SABATO 2 MAGGIO, AD OSTIA LIDO, PRESSO LO STABILIMENTO BALNEARE “IL VENEZIA”, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GINO IL BAGNINO”, RACCONTI DI RUGGERO PIANIGIANI CON ILLUSTRAZIONI DI MARIO ROSATI. EVENTO E BOOKTRAILER SU FACEBOOK

Per il “Maggio dei libri”, l’Associazione culturale Clemente Riva e Viola Editrice organizzano per sabato prossimo la presentazione di “Gino il bagnino” presso lo Stabilimento balneare “Il Venezia” di Ostia Lido.

Gino il bagninoGino il bagnino” nasce dall’incontro e dalla fusione di tre esperienze: quella letteraria di Ruggero Pianigiani, quella artistica di Mario Rosati e quella editoriale di Simona Tuliozzi. Prima di tutto, al centro di questa bella raccolta di racconti, c’è la figura di un uomo posato, d’altri tempi, che regala perle di saggezza e di buon senso ad un gruppo di ragazzi che si affacciano curiosi sul mistero della vita: la loro è l’età più delicata, l’adolescenza, quella dell’amicizia e della ricerca di se stessi, quella che vede radicarsi nell’anima i valori più importanti, in grado di orientare un’esistenza intera. Un libro autobiografico e universale al tempo stesso.

Ed è qui che interviene il genio pittorico dell’artista Mario Rosati, capace di tradurre in immagini, forme e colori, quei preziosi sentimenti che circolano nel libro, scritto da Ruggero Pianigiani con levità e arguzia. Tanto che Rosati ne ha tratto un ciclo di dieci quadri a commento dei racconti più uno che compare in copertina e che sintetizza bene i temi del libro: la crescita come avventura e scoperta, il bisogno di affidarsi all’esperienza di chi ci ha preceduto nel cammino della vita, l’orizzonte di un ideale più vasto e più importante al quale dedicare la propria esistenza. Da parte sua, Simona Tuliozzi ha avuto la sensibilità di capire il valore intrinseco del libro e di pubblicarlo con la sua giovane e combattiva Viola Editrice: sensibilità di lettrice e di imprenditrice.

I racconti di “Gino il bagnino” verranno presentati1 sabato 2 maggio, alle ore 17, presso lo Stabilimento balneare “Il Venezia” (Lungomare Amerigo Vespucci, vicino alla celebre Rotonda che accoglie lo sbocco della via Cristoforo Colombo). L’evento e il booktrailer sono disponibili su Facebook. Verranno anche esposte le opere di Mario Rosati. A parlare saranno chiamati, oltre all’autore, all’editore e al sottoscritto: il giornalista e scrittore Salvatore Spoto (autore della Prefazione), il romanziere e favolista Sandro Capodiferro (che leggerà alcuni brani tratti dal libro), lo stesso pittore Mario Rosati e Giovanni Rizzi, storico bagnino del Litorale Romano.

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INGRID BERGMAN: NEL CENTENARIO DELLA NASCITA IL FESTIVAL DI CANNES OMAGGIA LA GRANDE ATTRICE

di Nunziante Valoroso

Ingrid. Un sogno. Il Volto. L’Attrice. I Film. Pochissimi divi della Hollywood dei tempi d’oro possono vantare una carriera come quella di Ingrid Bergman, che, senza alcun dubbio, si può dire abbia attraversato davvero quasi tutti i periodi fondamentali della storia del cinema del ‘900, partecipando, in molti casi, a produzioni che, nel tempo, hanno raggiunto lo status di leggenda.

Il festival di Cannes, quest’anno, le rende un duplice omaggio. La sua bellezza radiosa farà sfoggio di sé nel manifesto ufficiale della rassegna e, contemporaneamente, nella sezione Cannes Classics, verrà proiettato il nuovo documentario Ingrid Bergman – In Her Own Words, dello scrittore-regista svedese Stig Björkman, ritratto dell’attrice svedese realizzato attraverso filmati inediti, appunti, lettere, diari e interviste con i suoi figli ed ex colleghi.

3Nata a Stoccolma il 29 agosto 1915, Ingrid, come si legge sul sito ufficiale del Festival, “è stata allo stesso tempo star di Hollywood e protagonista del neorealismo, capace di cambiare ruoli e paesi adottivi secondo le sue passioni, senza mai perdere grazia e semplicità”. Inoltre, Isabella Rossellini, figlia di Ingrid e di Roberto Rossellini, presiederà la giuria della sezione “Un certain regard” ed assisterà alla proiezione del documentario di Björkman. Con l’occasione, la deliziosa attrice e regista, che ricordiamo ne Il prato dei fratelli Taviani e in film di David Lynch come Velluto Blu e Cuore Selvaggio, annuncerà il suo spettacolo “Ingrid Bergman Tribute” che andrà in scena a settembre a New York e verrà poi in tournée a Londra, Parigi, Stoccolma e Roma, con protagonisti Isabella stessa e Jeremy Irons (ma ci saranno anche Fanny Ardant e Christian De Sica). Scritto da Guido Torlonia e Ludovica Damiani in occasione del centenario della nascita di Ingrid, portata via da un cancro al seno il 29 agosto (stesso giorno!) del 1982, lo spettacolo farà rivivere la vita di Ingrid, mescolandola con la citazione delle lettere che l’attrice scambiò con Rossellini, la più famosa delle quali risale al 1948.

Folgorata dalla visione di Roma città aperta e Paisà, Ingrid scrisse: «… se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo “ti amo”, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei…». Il “ti amo” era una semplice citazione della sola battuta italiana pronunciata dall’attrice in Arco di Trionfo (1948), diretto da Lewis Milestone e tratto da un famoso romanzo di Erich Maria Remarque ma, visto in retrospettiva, assume una valenza quasi profetica. Del resto è strano come anche il nome “Roberto” sia stato ricorrente nella vita dell’attrice: nel 1943 interpretò il suo primo film in technicolor, Per chi suona la campana (For whom the bell tolls), tratto dal capolavoro di Hemingway, e diretto da Sam Wood, in cui interpretava la spagnola Maria, innamorata del repubblicano Robert Jordan (Gary Cooper) infliltrato durante la guerra civile in Spagna; uno dei suoi grandi amori fu il celebre fotografo di guerra Robert Capa; infine, giunta in Italia per girare Stromboli, con Roberto Rossellini, si innamorò di lui, provocando orrore nell’America puritana e bacchettona degli anni ’50.

Veramente una grande donna, moderna ed anticonformista, la nostra Ingrid. Isabella, in merito all’omaggio di Cannes ha dichiarato: «La mia famiglia e io siamo commossi della scelta del Festival di mettere l’immagine di mia madre sul manifesto. Il suo eccezionale percorso artistico ha coperto tanti Paesi e tanti film, dalle piccole produzioni artigianali europee ai kolossal americani. Mamma adorava il mestiere d’attrice: recitare, per lei, non era una professione ma una vocazione. Diceva sempre: non ho scelto di recitare, è la recitazione che mi ha scelta».

Tre volte premio Oscar, nel 1944 per Angoscia (Gaslight) diretta da George Cukor, nel 1957 per Anastasia, diretto da Anatole Litvak e, infine, nel 1975 per Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient –Express) diretto da Sidney Lumet, oltre a musa del neorealismo per Rossellini con Stromboli, Viaggio in Italia, Europa ’51, è stata diva per Hitchcock con film come Notorious (id.1946), Io ti salverò (Spellbound, 1945) e Il peccato di Lady Considine (Under Capricorn, 1949) ed è entrata di diritto nella leggenda con Casablanca (1942), di Michael Curtiz, il già citato Per chi suona la campana e Giovanna d’Arco (Joan of Arc, 1948), diretto dal regista di Via col vento Victor Fleming.

Non è un caso allora che la Koch Media abbia appena annunciato, purtroppo per il solo mercato tedesco, una prestigiosa edizione in blu ray di Per chi suona la campana (speriamo presto in una edizione italiana) e che la Varese Sarabande abbia da poco riproposto, in edizione limitata su Cd, la colonna sonora dello stesso film, una delle più belle partiture di Victor Young. Ingrid è viva, viva Ingrid.

TELEFONO DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE CLEMENTE RIVA DI OSTIA: 380.1805830 (attivo da lunedì a venerdì, nel week end solo se sono in corso eventi dell’Associazione)

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PRISMA

A cura di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani

http://associazioneclementeriva.wordpress.com;

prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

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