FRA, il disco

Domenica 9 Marzo 2014, ore 17.30-20

presso lo stabilimento balneare e ristorante “il Venezia”, Lungomare Amerigo Vespucci 8/12, Ostia Lido-Roma (accanto alla Rotonda, alla fine della Via Cristoforo Colombo)

COPERTINA DEL DISCO DI FRANCESCA CARBONIPresentazione del disco di Francesca Carboni “FRA”. Quattordici brani per conoscere e ricordare Francesca. Un appuntamento per parlare di Francesca e del suo percorso musicale. Interverranno alcuni amici, in rappresentanza di chi ha condiviso esperienze artistiche, musicali e umane con Francesca. Interverrà Vincenzo Mollica, giornalista e inviato del Tg1. Durante la presentazione – ad ingresso libero – sarà possibile acquistare e/o prenotare il disco. Il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza per sostenere le iniziative della fondazione “per il tuo cuore ONLUS” e dell’associazione “Save the children ONLUS “. “FRA, il disco” è anche un evento su Facebook, mentre su Youtube è disponibile il video ufficiale della canzone “Un attimo per sempre”.

DEDICATA AL RICORDO E ALL’ATTUALITA’ DI MONS. CLEMENTE RIVA, A QUINDICI ANNI DALLA MORTE, L’11.ESIMA EDIZIONE DELLA FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA CHE SI SVOLGERA’ IL 29 E 30 MARZO NEL TEATRO-SALONE DELLA CHIESA DI S.MONICA

Mons. Riva (4)Sono trascorsi quindici anni dalla morte del vescovo rosminiano Clemente Riva. Era il 30 marzo del 1999 e l’Associazione culturale che porta il suo nome vuole onorarne la memoria e l’eredità spirituale, valida anche per i non cattolici e i non credenti, con l’undicesima edizione della Festa del libro e della lettura di Ostia, che si svolgerà nel Teatro-Salone della chiesa di S.Monica sabato 29 e domenica 30 marzo prossimi.

In particolare, sarà il parroco-prefetto di S.Monica, mons. Giovanni Falbo, a ricordarci l’attualità della figura umana e religiosa di mons. Riva, i suoi insegnamenti nell’ambito della cultura, dei laici, della vita ecclesiale, della carità, del dialogo ecumenico e interreligioso. Durante la conferenza di mons. Falbo, prevista per la mattina di domenica 30 marzo, verranno anche proiettati filmati d’epoca con l’arricchimento di alcune significative testimonianze da parte di chi lo ha conosciuto, stimato e mai dimenticato. In chiesa, poi, la Messa delle 11.30 sarà celebrata in suffragio di mons. Riva e, per sottolineare l’importanza della ricorrenza, verrà animata dalla Corale polifonica di S.Monica diretta dal Maestro Marcello Cangialosi.

Alla memoria di mons. Riva – ci piace ricordarlo – è dedicato anche PARCO CLEMENTE RIVA AD OSTIAun Parco ad Ostia Lido, in fondo a Via delle Baleniere, inaugurato ufficialmente il 4 luglio del 2011 affinché il suo nome resti per sempre legato ad Ostia, ma adesso ripercorriamo brevemente la sua vicenda biografica.

Nato a Medolago, nel bergamasco, il 5 giugno del 1922, Clemente Riva si è dedicato in modo speciale all’apostolato della carità sociale e all’impegno per il dialogo ecumenico e interreligioso. In particolare, ha organizzato insieme a Elio Toaff, allora Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, la storica visita di papa Giovanni Paolo II alla Sinagoga (13 aprile 1986). Convinto propugnatore del rinnovamento introdotto dal Concilio Vaticano II, come religioso e come studioso rosminiano, si è impegnato con tutte le proprie forze nella promozione del pensiero filosofico e religioso di Antonio Rosmini, fondatore dell’Istituto della Carità, di cui faceva parte, portando al centro del dibattito culturale italiano ed europeo del post-Concilio una delle più grandi figure del pensiero cristiano e della Chiesa cattolica nell’Ottocento, oltre che riconosciuto tra i “padri” spirituali della nazione italiana.

Ordinato sacerdote nel 1951, dal 1975 al 1998 mons. Riva è stato vescovo ausiliare di Roma per il settore sud, un’ampia zona comprendente in particolare Ostia e Acilia, che egli conobbe molto bene grazie alle continue visite pastorali e alle sue frequentazioni non solo del clero locale, ma anche di tanti semplici credenti che in lui trovavano un punto di riferimento sicuro. Spesso, da giornali, radio e tv, mons. Riva veniva invitato ad esprimere il proprio illuminato ed equilibrato giudizio su delicate questioni morali o su controversi fatti di cronaca. Durante il suo apostolato richiamava i cittadini (e i cattolici in particolare) ai propri doveri verso il bene comune, alla partecipazione adulta e responsabile della cosa pubblica, all’impegno per combattere vecchie e nuove forme di disagio e di ingiustizia sociale. Memorabile in questo senso rimane la sua partecipazione al convegno detto dei “mali di Roma” nel febbraio del 1974: nel clima arroventato degli “anni di piombo”, Clemente Riva poneva con forza la “questione morale” della politica, che tradisce se stessa quando abbandona i suoi più alti riferimenti etici, ma anche l’esigenza di un profondo rinnovamento della comunità ecclesiale, che deve tornare capace di schierarsi con i poveri e con gli ultimi. Uomo colto e di profonda spiritualità, Clemente Riva muore a Roma il 30 marzo 1999. Ha curato la pubblicazione di varie opere di Antonio Rosmini (la più celebre s’intitola “Delle cinque piaghe della Santa Chiesa”) per sostenere la “riabilitazione” del pensiero filosofico rosminiano di fronte al Magistero della Chiesa, coronata grazie anche a lui, ma dopo la sua morte, dalla beatificazione dello stesso Rosmini, avvenuta nel 2007.

(Per un ritratto completo, ricco di citazioni dalle sue opere e di testimonianze, vedi il libro “Clemente Riva, vescovo del dialogo”, scritto insieme a Fabrizio Condò e pubblicato dalle Edizioni Rosminiane di Stresa nel 2000).

SAVING MR. BANKS”, OMAGGIO A WALT DISNEY

saving_mr__banks_2013-1366x768E’ finalmente arrivata nelle nostre sale cinematografiche la storia mai raccontata prima di come è nato “Mary Poppins”, il film-testamento di Walt Disney divenuto un classico della storia del grande schermo premiato con ben cinque Oscar. Il capolavoro con la coppia Julie Andrews-Dick Van Dyke e le famosissime musiche dei fratelli Sherman uscì infatti nel 1964, un anno prima della morte del papà di Topolino. Il film che ne celebra la nascita e la lavorazione s’intitola “Saving Mr. Banks” ed è prodotto dalla Disney stessa, che così omaggia il proprio geniale e indimenticabile fondatore. La regia è di John Lee Hancock.

Già la scelta del titolo è suggestiva: sposta l’attenzione dall’asse tata magica-bambini al padre (mister Banks, appunto) e dunque a Walt Disney che volle fortemente quel film. Tanto che impiegò lunghi anni e faticose trattative per convincere a cedergli i diritti di sfruttamento cinematografico la scrittrice australiana che aveva inventato Mary Poppins facendone la protagonista di una saga per l’infanzia: Pamela Lyndon Travers (1899-1996). Nel film lei è interpretata da Emma Thompson, mentre Walt Disney ha il volto di Tom Hanks, arricchito dagli inconfondibili baffetti.

Siamo di fronte a due memorabili prove d’attore e ad un film che ha tutte le caratteristiche del capolavoro. La Thompson rende benissimo il carattere eccentrico, scontroso e sempre insoddisfatto della scrittrice, la quale temeva che la “sua” Mary Poppins diventasse uno degli “sciocchi cartoni” di Walt Disney. Hanks, da parte sua, durante un soggiorno della Travers in California, dà veramente il meglio di sé per convincerla del fatto che Mary Poppins è un personaggio perfetto per appartenere alla magia e alla fantasia del Mondo Disney, anzi per esserne un simbolo assoluto.

Se puoi sognarlo, puoi farlo”, dice il sottotitolo del film che è una citazione dello stesso Disney. E lui, sia per adempiere ad una promessa fatta alle figlie (fans di Mary Poppins) che per intima convinzione artistica e commerciale, sfodera le sue migliori armi di persuasione, come quella di portare la Travers a Disneyland, “il luogo più felice della Terra” come lui ama definirla. Non sarà un compito per niente facile, ma lui avrà il carisma di trasportare lei (e lo spettatore) nel frizzante entusiasmo di una “missione impossibile”. Fino a farci capire che lei, Mary Poppins, scende dal cielo di Londra con un ombrello magico per “salvare non i bambini ma il padre, suo padre”, cioè quello della Travers: capiamo dunque che il romanzo ha una forte connotazione autobiografica. Mary Poppins salva non i bambini, che al massimo sono un po’ indisciplinati e disordinati, ma sempre positivi e aperti al bello e al buono della vita. Salva il loro papà anaffettivo, austero e inflessibile con i figli, che ha chiuso il suo cuore dentro una banca dimenticando i veri valori della famiglia e dell’esistenza. Il fascino del film, costruito sui canoni della commedia per famiglie e del dramma biografico, è proprio qui: nel darci la speranza che c’è sempre una spinta giusta verso la resurrezione morale, una porta aperta sul regno incantato dell’immaginazione, una possibilità sia pur minima e sfuggevole di dare corpo ai nostri più grandi sogni.

GLI SCENEGGIATORI DEL DOPPIAGGIO: I DIALOGHISTI di Nunziante Valoroso

ildialogoneldoppiaggioFinalmente qualcuno ci ha pensato, e lo dico da appartenente alla categoria. Il dialogo nel doppiaggio–Doppiatori ed adattatori dialoghisti, scritto da Andrea Lattanzio e pubblicato da Felici Editore lo scorso mese di dicembre è un volume che raccoglie schede biografiche, interviste e filmografie di alcuni tra i più celebri dialoghisti italiani. Oggi si parla tantissimo di doppiaggio, gli appassionati e studiosi non si contano più e sulla rete si affollano siti dedicati, blog e forum. Avevo sempre notato, però, che si parlava degli attori che prestano la voce, dei direttori di doppiaggio che li guidano in questa difficilissima arte ma poco o nulla di chi veniva PRIMA della sala di doppiaggio, cioè del dialoghista–adattatore. Forse parte della colpa di ciò è dovuta al fatto che oggi, spesso, dialoghista e direttore di doppiaggio coincidono (e, in passato, non è stato raro il caso di direttori che con protervia e presunzione si sono presi tutto il merito di dialoghi di film famosi tra gli appassionati, mentre il lavoro di scrittura-traduzione era stato svolto dal dialoghista che lo aveva assunto e scelto per dirigere il suo lavoro) ma, in passato, fino ad una trentina di anni fa almeno, dialoghista e direttore erano due persone diverse. Il libro di Andrea Lattanzio ci accompagna in questo mondo sconosciuto dei copioni adattati. Non è la prima pubblicazione realizzata sul doppiaggio dall’autore (in precedenza ci sono stati Il chi è del doppiaggio (Falsopiano, 2007) e L’arte del doppiaggio: doppiatori e direttori di doppiaggio (Felici, 2011) entrambi ricchi di notizie e curiosità e con quest’ultimo lavoro, Lattanzio “completa” in un certo senso la sua ricerca, arricchendo di nuovi nomi le sue schede di doppiatori e completando il testo con le schede degli adattatori. Ecco allora, in successione, scorrere davanti agli occhi del lettore appassionato di doppiaggio nomi ben noti ma spesso nascosti nelle pieghe della memoria: la grande Fede Arnaud, a cui si devono i dialoghi di Bonjour Tristesse di Otto Preminger, del Processo di Orson Welles e dell’Amadeus di Milos Forman; Gian Bistolfi, che tradusse in italiano la deliziosa sceneggiatura di Ho sposato una strega di Renè Clair; Ferdinando Contestabile, di cui viene riportata una famosa intervista di alcuni anni fa, che ricorda i litigi con Joseph Mankiewicz per il missaggio di Improvvisamente, l’estate scorsa e con Clouzot per La verità; Franco Dal Cer che, per fare il dialoghista ha rinunciato alla carriera nel giornalismo, regalando agli spettatori italiani gioielli come i copioni di La voce nella tempesta di William Wyler e Il ritratto di Jennie di William Dieterle; il grande Roberto de Leonardis, comandante di marina come Contestabile, autore dei dialoghi italiani di quasi tutti i film di Walt Disney e dialoghista di fiducia di Friedkin, Kubrick e Russell; Sergio Jacquier, autore dei dialoghi dei film di Marilyn, del Dottor Zivago, de La Tunica; Alberto Pifferi, allievo di de Leonardis e dialoghista di film come Gli Uccelli e Marnie di Hitchcock e di La donna del tenente francese e I predatori dell’arca perduta, e tanti, tanti altri nomi. Un lavoro veramente interessante e piacevole che, finita la lettura, farà senz’altro venir voglia, a molti, di armarsi di dvd o blu ray disc e rivedere alcune delle pellicole citate e, magari, stavolta, anche i detrattori del doppiaggio saranno curiosi di ascoltare se il dialoghista sia o meno riuscito nella difficile arte di trasfondere suoni, profumi e colori dell’originale nella nostra lingua.

SERVIZI EDITORIALI PER SOSTENERE LA “CLEMENTE RIVA” DI OSTIA

Narratori, poeti, giornalisti, blogger: chiunque abbia familiarità, passione e interesse per la scrittura e l’editoria, può rivolgersi all’Associazione culturale “Clemente Riva” di Ostia per chiedere consulenze, supervisioni, lavori di editing, prefazioni, recensioni, contatti con la stampa e presentazioni di libri.

A chi usufruisce di questi servizi si chiede un’offerta libera da donare all’Associazione stessa per sostenere le sue attività in favore della promozione culturale e della circolazione dei libri. Per informazioni e contatti: assclementeriva@gmail.com, g.maritati@tiscali.it.

In ogni caso, a chiunque voglia aiutarci, anche con un piccolo contributo, ricordiamo il nostro Codice Iban: IT 10 N 08327 03231 000000006461.

PRISMA

http://associazioneclementeriva.wordpress.com;

prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

Direttore: Gianni Maritati

Coordinamento redazionale: Ruggero Pianigiani

Caporedattore: Chiara Ferraro

In redazione: Andrea Buda, Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Francesco Ferraro, Liliana Fiorella, Roberto Fraschetti, Silvia Grassi, Germana Linguerri, Paola Mancurti, Pietro Olivieri, Elisa Palchetti, Sergio Ronci, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Raffaele Iaria, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Giovanna Scatena, Nunziante Valoroso

NUMERO ISCRITTI ALLA NEWSLETTER: 718.

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