LA CARITA’ INTELLETTUALE, VIRTU’ DA RISCOPRIRE

ROSMINI E MANZONI

Carità” è una di quelle parole che purtroppo non sono più molto amate dal linguaggio corrente. Di solito ce ne ricordiamo solo in espressioni come “fare” o “chiedere la carità”, usate con una sfumatura di senso negativa. Invece la “carità” ci riporta al cuore della Rivelazione biblica e della Rivoluzione cristiana: la “solidarietà”, tanto di moda oggi, esprime solo un aspetto di questa ricchezza di significato legata alla “carità”.

Una ricchezza tale che, secondo Antonio Rosmini, esistono tre forme di carità. Antonio Rosmini, ricordiamo, è il fondatore dell’Istituto della Carità (nome certamente non casuale), uno dei principali filosofi e teologi dell’Ottocento europeo e grande amico di Alessandro Manzoni: beatificato nel 2007, è stato anche riconosciuto come uno dei padri morali di quella Unità d’Italia che pochi anni dopo, nel 2011, ha tagliato il traguardo del suo primo secolo e mezzo di vita. Dunque, la prima forma di carità, secondo Rosmini, è quella “temporale” o “materiale”: dare da mangiare agli affamati, un tetto a chi non ha una casa, una coperta a chi ha freddo… E’ una sorta di “primo intervento”, diretto e concreto, dettato dall’urgenza. Esiste poi la carità “morale” o “spirituale” che consiste nel sorreggere il cammino di una persona verso la salvezza eterna soprattutto attraverso l’annuncio della fede e l’amministrazione dei sacramenti; oggi potremmo parlare, in senso lato, di quell’aiuto che consiste nel sostenere chi attraversa un periodo di crisi psicologica, nel dare conforto a chi ha subìto un lutto, nell’infondere coraggio in chi è stanco e depresso…

La terza forma è la “carità intellettuale”, quella che, secondo Rosmini, “tende a illuminare e arricchire di cognizioni l’intelletto umano”: la luce della verità rischiara la mente, liberandola dalle tenebre dell’ignoranza. L’impegno dunque è quello di favorire il progresso culturale delle persone e delle comunità, trasmettere la bellezza e il dovere della conoscenza, promuovere la circolazione delle idee, partecipare al dialogo fra culture diverse, mettersi onestamente al servizio della verità. E’ proprio al principio della “carità intellettuale” che possiamo ispirarci per realizzare il “volontariato culturale”, uno degli strumenti oggi più che mai necessari per contrastare l’attuale deriva neo-barbarica che affligge la scuola, la società e l’intera vita culturale italiana, forse di tutto l’Occidente.

Basandosi sulla carità intellettuale, il volontariato culturale rimette finalmente in gioco idee e risorse per un nuovo Rinascimento, tanto più urgente in un Paese come il nostro che gode di uno sterminato (e spesso “immeritato”) patrimonio storico-artistico, culturale e paesaggistico. Supplendo o integrando l’impegno delle istituzioni, le associazioni e i semplici cittadini possono fare molto, anzi moltissimo. Ma bisogna averne, prima di tutto, coscienza.

MARTEDI’ 25 FEBBRAIO LA CENA SOCIO-LETTERARIA DEDICATA, NEL CENTENARIO DELLO SCOPPIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, AGLI SCRITTORI, AI POETI E AI SOLDATI CHE HANNO RACCONTATO IL CONFLITTO E TESTIMONIATO IL VALORE DELLA PACE

di Chiara Ferraro

Scrittori, poeti e soldati raccontano la prima guerra mondiale” è il tema scelto per la terza cena socio-letteraria, organizzata dall’associazione culturale Clemente Riva di Ostia, che si svolgerà il prossimo 25 febbraio, martedì, presso la sede del comitato di quartiere Ostia Nord.

Prima della cena, la professoressa di Lettere Paola Mancurti terrà una breve lezione sui principali autori che hanno vissuto negli anni del primo conflitto mondiale, come Ernest Hemingway, Erich Maria Remarque, Giuseppe Ungaretti e Italo Svevo, esaminando le loro opere più importanti, in cui hanno raccontato il dramma della Grande Guerra. Spazio anche alle commoventi testimonianze umane dei soldati al fronte. Ospite della serata, lo scrittore Stefano Faraoni, autore del romanzo “L’orgoglio e la neve”.

Per aderire all’iniziativa (conferenza più cena a base di pizza), l’associazione Clemente Riva chiede un’offerta minima di 10 euro; in cambio i partecipanti potranno cenare assieme ai volontari dell’associazione, ma anche prendere gratis tre libri a scelta fra le centinaia messi a disposizione durante la serata. I fondi raccolti serviranno per finanziare le tante future attività dell’associazione stessa, in particolare l’11.esima edizione della Festa del libro e della lettura di Ostia che si svolgerà i prossimi 29 e 30 marzo presso il Teatro-Salone della chiesa di Santa Monica. “Ormai la Cena socio-letteraria – commenta il presidente dell’associazione Gianni Maritati – è una bella tradizione, un simpatico appuntamento che vuole mettere insieme l’amore per la poesia e la letteratura con i valori della convivialità e dell’amicizia. Inoltre, si dà l’occasione per sostenere concretamente le numerose iniziative culturali e benefiche della Clemente Riva”.

L’appuntamento è quindi per martedì 25 febbraio, a partire dalle ore 19.30, presso la sede del Comitato di quartiere Ostia Nord in via delle Baleniere, di fronte al numero civico 240, nel parco Clemente Riva di Ostia. Si prega di confermare la propria presenza, inviando una e-mail al seguente indirizzo: assclementeriva@gmail.com.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/513578508754796/

La locandina è di Elisa Palchetti.

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SULLE ORME DEL COMANDANTE: LA STORIA DELLA ROYFILM DAGLI ANNI OTTANTA AD OGGI

Di Nunziante Valoroso

i cuccioli e il paese del ventoDopo la scomparsa di Roberto de Leonardis, i figli, Roy ed Andrea, hanno continuato ad occuparsi di doppiaggio. Negli anni ’80 c’è il boom dell’home video. Con il videoregistratore è possibile registrare a casa propria le trasmissioni televisive e anche le case di produzione, Disney in testa, iniziano ad editare nastri preregistrati con le produzioni vecchie e nuove del loro catalogo. È l’occasione per la Disney di doppiare anche tutti quei lungometraggi dal vero che si era preferito non distribuire nel nostro paese. Parallelamente alla loro edizione in VHS, anche la Rai inizia la trasmissione fissa di lungometraggi Disney vecchi o appositamente doppiati. Tutti i nuovi doppiaggi Disney di questo periodo, per la TV e le VHS, sono targati Royfilm e, tra le migliori cose, è doveroso citare l’edizione italiana di un film come Darby ‘O Gill e il Re dei Folletti (Darby O’ Gill and the little people, 1959), pellicola diretta dal regista di Mary Poppins, Robert Stevenson, che lanciò il giovanissimo Sean Connery e che presenta la particolarità di avere al doppiaggio entrambi i figli maggiori del grande Giuseppe Rinaldi, Massimo ed Antonella, quali voci di Connery e di Janet Munro, diretti dal padre.

Già nel 1985 Andrea de Leonardis si è fatto notare come dialoghista del nuovo kolossal animato Disney Taron e la pentola magica (The black Cauldron, 1985) e continuerà, sulla scia del padre, la tradizione Disney con l’adattamento, tra le altre cose, dei titoli del periodo della “rinascita Disney” La sirenetta, La Bella e la Bestia e Il Re Leone; Aladdin, con i dialoghi di Elettra Caporello, ha presentato al leggio il grande Gigi Proietti, forse anche migliore dell’originale Robin Williams nella parte del Genio. Il vero trionfo è stato nel 1994 con il doppiaggio del Re Leone, film per il quale Roy De Leonardis scelse personalmente il grande Vittorio Gassman come voce di Mufasa.

È di questo periodo il doppiaggio integrale della nuova versione colorizzata della leggendaria serie di telefilm Disney Zorro, interpretata da Guy Williams. La voce dello spadaccino mascherato è, stavolta, del bravissimo Antonio Sanna e, per la prima volta, vengono doppiati episodi che in passato la Rai non aveva mai trasmesso. Dopo Pocahontas la Royfilm ha continuato a produrre versioni italiane di prodotti Disney, sfortunatamente, in molti casi, non per film cinematografici. È importante ricordare tutto lo straordinario lavoro di adattamento che continua ad essere effettuato sui cartoni animati con personaggi classici come Topolino e Paperino, sia attraverso nuove edizioni dei cortometraggi originali, sia attraverso il doppiaggio delle nuove serie come House of Mouse – Il Topoclub oppure La casa di Topolino. Anche tutti i film, cortometraggi, giochi interattivi e spettacoli con protagonista il famoso orsetto Winnie the Pooh fanno parte del curriculum della Royfilm, compreso l’ultimo lungometraggio animato del 2011 Winnie the Pooh, nuove avventure nel bosco dei Cento Acri.

Impossibile poi non citare la straordinaria serie dei Muppets, doppiata fin dai primissimi episodi trasmessi dalla Rai, che furono adattati da Roberto de Leonardis personalmente, fino ad arrivare al nuovo delizioso film dello scorso anno I Muppet. Lo spirito di Roberto de Leonardis ha continuato a vivere ancora in lavori come l’irresistibile doppiaggio delle Follie dell’Imperatore, con la magnifica Anna Marchesini nella parte della cattiva Yzma, e con la versione italiana della serie di spettacoli Disney Live e Disney On Ice; la Royfilm ha inoltre realizzato la versione italiana del più importante film Disney dal vivo degli ultimi anni: Tron Legacy, séguito del classico del 1982, progetto che ha visto inoltre la realizzazione contemporanea dell’adattamento del videogioco tratto dal film, Tron Evolution e, due anni dopo, il doppiaggio della graphic novel animata Tron: la serie, ispirata ai personaggi del film.

episodio 1Tantissimi sono stati anche i grandi film di cui la Royfilm ha curato il doppiaggio per le più grandi case, come Paramount, Universal, MGM e Fox, tra i quali mi piace ricordare titoli come Star Wars Episodio I. La minaccia fantasma, Schindler’s List, Jurassic Park, Forrest Gump, Blown Away. Non si contano poi le serie di telefilm doppiate nel corso degli anni, tra cui Cuori senza età, Blossom, Quell’uragano di papà e più recentemente Suspect Behavior. Inoltre, sempre per la Disney, la Royfilm ha supervisionato l’edizione di serie come Criminal Minds, Grey’s Anatomy, Private Practice, Lost e Ugly Betty.

Anche altre produzioni hanno affidato nel corso degli anni alla Royfilm il doppiaggio delle loro realizzazioni animate, una tradizione che parte fin dagli anni ’70 con le versioni italiane del lungometraggio di Hanna & Barbera La meravigliosa stupenda storia di Carlotta e del porcellino Wilbur (1973) e di Snoopy cane contestatore (1972), tratto dalle strisce dei Peanuts, per arrivare fino ai nostri giorni con l’adattamento del capolavoro di Don Bluth Anastasia (1998), la versione italiana dei Griffin, il doppiaggio di ottime serie destinate ai bambini come i Cuccioli e In giro per la Giungla, e l’edizione del colossal animato tutto italiano prodotto dalla Rainbow di Igino Straffi I Gladiatori di Roma (2012). Anche la più recente serie animata Disney Sofia la Principessa, ispirata al magico mondo delle classiche principesse, fa parte della grande famiglia degli adattamenti Royfilm, rinnovando la loro tradizione di qualità nel doppiaggio.

darby o gillAttendiamo ora l’edizione italiana del nuovo film dei Muppet, di prossima uscita, mentre sta per arrivare sui nostri schermi il nuovo lungometraggio tratto dalla serie dei Cuccioli, Il paese del vento, prodotto dal Gruppo Alcuni. Adattato da Laura Giordani (a cui si deve anche la versione italiana del recente corto Disney Get a Horse –Tutti in scena) che ha riportato sul grande schermo Topolino, questa nuova avventura dei Cuccioli si annuncia ancora più spettacolare, sarà portatrice di un messaggio ecologista ancora più forte e certamente non deluderà gli spettatori piccoli e grandi.

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