“PRISMA”, UNA PICCOLA LANTERNA DIGITALE

logo tg1 d'epocaL’8 gennaio scorso, “Prisma” ha compiuto quattro anni di vita. Mi piace ricordare che ho scelto questo titolo in onore del prestigioso settimanale di spettacolo del Tg1 ideato e curato da Gianni Raviele, storico Caporedattore della Redazione Cultura e Spettacolo della prima testata giornalistica della Rai: settimanale al quale ho collaborato con grande entusiasmo personale e professionale dal 1989 al 1995, anno della sua chiusura (era nata nel 1982).

In questi quattro anni la Newsletter ha seguito, commentato e sostenuto una piccola ma grintosa esperienza di volontariato culturale, quella dell’Associazione “Clemente Riva”, promotrice della Festa del libro e della lettura di Ostia e di tante altre iniziative tese a promuovere la cultura come spazio di novità e di curiosità. Ma al tempo stesso ha anche lanciato alcuni slogan e idee-motrici importanti negli editoriale di apertura. Ne cito alcuni: i libri sono il sangue della cultura, “abbookfatevi” (abbuffatevi di libri), rimettiamo in circolo i libri “svenuti” (cioè usati), la raccolta differenziata della memoria, attenzione alla malattia del “confrontismo” (che ci fa accontentare di essere solo appena un po’ migliori dei peggiori), il coraggio di “farsi pubblico” (l’invito cioè a partecipare a quegli eventi culturali che hanno valore per sé, dove non c’è una ragione di interesse o di vanità personale), l’augurarsi l’un l’altro “Buona Italia!”, diventare lettori per diventare cittadini, quel sottile disagio della “parolaccia passiva”, chi dona un libro dona un tesoro, “i libri, voto sulla vita”, chi legge aiuta anche te, digli di non smettere… Per non parlare delle “mele rosse della cultura” che i volontari regalano ad ogni occasione. Ispirandosi un po’ al racconto biblico di Adamo ed Eva e un po’ alla favola di Biancaneve, ma rovesciandone in positivo la carica simbolica, l’Associazione “Clemente Riva” invita tutti a “lasciarsi tentare dalla cultura”!

Un’ultima annotazione. L’eredità del settimanale storico della Rai viene tenuta viva su Facebook da un lontano parente di Gianni Raviele, Lorenzo Raviele, che cura il Gruppo “Prisma Tg1”, ricco di testimonianze e filmati d’epoca. A lui vanno i miei ringraziamenti sinceri per l’impegno e la passione con cui ricorda la cifra etica e professionale di un programma che è stato emblema della grande tv di una volta, una lezione alla quale dobbiamo ancora oggi guardare con instancabile e creativa fiducia.

Anche se appartiene al mondo della comunicazione online e non televisiva, “Prisma” tende a questi stessi obiettivi, seguendo le tracce di una informazione culturale capace di rispettare il lettore, di trasmettere valori forti e sicuri, di segnalare prodotti o eventi con onestà intellettuale e libertà di giudizio, facendo risaltare non solo ciò che di meglio offre il panorama culturale ma anche la voglia inesausta di vivere (meglio) le nostre vite proprio grazie alla cultura, all’arte, allo spettacolo. Grazie al bello che ci circonda: dal paesaggio alla poesia, dai musei ai romanzi, dalle canzoni al teatro. “Prisma” si sforza di offrire una piccola lanterna digitale che rappresenti, in questi tempi culturali piuttosto oscuri, una testimonianza autentica, una voce fuori dal coro, una scommessa diversa e costruttiva.

MONSTERS UNIVERSITY

MONSTERS UNIVERSITYMonsters University” è lo spumeggiangte sequel del 2013 di “Monsters & Co.”, capolavoro della Disney-Pixar, ora disponibile in dvd e blu-ray. In realtà, è un prequel, nel senso che racconta alcuni fatti accaduti “prima” della storia narrata nel film del 2001. In particolare, rievoca le origini dell’amicizia fra Mike e Sulley, i due “mostruosi” protagonisti, ai tempi dell’università: insomma, una sorta di “Attimo fuggente” in chiave ironica e fantasiosa, coloratissima e un po’ pazzoide. Nel mondo di Mike e Sulley, com’è noto, l’energia è fornita dalle urla dei bambini spaventati dai mostri. I due, ancora adolescenti, imparano che per realizzare il proprio sogno (diventare “spaventatori” professionisti) non basta essere bravi studenti (Mike) o eredi di una famiglia di successo in quel campo (Sulley). Bisogna credere profondamente in se stessi e nelle proprie capacità, fare gioco di squadra e di sponda, affidarsi anche a chi in apparenza non ha i numeri per “sfondare” e sembra destinato a rimanere sempre ai margini della competizione sociale.

Nei contenuti speciali, il classico cortometraggio d’apertura che racconta l’incontro fortunoso che porta allo sbocciare di una storia d’amore fra un ombrello blu e una deliziosa “ombrella rossa” in una ostinata giornata di pioggia.

LA RECENSIONE di Gabriella Lepre

copertina_babaFilippo detto Baba è un pelosetto speciale. Del resto, quale cane non lo è?! In brevi capitoli, tutti preceduti da una citazione rubata alla storia e dedicata proprio ai nostri amati quattrozampe, l’autrice racconta dodici lunghi e intensi anni di vita trascorsi insieme al suo migliore amico. Dal primo incontro, casuale ma folgorante, quando Filippo era una palla di pelo, alla diagnosi di un male che non dà scampo, passando per giochi e leccate, scodinzolate e corse, avventure, aneddoti, ricordi e momenti divertenti e spensierati.

Baba Mon Amour è un libro intriso di tenerezza in cui spicca l’amore incondizionato e sincero per Baba e di Baba, che assiste e accompagna l’autrice in tutte le fasi più importanti della sua vita, dal matrimonio, alla carriera, alle gioie più grandi come l’adozione di un figlio. Una storia d’amore a due e a quattro zampe destinata a non finire mai. Il libro è dedicato a tutti. Chi già possiede un animale si identificherà nei racconti di una quotidianità arricchita dalla presenza di un cane. Chi invece ancora non ce l’ha, inizierà a chiedersi dove sia il canile più vicino per poterne adottare uno. I diritti d’autore saranno devoluti interamente a LIDA – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, sezione di Moncalieri; LAV – Lega Anti Vivisezione, sezione di Torino; ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali, sezione di Torino; EIPA – Ente Italiano Protezione Animali; Scialuppa dei 4 zampe; A.C.P.R. – Associazione Cani con il Pigiama a Righe; I Canisciolti; Associazione Le Sfigatte.

L’autore. Paola Strocchio, torinese, è giornalista professionista. Animalista convinta e appassionata di sport, scrive su numerosi periodici e sul quotidiano CronacaQui, dove cura anche una rubrica dedicata a cani e gatti. In passato ha scritto Il vuoto dentro (2006, Bradipolibri), Appunti di viaggio. Come siamo diventati genitori di un bambino nato a 10mila chilometri da noi (2008, Bradipolibri), Toro, 100 anni di tifo (2006, Editoriale Argo), Calciomarcio Show (scritto a quattro mani con Francesco Caremani, 2006, Bradipolibri), Non sarò mai più la stessa (2009, Cosmopolis) e infine Torino è granata (2011, Bradipolibri). Mamma orgogliosa di un bambino nato in Cambogia, cura l’ufficio stampa del Cifa Onlus, ente che si occupa di adozioni internazionali.

LA STORIA DELLA ROYFILM. DECIMA PUNTATA: LA SECONDA META’ DEGLI ANNI SETTANTA (di Nunziante Valoroso)

Roberto de Leonardis, nella seconda metà degli anni ’70, continua a produrre, per la Royfilm, grandi edizioni italiane di grandi film. In questo periodo troviamo titoli davvero eccezionali. Dopo “L’esorcista”, il filone demoniaco è diventato uno dei più redditizi in tutto il mondo. Una delle saghe più popolari sull’argomento viene prodotta dalla 20th Century Fox con Il presagio (The Omen, 1976) ed i suoi due seguiti La maledizione di Damien (Damien: Omen II) e Conflitto Finale (The final conflict, 1981). De Leonardis adatta e produce il doppiaggio dei primi due episodi, interpretati rispettivamente da Gregory Peck e William Holden, entrambi doppiati da Massimo Foschi. Il successo non manca, del resto i film sono ben girati, il primo da Richard Donner, il secondo da Don Taylor.

guerre stellariMa è nel 1977 che il nostro Comandante si trova a realizzare, insieme a Mario Maldesi alla direzione del doppiaggio, uno dei suoi lavori più leggendari, sempre per la Fox: Guerre Stellari (Star Wars) film mitico che darà l’avvio ad una serie di pellicole leggendarie. De Leonardis e Maldesi saranno gli artefici anche delle belle edizioni italiane degli altri due capitoli di quella che diventerà, per gli appassionati di tutto il mondo, la “prima trilogia”: “L’impero colpisce ancora” (The empire strikes back, 1980) e Il ritorno dello Jedi (The return of the Jedi, 1983) e rimarranno leggendarie, per i fan italiani, le voci dei doppiatori, appartenenti alla prestigiosa cooperativa CVD: il compianto Claudio Capone (Luke Skywalker); Stefano Satta Flores, anch’egli prematuramente scomparso (Ian Solo); Ottavia Piccolo (Leila); Corrado Gaipa (Obi-Wan-Kenobi) e Massimo Foschi (Dart Fener).

Tanto per non perdere l’allenamento, nella stagione 1977/78incontri escono anche, tra gli altri, due “filmettini” sempre targati de Leonardis al doppiaggio: Incontri ravvicinati del terzo tipo (Closed encounters of the third kind) consacra il talento di Steven Spielberg come nuovo guru del cinema fantastico (e il suo attore–feticcio Richard Dreyfuss è magnificamente doppiato da Pino Colizzi, mentre direttore del doppiaggio è un certo Renato Izzo) e Il maratoneta (The marathon man), thriller mozzafiato diretto per la Paramount da John Schlesinger che sfodera un cast da brivido con Dustin Hoffman, Roy Scheider e un satanico Laurence Olivier, magnificamente serviti al leggio rispettivamente da Giancarlo Giannini, Luigi Vannucchi e Massimo Foschi.

Ancora grandi pellicole vengono adattate alla Royfilm per la stagione 1978/79: ecco il celebre Tornando a Casa (Coming home, 1978), pregnante raffigurazione della tragedia dei reduci del Vietnam, interpretata da Jane Fonda e Jon Voight, entrambi premiati con l’Oscar e ottimamente serviti al doppiaggio da Maria Pia di Meo e Massimo Turci; l’agghiacciante thriller parapsicologico di Brian de Palma Fury (The Fury, 1978) interpretato da Kirk Douglas (doppiato da Sergio Rossi) e John Cassavetes (voce di Pino Colizzi) e dai giovani Amy Irving e Andrei Stevens a cui danno voce Roberta Paladini e Massimo Giuliani.

I due film della stagione targati Royfilm che ricordo con maggior piacere e tenerezza sono però Il paradiso può attendere (Heaven can wait, 1978), uscito a dicembre 1978, delizioso rifacimento targato Paramount della commedia anni ’40 L’inafferrabile Signor Jordan, in cui spiccano i protagonisti Warren Beatty e Julie Christie doppiati alla grande da Pino Colizzi e Maria Pia di Meo (l’ineffabile signor Jordan, misteriosa guida verso l’aldilà, che era appannaggio di Claude Rains nel film originale, è qui ricreato da James Mason, doppiato da Giorgio Piazza) e il supercolossal Superman–il Film (Superman–the movie, 1978), realizzato da Richard Donner per la Warner Bros, con due protagonisti ispirati come Christopher Reeve nel ruolo di Clark Kent alias Superman e Margot Kidder nella parte di Lois Lane, a cui si aggiunge uno straordinario Gene Hackman nella parte di Lex Luthor. Il delizioso doppiaggio, con gli spumeggianti dialoghi del Comandante e l’ispirata direzione di Renato Izzo, vede protagonisti ancora Colizzi e la di Meo, mentre Sergio Fiorentini si diverte a ricreare la caratterizzazione di Hackman e il grandissimo Peppino Rinaldi è la guest star della prima mezz’ora quale voce di Marlon Brando, star capricciosa e superpagata nel ruolo del padre di Superman, Jor-El.

hairRoberto de Leonardis non si smentisce neppure nella stagione successiva, 1979/80. I film da lui adattati nel periodo fanno ormai parte quasi tutti della leggenda del cinema moderno. A settembre ecco Hair, popolare versione cinematografica, intrisa di nostalgia, del famoso spettacolo di Broadway di fine anni ’60: la guerra del Vietnam è ormai lontana ma le sue ferite sanguinano ancora e, comunque, sul fascino di canzoni come Aquarius e Let the sunshine in c’è poco da obiettare. Grandi protagonisti John Savage (voce di Sergio di Giulio) e Treat Williams, doppiaggio ispirato diretto dalla grande Fede Arnaud.

I miti continuano: ad ottobre esce Alien, diretto da Ridley Scott, assoluto mito del genere fantascientifico con una grande Sigourney Weaver quale protagonista (doppiata da Ada Maria Serra Zanetti); lo segue a ruota Sindrome Cinese (The China Sindrome, 1979), diretto da James Bridges, primo grande film a trattare il problema dei disastri nucleari, con un tris di protagonisti leggendari quali Jane Fonda, Jack Lemmon e Michael Douglas. Le loro voci italiane sono Maria Pia di Meo, Peppino Rinaldi e Pino Colizzi: francamente al doppiaggio non si può chiedere di più.

A novembre, ecco l’uscita sui nostri schermi di un altro colosso, opera stavolta di Francis Ford Coppola, che lascia il segno: Apocalypse Now. Si tratta di una vera e propria discesa nell’inferno della guerra, con protagonisti quali Marlon Brando (voce di Sergio Fantoni), Robert Duvall (voce di Gianni Marzocchi) e Martin Sheen (voce di Pino Colizzi). Dirige ancora una volta Renato Izzo.

I successi della Royfilm continuano nella primavera del 1980 con Star Trek, il film (Star Trek-the movie, 1979), attesa versione cinematografica, affidata al veterano Robert Wise, su soggetto dello scrittore Alan Dean Foster, della popolare serie TV. Dirige il doppiaggio ancora una volta Renato Izzo, mentre il capitano Kirk di William Shatner ha la voce di Romano Ghini, il dottor Spock di Leonard Nimoy quella di Vittorio di Prima e Pino Locchi doppia il Dr. McCoy interpretato da DeForest Kelley.

Nell’aprile del 1980 ecco il ritorno alla regia di Roman Polanski che, nel suo adattamento del romanzo di Thomas Hardy Tess dei D’Urbervilles intitolato semplicemente Tess (id. 1979), si avvale dell’acerbo talento della sua giovane compagna, Nastassja Kinski. I dialoghi del Comandante arricchiscono non poco la resa della pellicola, ma altri grandi film lo aspettano nella stagione successiva…

SERVIZI EDITORIALI PER SOSTENERE LA “CLEMENTE RIVA” DI OSTIA

Narratori, poeti, giornalisti, blogger: chiunque abbia familiarità, passione e interesse per la scrittura e l’editoria, può rivolgersi all’Associazione culturale “Clemente Riva” di Ostia per chiedere consulenze, supervisioni, lavori di editing, prefazioni, recensioni, contatti con la stampa e presentazioni di libri.

A chi usufruisce di questi servizi si chiede un’offerta libera da donare all’Associazione stessa per sostenere le sue attività in favore della promozione culturale e della circolazione dei libri. Per informazioni e contatti: assclementeriva@gmail.com, g.maritati@tiscali.it. In ogni caso, a chiunque voglia aiutarci, anche con un piccolo contributo, ricordiamo il nostro Codice Iban: IT 10 N 08327 03231 000000006461.

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  1. agiuffrida ha detto:

    Prisma è la voce di Ostia!

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