VITA D’ASSOCIAZIONE

marilyn-legge-libro-miller18 OTTOBRE:

QUINTO ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE FORMALE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE CLEMENTE RIVA DI OSTIA

28-29 NOVEMBRE:

XV FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA (TERZA EDIZIONE DI “LIBRI SOLIDALI” PRO CARITAS E RINNOVO ADOZIONE A DISTANZA DI UN PICCOLO ORFANO DEL MALAWI PER IL 2016)

PRISMA

Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani

http://associazioneclementeriva.wordpress.com (TEL. 380.1805830)

prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

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