FRA, il disco

Domenica 9 Marzo 2014, ore 17.30-20

presso lo stabilimento balneare e ristorante “il Venezia”, Lungomare Amerigo Vespucci 8/12, Ostia Lido-Roma (accanto alla Rotonda, alla fine della Via Cristoforo Colombo)

COPERTINA DEL DISCO DI FRANCESCA CARBONI

Presentazione del disco di Francesca Carboni “FRA”. Quattordici brani per conoscere e ricordare Francesca. Un appuntamento per parlare di Francesca e del suo percorso musicale. Interverranno alcuni amici, in rappresentanza di chi ha condiviso esperienze artistiche, musicali e umane con Francesca. Interverrà Vincenzo Mollica, giornalista e inviato del Tg1. Durante la presentazione – ad ingresso libero – sarà possibile acquistare e/o prenotare il disco. Il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza per sostenere le iniziative della fondazione “per il tuo cuore ONLUS” e dell’associazione “Save the children ONLUS “. “FRA, il disco” è anche un evento su Facebook.

LA CULTURA CONTRO TUTTE LE GUERRE

 Un appello a fare nostra la forza della cultura contro la guerra, e contro tutte le guerre, è venuto dalla terza Cena socio-letteraria organizzata dall’Associazione culturale Clemente Riva martedì scorso, 25 febbraio, sul tema “Scrittori, poeti e soldati raccontano la prima guerra mondiale”, tema scelto per ricordare i cento anni dallo scoppio della Grande Guerra. La TERZA CENA SOCIO-LETTERARIA (MINA)professoressa di Lettere Paola Mancurti ha ricordato i testi di grandi autori come Ernest Hemingway (“Addio alle armi”), Erich Maria Remarque (“Niente di nuovo sul fronte occidentale”), Giuseppe Ungaretti (“L’Allegria”) e Italo Svevo (“La coscienza di Zeno”), e ha dato voce anche alle drammatiche e commoventi testimonianze dei soldati al fronte. Accanto a lei, lo scrittore Stefano Faraoni che ci ha riportato con efficacia a quegli anni di dolore e di smarrimento con il suo ultimo bel romanzo, “L’orgoglio e la neve”. Per tutti, l’invito a leggere questo libro – come pure i classici appena ricordati – con lo scopo di capire l’eredità lasciataci dalla prima guerra mondiale: una pagina di storia a volte un po’ TERZA CENA SOCIO-LETTERARIA (ROBERTO)trascurata perché meno “popolare” e più lontana nel tempo rispetto alla seconda. Grazie al centenario è venuto il momento di “riappropriarci” di questo evento, di capirlo nella sua profondità storica e nella sua attualità morale e civile. Con la Grande Guerra entrano in grave crisi i valori tradizionali e la stessa nozione di “vittoria” cambia per sempre: dalle macerie e dai massacri di quel conflitto sale alto e forte più che mai, oggi, l’anelito alla pace.

Durante la serata, abbiamo anche presentato per la prima volta in pubblico il pieghevole della “Clemente Riva” (realizzato da Elisa Palchetti) insieme ai tradizionali gadget della Festa del libro: segnalibri, penne, cappellini, magliette e buste (shopper). Ormai la Cena socio-letteraria è una bella tradizione, un simpatico appuntamento che vuole mettere insieme l’amore per la poesia e la letteratura con i valori della convivialità e dell’amicizia. Inoltre, si dà l’occasione con una piccola offerta minima di dieci euro di sostenere concretamente le numerose iniziative culturali e benefiche della Clemente Riva. La prossima è prevista per sabato 29 e domenica 30 marzo, presso il Teatro-Salone della Chiesa lidense di S.Monica, dove si svolgerà l’11.esima Festa del libro e della lettura di Ostia.

CINQUANTA ANNI DI ZUCCHERO E MAGIA

Mary Poppins compie 50 anni e la Walt Disney la festeggia con uno straordinario film ed un blu ray disc speciale – Di Nunziante Valoroso

Questo è un anno speciale per la Disney: compie 50 anni il film che può definirsi la “summa” di tutta la poetica di Walt, Mary Poppins. I festeggiamenti sono iniziati con l’uscita di Saving Mr. Banks, la deliziosa pellicola diretta da John Lee Hancock ed interpretata da Tom Hanks nella parte di Walt Disney ed Emma Thompson nel ruolo di Pamela L. Travers, autrice dei libri con protagonista la celebre tata volante. Non poteva esserci prologo migliore per i festeggiamenti delcinquantenario di uno dei film Disney più amati di tutti i tempi. In un momento in cui la company è tutta presa a pubblicizzare fenomeni discutibili come l’orripilante Violetta o le fracassone produzioni con i supereroi Marvel, Saving Mr. Banks riafferma prepotentemente l’incanto e la magia del vero, autentico Disney Touch e la cosa è tanto più sorprendente perché ci riesce a partire da una sceneggiatura (di Kelly Marcel e Sue Smith) che, pur con qualche licenza poetica riguardo a tempi e luoghi, è la fedele rappresentazione dell’incontro–scontro tra due forti personalità ben decise ciascuna a far valere la propria idea e a non cedere di un millimetro. Hanks e la Thompson hanno ricreato magnificamente i loro personaggi (è vergognoso che non abbiano ottenuto neanche una nomination all’Oscar) e le loro scene sono sapientemente inframezzate da flashback sulla Annex - Andrews, Julie (Mary Poppins)_NRFPT_01infanzia della Travers, necessari a capire quanto della sua vita reale sia stato trasfuso nei personaggi e nelle storie di Mary Poppins. La Travers in realtà si chiamava Helen Lyndon Goff ed era nata nel 1899 in Australia. Suo padre, Travers Goff, era un direttore di banca (nel film è interpretato da Colin Farrell) e morì quando la piccola Helen aveva solo sette anni, per problemi di alcolismo. Molti suoi tratti si ritrovano nel signor Banks, mentre la personalità di Mary Poppins derivava senza dubbio da Ellie, una zia non sposata della Travers, dal carattere fermo ma di buon cuore che aiutò la famiglia della sorella a sopportare la morte di Travers e che aveva anche lei una borsa fatta con un tappeto. Dopo la pubblicazione di un terzo libro di avventure nel 1943, Walt si accorse che il personaggio di Mary era tra i preferiti delle figlie Diane e Sharon. Avendo appreso che la Travers si era trasferita a New York nel 1944, Walt chiese al fratello Roy di andarla a trovare per discutere la possibilità di una versione cinematografica dei suoi libri. Roy si trovò di fronte una donna dalla forte personalità, poco interessata a veder filmate le proprie storie. Sfumata la possibilità di un primo accordo, Walt tornò alla carica all’inizio degli anni ’50, mentre si trovava in Inghilterra per la produzione di alcuni film. Incontrò la Travers e lei in seguito ricordò che Walt era molto insistente ed affascinante. Arnold Goodman, uno degli avvocati dello studio che rappresentava la Travers a New York, iniziò quindi a predisporre un accordo di massima, alla fine degli anni ‘50. Oltre ad essere impiegata come consulente, con approvazione della sceneggiatura del film, la Travers avrebbe ricevuto la somma di 100.000 dollari e il 5% degli incassi netti del film (la clausola, viste anche le riedizioni e il merchandising legato al film pubblicato nel corso degli anni, permise all’autrice di vivere di rendita per il resto della sua vita).

Walt era talmente sicuro di riuscire ad ottenere un accordo definitivo che chiese ai fratelli Sherman di cominciare a pensare alle possibili canzoni per il film ed a quali capitoli del libro trovassero più adatti alla trasposizione cinematografica. Alla fine i fratelli scelsero gli stessi capitoli che Walt aveva già pensato fossero adatti allo scopo ed iniziarono a lavorare alla sceneggiatura insieme al soggettista Don DaGradi. La sceneggiatura definitiva fu opera di Bill Walsh, che collegò in forma unitaria tutti gli elementi del soggetto e le canzoni, in un copione irresistibile, con molti spunti satirici nei confronti della Londra di inizio secolo, in cui si scelse di ambientare il film. Walt partecipò attivamente alle riunioni di sceneggiatura e fu sua, ad esempio, la brillante idea dei pinguini camerieri realizzati, con grande orrore della Travers, a cartoni animati, in una delle sequenze più memorabili del film. I fratelli Sherman composero le popolari canzoni del film. Come descritto in Saving Mr. Banks, Walt invitò la Travers agli Studi. Sperava di entusiasmare Pamela con una visita privata a Disneyland, un giro degli studi ed una proiezione privata dell’ultimo film realizzato con attori, Il cowboy col velo da sposa (The Parent Trap, 1961). Walt organizzò perfino la sua permanenza all’elegante ed esclusivo Beverly Hills Hotel.

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La Travers arrivò alla fine del marzo 1962 e rimase fino ai primi giorni di aprile, prima di tornare a New York. La magia Disney la lasciò totalmente fredda. Trovava le opere di Disney piene di sciocco sentimentalismo, non comprese la filosofia di Disneyland e rimase scioccata e delusa dalle riprese di una scena del film Babes in Toyland. Definì il primo trattamento presentato dai fratelli Sherman “dozzinale, rozzo e completamente sbagliato” ed una presentazione della storia tramite gli storyboard, durante la prima riunione con lei, la lasciò in lacrime mentre Walt, gettata la spugna, decideva di recarsi per un periodo nella sua casa di Palm Springs, lasciando la “patata bollente” della Travers agli Sherman. Le riunioni continuarono per dieci giorni, con una stenografa ed un registratore che incideva tutti i commenti della Travers, sempre pronta ad interrompere, correggere e mostrare un atteggiamento dittatoriale sui più piccoli particolari. Anche dopo il suo ritorno a New York la Travers continuò a mandare note a Walt, piene zeppe di osservazioni, alle quali il produttore rispondeva diplomaticamente, assicurandola che i suoi consigli sarebbero stati messi in conto, ove possibile. Una volta che la Travers ebbe approvato il copione, venne consultata raramente. Per le coreografie dei numeri musicali fu un vero colpo di genio l’ingaggio di Marc Breaux e Dee Dee Wood. Regista del film fu Robert Stevenson, che aveva già diretto per Disney film famosi come Un professore tra le nuvole e I figli del capitano Grant. Mary Poppins confermò il suo talento. La Londra del 1910 venne interamente ricostruita negli studi Disney, con uno stile da libro illustrato che contribuisce a creare un atmosfera fiabesca. Gli effetti speciali curati da Peter Ellenshaw, Eustace Lycett e Robert A. Mattey con l’apporto tecnico di Ub Iwerks, sono spettacolari e vennero premiati con un Oscar, per non parlare della splendida fotografia in Technicolor di Edward Coleman e del delizioso episodio a cartoni animati affidato alla competente regia di Hamilton Luske. Gli attori contribuirono con il loro carisma al trionfo della pellicola, guidati da una Julie Andrews al suo debutto sullo schermo in stato di grazia. Il successo fu completato dall’attribuzione di cinque Oscar: migliore attrice (Julie Andrews), miglior musica e canzone originale (i fratelli Sherman), miglior montaggio (Cotton Warbuton) e migliori effetti visivi.

Julie Andrews era una stella di Broadway dove aveva trionfato con The boyfriend e My fair lady e poi in Camelot. Avendola ammirata in quest’ultimo spettacolo, Walt propose subito all’attrice il ruolo di governante volante. Julie esitò ad accettare, in primis perchè un suo provino cinematografico precedente non aveva avuto fortuna e poi perchè sapeva che la Warner Bros stava preparando la versione cinematografica di My fair lady e sperava ovviamente di parteciparvi. Jack Warner invece la ignorò e scelse una delle sue attrici preferite, Audrey Hepburn. La Andrews riversò quindi tutte le sue energie su Mary Poppins e profuse nel film tutto il suo talento di cantante, ballerina, attrice finissima, perfettamente a suo agio sia in numeri scatenati come Supercalifragilistic-espiralidoso che in canzoni struggenti come Feed the birds. Dick van Dyke, famoso attore televisivo, interpreta con simpatia il ruolo dello spazzacamino tuttofare Bert. David Tomlinson è perfetto nella parte dell’irreprensibile bancario che vede la propria vita sconvolta dal “ciclone Poppins”. Glynis Johns, che Disney aveva già utilizzato nei film inglesi con Richard Todd come Rob Roy e La spada e la rosa, venne scelta per lo spassoso personaggio di Mrs. Banks, una irresistibile militante suffragetta. I bambini, Karen Dotrice e Matthew Garber, nella parte di Jane e Michael, avevano già interpretato il film Disney The three lives of Thomasina, uscito nel 1964 (Le tre vite della gatta Tommasina, proiettato da noi solo in TV nel 1991). Altrettanto formidabili i caratteristi: Hermione Baddeley e Reta Shaw irresistibili domestiche di casa Banks; Elsa Lanchester nel ruolo cameo di tata Katie, la bambinaia che si licenzia all’inizio del film; Arthur Treacher nella parte dell’agente Jones; il favoloso ammiraglio Boom di Reginald Owen che la mattina sveglia il quartiere a colpi di cannone-segnale orario e infine il divertente zio Albert di Ed Wynn. Una ciliegina sulla torta è poi l’irriconoscibile Mr. Dawes senior, interpretato dallo stesso Dick van Dyke, ottimamente supportato da Arthur Malet nella parte del figlio Mr. Dawes Jr.

Il doppiaggio italiano del film è, al solito, perfetto. Tradotto da Roberto de Leonardis, il film si avvale del tradizionale prezioso contributo dei doppiatori della CDC, al loro meglio.

Le canzoni sono adattate in italiano dallo stesso de Leonardis (Pertitas), con la collaborazione di Antonio Amurri. Julie Andrews è doppiata da Maria Pia Di Meo; sua controparte per le canzoni è Tina Centi. Oreste Lionello è la voce di Dick van Dyke. David Tomlinson ha la voce di Giuseppe Rinaldi, vecchia conoscenza dei film Disney che viene egregiamente sostenuto da Rosetta Calavetta, doppiatrice di Glynis Johns. Bruno Persa doppia Ed Wynn-zio Albert mentre i bambini Jane e Michael sono affidati ai giovanissimi Sandro Acerbo e Liliana Sorrentino. Mentre il pubblico italiano si sta entusiasmando per Saving Mr. Banks è di imminente pubblicazione anche in Italia una edizione speciale di Mary Poppins in blu ray disc che riporta le straordinarie immagini alla brillantezza originale dopo un meticoloso restauro e presenta, oltre a tutti i contenuti speciali principali delle passate edizioni in dvd, il nuovo speciale Becoming Mr. Sherman con l’attore Jason Schwartzman che interpreta in Saving Mr. Banks il compositore Richard Sherman e si confronta con Sherman in persona sulle musiche del classico.

IL POPOLO CHE NON CONOSCE IL CONCETTO DI MALATTIA

di Aurelio Tumino

In tutto il mondo industrializzato le persone vivono più a lungo, ma si ammalano prima e il numero degli anni trascorsi da malati talvolta cronici si sta innalzando. Insomma siamo riusciti ad allungare la durata della vita ma non quella della salute. La medicina moderna ha ottimi strumenti per prolungare la vita ma pochi e scarsamente efficienti per favorire un invecchiamento in buona salute.

Esistono ricerche che dimostrano che abbiamo gli strumenti naturali per vivere più a lungo e che possiamo restare in salute fino alla fine. Gli Huntza (o Hunza) vivono in media 130-140 anni, avvolti e protetti dalla loro semplicità, non conoscono le tanto temute e tipicamente occidentali patologie degenerative, come il cancro, leimmagineAurelio malattie del sistema nervoso, affezioni delle coronarie, pressione sanguigna alta, colesterolo, depressione ecc… Non si ammalano quasi mai, raramente sono soggetti ad attacchi di febbre e la morte poi arriva dolcemente senza malattie. Questa popolazione risiede ai piedi della catena dell’Himalaya, in una piccola valle in Pakistan, al confine con la Cina. L’ambiente naturale è meraviglioso, vi convergono 6 catene montuose. Le origini di questo popolo sono ancora un mistero ma è ormai assodato che si tratta del popolo più longevo al mondo. Da sempre lavorano la terra, a migliaia di metri di altezza, e allevano caprette, pecore, mucche e galline. 
Hanno uno stupefacente livello di vitalità. Fanno figli a 70 anni, ballano a 90 e capita di vedere ultracentenari che lavorano i campi. Si nutrono consumando abbondanti dosi di verdura e cereali integrali, non hanno zucchero, sale e non consumano cibo trattato. L’80% del loro cibo è crudo. Hanno la capacità di sopportare grandi sforzi lavorativi, sui sentieri di montagna sono corridori e portatori instancabili, possono arrivare a fare 230 chilometri al giorno a passo spedito senza mai fermarsi e senza dare segni di stanchezza.

Le prime ipotesi fatte sulla ragione di tale longevità puntavano a identificare un fattore specifico, come ad esempio l’ambiente che è particolarmente sano, oppure un tipo particolare di cibo, la genetica e così via. Ben preso si vide come non si trattasse di un singolo, ma di un insieme di fattori come lo stile di vita, l’alimentazione, le relazioni nella comunità ad essere responsabile della loro salute e longevità. I tre fattori principali più utili alla loro longevità sono l’alimentazione vegetariana, l’acqua alcalina presente nelle loro terre e anche o forse soprattutto la “salute mentale”. Si nutrono solo dei loro raccolti e soffrono un lungo periodo di carestia nei mesi invernali fino a marzo, semidigiunano settimane intere dovendo razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto dell’orzo. Al contrario di quello che si può credere, il semidigiuno anziché indebolire nel corso del tempo ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore. La sana alimentazione vegetariana unita all’acqua con cui si dissetano crea nell’organismo degli Huntza una purificazione totale. La loro acqua ha un elevato potere antiossidante, che come un filtro seleziona e trasporta sostanze vitali da e per tutte le cellule dell’organismo attraverso i colloidi di silicio che svolgono un’azione di pulizia rimuovendo scorie e tossine.

Terzo e ultimo fattore: questo popolo ha una predisposizione naturale al sorriso, sono sempre molto gioviali, d’umore costante, anche se hanno poco cibo e sentono freddo. Non si arrabbiano, non provano ansia, sono pazienti, sereni e sanno di poter contare sull’aiuto degli altri in qualunque momento, non sono mai soli e non conoscono lo stress.

PRISMA

http://associazioneclementeriva.wordpress.com;

prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

Direttore: Gianni Maritati

Coordinamento redazionale: Ruggero Pianigiani

Caporedattore: Chiara Ferraro

In redazione: Andrea Buda, Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Francesco Ferraro, Liliana Fiorella, Roberto Fraschetti, Silvia Grassi, Germana Linguerri, Paola Mancurti, Pietro Olivieri, Elisa Palchetti, Sergio Ronci, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Raffaele Iaria, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Giovanna Scatena, Nunziante Valoroso    

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