I LIBRI DEL 2014 CHE CI PORTEREMO NEL NUOVO ANNO

Li abbiamo conosciuti e ci hanno accompagnati con piacere personale e profitto spirituale durante il 2014, ma ce li portiamo volentieri anche nel 2015: sono i libri 1che resistono all’usura del tempo, che conservano freschezza di stile e di storie. Impossibile indicarli tutti. Ecco qui una scelta.

Cominciamo con tre romanzi. Il primo s’intitola “Io non sono ipocondriaca” ed è stato scritto da una giovane e promettente autrice, Giusella De Maria (Mondadori): storia di una ragazza di oggi che scopre il mistero della vita e il fascino dell’amore attraverso un percorso2 assolutamente originale e sorprendente. Il secondo romanzo è “Le isole vagabonde” di Giuseppe Sicari, dedicato dall’autore alla sua bella Sicilia e ambientato nella seconda metà del Quattrocento: storia di un giovane ebreo, aspirante medico, che in un coraggioso viaggio verso l’ignoto cerca il felice compimento del suo destino. Il terzo romanzo da portare nel 2015 è, soprattutto per il tema ispiratore, “Lo 3strano caso dell’apprendista libraia” di Deborah Meyler (Garzanti), che esalta la magia dei libri come scelta e orientamento delle nostre vite e che è diventato un cult per tutte le librerie indipendenti.

Sul fronte dei saggi, consiglierei: “Il mondo visto dai libri” di Hans Tuzzi (Skira), che ci ricorda il potere che hanno i libri di metterci in profondo e creativo contatto con storie, luoghi e personaggi di ogni5 tempo; “Francesco e Gerusalemme. Sfida religiosa e politica” del giornalista Paolo Lòriga (Città Nuova 4Editrice), che documenta la strategia del Papa per la pace e il dialogo in Medio Oriente fra originalità e continuità con il magistero di chi lo ha preceduto sulla Cattedra di S.Pietro; “Leggere, scrivere, argomentare. Prove ragionate di scrittura” del docente universitario e accademico Luca Serianni (Laterza), che8 spiega e illustra molto bene come funziona un testo ben scritto migliorando la nostra comprensione del testo 7stesso e dunque la nostra capacità di scrittura; e “Clemente Riva. Un grande pastore di anime” a cura di Roberto Cutaia (Edizioni Rosminiane): ritratto a più voci di un vescovo, religioso rosminiano, che ha lasciato un segno nella storia della Chiesa italiana ed europea del secondo Novecento dando particolare risalto all’impegno della “carità intellettuale” e al dialogo ecumenico e interreligioso (con antologia di scritti e ottima bibliografia).

Infine, un libro che risale a diversi anni fa ma che merita di essere segnalato: “L’eco del simandro” (Ianua), 6raccolta di poesie italiane di Nicola Zitelli (foto a lato), poeta romanesco di lungo corso e di consolidato prestigio. Colpiscono i suoi versi che parlano in modo originale e appassionato della furiosa nostalgia del passato, della precaria preziosità dei sentimenti, della perduta ma sempre agognata sacralità della natura.

PRISMA A cura di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani

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