Appuntamento nel Teatro di S.Monica sabato 7 e domenica 8 febbraio per la 13.esima edizione della Festa del libro e della lettura di Ostia

10 BUONI MOTIVI PER VENIRE ALLA FESTA

Sono almeno dieci i buoni motivi che ci spingono ad invitare tutti i romani e tutti gli abitanti e turisti del litorale romano a venire alla 13.esima Festa del libro e della lettura di Ostia che, seguita come sempre con grande attenzione dall’emittente tv CANALEDIECI, si svolgerà sabato 7 e domenica 8 febbraio prossimo presso il Teatro della chiesa di S.Monica, che si affaccia sulla piazza omonima ad Ostia Lido:

11) “Al mare di Roma, un mare di libri”. Ce ne saranno davvero di tutti i tipi e per tutti i gusti, e come sempre ad offerta libera. Il ricavato andrà in beneficenza, secondo una formula collaudata che aggancia la cultura alla solidarietà. Esporremo classici di ogni tempo e di ogni nazione, testi per bambini e ragazzi, saggi di storia e di religione, titoli indispensabili per l’educazione psicologica, sociale e ambientale. E ancora: cataloghi d’arte, libri fotografici, fumetti, biografie, manuali, guide, testi di cucina. Sicuramente è l’occasione per fare qualche bel regalo, magari un romanzo d’amore per San Valentino!

2) Sosterremo concretamente le madri in difficoltà raccogliendo fondi in favore del Centro per la Vita di Ostia e del Progetto Mamma delle Suore Canossiane di Acilia

3) Tantissimi gadget saranno a disposizione sempre ad offerta libera: magliette, penne, cappellini, calendarietti, giocattoli…

4) Ci sarà anche una presenza del negozio “Mamey Senzaglutine” di Ostia Lido che metterà a disposizione, anche questi ad offerta libera e con fini benefici, alcuni prodotti adatti a chi ha problemi di intolleranza alimentare

5) Sabato 7 febbraio, alle ore 17, presenteremo il nuovo libro di poesie “Tuba mirum” di Henry Ariemma (Creativa edizioni) e le nuove Favole per adulti scritte appositamente per Internet dal romanziere Sandro Capodiferro, già autore di “Storie da un sogno”, “Fiori di agave sulla collina delle fate” e “Peccaminosa”

6) “Fra, il disco”: sarà possibile contribuire ad un’altra raccolta fondi di solidarietà (“Per il tuo cuore”) grazie al disco che testimonia il grandissimo talento vocale e musicale di un’artista indimenticabile come Francesca Carboni

7) Ricorderemo alcuni anniversari di particolare importanza in questo 2015 nella storia della poesia e della letteratura, come il 750.esimo dalla nascita di Dante e il 40.esimo dalla morte di Pier Paolo Pasolini

8) Parleremo del nuovo Centro culturale “La Vasca”, un locale messo a disposizione del parroco-prefetto Mons. Giovanni Falbo, perché diventi un fulcro di attività educative e di iniziative socio-culturali (si trova alle spalle della chiesa di S.Monica, dove ci sono il Giardino della Famiglia e il campetto di calcio)

9) “Doniamo un libro ai donatori”: domenica 8 febbraio si terrà presso la stessa parrocchia di S.Monica la Giornata del Sangue e a tutti i donatori daremo la possibilità di prendere un libro gratis

10) E infine: perché la Festa del libro sei tu! Con il tuo amore per la cultura e la solidarietà.

ZERO – LA MOSTRA (di Sandro Capodiferro)

Sveglia alle 6.00, panini in una tolfa piena di scritte, un tram, un autobus ed eravamo lì. Il nostro sogno stava per realizzarsi … 12 ore prima che il concerto iniziasse”.

Tutto questo non è tratto da un romanzo, ma da un ricordo che ho avuto modo di rispolverare mentre entravo al Macro Pelanda di Roma per assistere alla mostra Zero, retrospettiva su Renato Zero. Aperta già da dicembre scorso (e in programma fino al 22 marzo 2015), ha ospitato ad oggi migliaia di visitatori che, per nostalgia, ammirazione, curiosità o altro, si sono addentrati in queste quattro sale adibite ad ospitare i frizzi e i lazzi della più colorata Zerofollia.

Mentre con mio figlio eravamo in fila al botteghino, ascoltavo i racconti degli uomini e delle donne che come me hanno avuto la fortuna di vivere dal vivo quel momento: la nascita di una stella che ha creato un suo universo in anni e anni di palcoscenico.

2Questo non durerà più di un’estate”, “Ma dove va conciato così”, “Ti piace Renato Zero? Sarai mica …”. Queste erano le frasi più frequenti che giravano tra i banchi di scuola o in casa, quando ammettevi che quel giunco vestito di colori, poeta dell’anima e della strada, santone ascetico della più complicata semplicità, ti faceva battere il cuore, rispecchiando qualcosa di te che neanche tu riuscivi a descrivere così bene.

Ascoltando i suoi brani era capace di trasportarti sulle sue note, permettendoti finalmente di alzarti in volo sopra le teste di tutti i ben pensanti dell’epoca, che per un dubbio inutile o una facile certezza sfuggivano al confronto, scettici e chiusi verso il nuovo che stava nascendo.

Ammettere di essere un “sorcino” (cosa che oggi per molti fa “figo” e non impegna), era una sorta di coming-out ante litteram, un’ammissione di “colpa” che viaggiava sulle due ruote di un motorino su e giù per via della Camilluccia a Roma (dove abitava l’artista), per poter vedere da vicino quell’icona esagerata, esasperata, dalla voglia di rompere schemi e preconcetti così ottusamente radicati in una virilità vigliacca e impaurita.

Ebbene, in occasione di questa mostra ho avuto modo di analizzare l’artista alla luce delle mie non più giovani stagioni, dove l’entusiasmo ha lasciato il posto alla riflessione e la passione ha sedimentato strati di consapevolezza e ragionevole interpretazione di se stessa.

In un percorso che parte dal battito di un cuore e passa di sala in sala attraverso gli anni della sua carriera, Renato Zero interpreta non soltanto se stesso bensì il tempo che la sua favola ha navigato, facendone un fenomeno di costume, un cardine sociale in perfetto equilibrio con gli avvenimenti storici degli ultimi anni.

Ed ecco che le note di “Sesso o esse” e “Sbattiamoci” ricalcano i fasti della liberazione sessuale, “La tua idea” e “Uomo no” sottolineano strade “tossiche” da non perseguire, e tutta la discografia di questo coloratissimo pierrot trova spiegazione e lascia traccia nella storia moderna che essa stessa egregiamente dipinge.

Per quanto mi riguarda è stata un’occasione unica per poter parlare a mio figlio di un’Italia fatta di paura del diverso, di contestazioni giovanili, di donne finalmente in lotta per una dignità violentata, di uomini uccisi da brigate, e di brigate dai colori più disparati ma accomunate sotto un’unica nefasta bandiera: la violenza.

Credo il segreto di questa retrospettiva sia proprio questo. Non penso possa esistere modo migliore per parlare di certi argomenti riuscendo a destare l’interesse di un adolescente cerebralmente votato e connesso alle logiche del web.

Su una cosa ritengo possa essersi tutti d’accordo: il tempo è il giudice migliore e più severo della storia.

Se a distanza di quasi 50 anni quest’uomo fa parlare ancora di sé un motivo dovrà pure esserci laddove, dismessi i lustrini, il trucco e le provocazioni, resta la storia di un uomo che ne ha fatta e continua a farne.

Una favola? No, ripeto, una storia che, come tutte quelle ben scritte, potremo continuare a raccontare a testa alta, emozionandoci ancora tra i solchi di un LP in vinile o il download di un file mp3 … a voi la scelta.

TELEFONO DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE CLEMENTE RIVA DI OSTIA: 380.1805830 (attivo da lunedì a venerdì, nel week end solo se sono in corso eventi dell’Associazione)

PRISMA

A cura di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani

http://associazioneclementeriva.wordpress.com;

prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

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