PUBBLICATO PRESSO L’EDITORE DIGITALE “YOU-CAN-PRINT” IL NUOVO ROMANZO DI MONIA IORI “IL FARO”. ECCO LA PREFAZIONE

Il Faro - Monia Iori

Le infinite sfumature dell’esperienza d’amore offrono infinite possibilità espressive agli scrittori di ogni tempo e di ogni luogo. Su una di queste sfumature si è sintonizzata la sensibilità forte e poetica di una giovane autrice di Anzio: Monia Iori. Grazie alle pagine di questo suo nuovo romanzo, “Il faro”, veniamo catturati in una suggestiva dimensione sospesa tra sogno e realtà, tra pienezza di vita e desiderio di vita: lasciandoci addosso l’ansia di un approccio più vero e più umano al grande mistero dell’esistenza.

Monia Iori conferma qui il suo talento narrativo e si affaccia con rinnovata fiducia sul palcoscenico della letteratura italiana contemporanea. “Il faro” è l’inedito che le ha fatto vincere la quinta edizione del Premio nazionale “Massimo Di Somma”, articolato in tre sezioni (Letteratura, appunto, ma anche Musica e Arti figurative) e promosso da “Approdo alla lettura”, la storica manifestazione socio-culturale che, attiva ad Ostia da molti anni, rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile nella vita del Litorale romano.

La giuria, espressa dall’Associazione culturale “Clemente Riva” di Ostia, ha premiato l’autrice con questa motivazione ufficiale: “Ispirato da una grande passione per l’amore e per la vita, il romanzo conquista il lettore con la sua vena poetica, il suo originale sguardo sul mondo e sui rapporti umani, la sua preziosità stilistica e linguistica. L’autrice riesce a raccontare una storia d’amore fresca e sorprendente, in bilico fra dolore ed ebbrezza, tormento e felicità. Una storia d’amore sospesa fra terra e cielo, ricca di suggestioni mitologiche, con un finale a sorpresa che investe le pagine precedenti di una luce intensa e fissa nella memoria del lettore la figura della protagonista, voce narrante di una storia che conquista uno spazio tutto suo nel meraviglioso mondo della creazione letteraria”.

Auguriamo a questo romanzo e alla sua autrice di fare un bel pezzo di strada nella considerazione della critica letteraria e soprattutto nell’affetto e nella gratitudine dei lettori. Perché la vita ha sempre più bisogno di libri che siano “faro” per i giorni che ci attendono.

GLI AEROPLANI DI “PLANES” ATTERRANO PER PRIMI SUL RED CARPET DEL FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA.

LA RECENSIONE DEL FILM (di Diletta Labella)

PLANES DisneyPiù che un red carpet, una vera e propria pista di atterraggio con tanto di hostess di volo e piloti ha inaugurato il Festival del Cinema di Roma, dando il benvenuto a Planes, il nuovo film dei Disney Toon Studios e diretto da Klay Hall. Una festa che ha divertito i bambini provenienti dalle scuole della capitale, grazie anche al tocco magico delle scenografie, della moltitudine di palloncini e della musica. L’Auditorium Parco della Musica si è trasformato in un ‘gate’ aeroportuale, dove i piccoli ospiti, dopo aver fatto il check in, hanno mosso i loro passi verso Dusty, l’ambizioso aereo agricolo desideroso di volare in alta quota con i suoi compagni di avventura, tutti fedelmente riprodotti in sagomato 2D e sospesi in aria.
Sulla pista rossa sono infine atterrati i doppiatori del film: il tenore
Gianluca Terranova che presta la voce all’esuberante El Chupacabra, il giornalista sportivo Gianfranco Mazzoni che torna ad animare Brent Mustangburger, il cronista già incontrato inCars 2,e l’insegnante d’inglese John Peter Sloan è il saggio Bulldog.PLANES-DILETTA

Insieme a loro c’era anche Roberto Morville, direttore artistico della Walt Disney Italia che ho avuto il piacere di conoscere. Davvero una persona molto gentile e disponibile che mi ha dato delle chicche in anteprima su Saving Mr Banks, il nuovo film della Disney che uscirà nelle sale italiane il 20 febbraio 2014 😉

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Negli ultimi anni sembra che l’animazione americana abbia un debole per le sceneggiature basate sul mondo delle corse. Nel 2006 uscì Cars, seguito da Cars 2 del 2011. Nello scorso mese di Dicembre fu la volta di Ralph Spaccatutto con la scena della grande gara finale e non più di due mesi fa la Dreamworks ci ha raccontato la storia di Turbo, una lumaca con la passione per l’alta velocità. Ora è il momento di “Planes”, in uscita in contemporanea con la presentazione al Festival del Cinema di Roma 2013 nella sezione Alice nella Città. Una pellicola molto carina e che riesce ad intrattenere il pubblico, ma nonostante ci venga costantemente ricordato che il film arriva “dai cieli sopra il mondo di Cars”, ahimè per lui non riesce a volare fino alle alte vette toccate dai film della Pixar. Dal titoli si intuisce che questa volta parliamo di aeroplani. In particolare di Dusty, un piccolo aereo da campagna che stanco di fertilizzare i campi, sogna di gareggiare nella competizione aerea più importante del mondo, nonostante la sua fobia per l’altitudine e la sua struttura anatomica. Dunque Planes è praticamente Cars ambientato nei Cieli? Bhè effettivamente la formula che è stata adottata è la stessa: l’outsider che vuole diventare un campione nonostante le sue menomanze fisiche, il vecchio saggio che lo aiuta con i suoi preziosi consigli, gli amici che fanno il tifo…ecc…
Il senso di déja-vu viene accentuato quando assistiamo alla “gara internazionale” che ha caratterizzato Cars 2. Anche qui troviamo la sfilza di aeroplani che provengono da tutte le parti del mondo e ci divertono con i loro stereotipi, tra i quali El Chupacabra il latin lover messicano e Bulldog l’aereo inglese con il suo accento tipico.
Anche gli altri personaggi non si discostano molto da quelli di Cars. Tutti molto simpatici ma anche qui ritroviamo il personaggio svitato amico del protagonista e il veterano-lancia-consigli dal passato glorioso ma altrettanto misterioso. Tale lacuna però viene colmata con l’accattivante apparato visivo e le forti scene d’azione. Il regista
Klay Hall con trucchi cinematografici e zoomate riesce a portarci l’adrenalina a livelli altissimi in conformità con le dinamiche delle gare. La struttura narrativa è abbastanza semplice, la quale rende il film adatto a un pubblico di bambini. Anche il messaggio che ci trasmette è molto didattico: credendo in se stessi e superando le proprie paure, si può raggiungere qualsiasi obiettivo prefissato. Costato 50 milioni di dollari, ne ha già incassati più di 90 milioni nel solo territorio americano. Tale successo ha incentivato il produttore esecutivo John Lasseter a svilupparne un sequel previsto per Luglio 2014. Planes forse non sarà il filmone dell’anno e fa fatica a decollare ma è sicuramente un film d’intrattenimento che delizierà gli spettatori più piccoli.

LA FABBRICA DEI SOGNI: VIAGGIO NELLA STORIA DELLA ROYFILM. OTTAVA PUNTATA. ANCORA NEGLI ANNI ’70: DISASTER MOVIES, UN FOLLE PER CASO E TRUFFAUT (Di Nunziante Valoroso)

poseidon

Scorrendo ancora l’immenso parco titoli adattato da Roberto de Leonardis, troviamo altri film che hanno fatto la leggenda del cinema degli anni ’70, americano ma anche europeo. Spiccano innanzitutto due celebri produzioni di Irwin Allen del genere “catastrofico” come L’avventura del Poseidon (The Poseidon Adventure, 1972), prodotto dalla 20th Century Fox e lo straordinario Inferno di Cristallo (The towering Inferno, 1974), sempre realizzato dalla Fox, ma stavolta in compartecipazione con la Warner Bros. Il primo, vincitore di due Oscar (migliore canzone e migliori effetti speciali) è la avvincente cronistoria di un disastro in cui la nave da crociera Poseidon viene investita da una ondata gigantesca, durante un maremoto, e finisce capovolta nell’oceano. L’odissea di alcuni superstiti che dovranno farsi largo in un mondo totalmente a testa in giù per arrivare allo scafo della nave in superficie è narrata con l’ausilio di colpi di scena emozionanti dal regista Ronald Neame. Non meno emozionante è il doppiaggio, che annovera voci celebri come Giorgio Piazza (il comandante, interpretato dall’eroe del classico di fantascienza Il pianeta proibito Leslie Nielsen), Gabriella Genta (Shelley Winters), Dante Biagioni (Roddy McDowall) e Giacomo Piperno (un superbo Gene Hackman nel ruolo di un prete anticonformista). Il film è un enorme successo e darà l’avvio a tutta un’altra serie di avventure del genere, come ad esempio Terremoto, prodotto dalla Universal, e Swarm, prodotto sempre da Allen e dalla Warner Bros.

Il più celebre esempio del genere rimane però senza dubbio
infernodicristallo
L’inferno di cristallo, diretto dallo stesso Allen insieme a John Guillermin, in cui assistiamo all’incendio del grattacielo più alto del mondo, proprio la sera della sua inaugurazione, a causa di un impianto elettrico non conforme agli standard di sicurezza. Un grande cast tutto di stelle, guidato da Paul Newman e Steve McQueen (ci sono William Holden, Faye Dunaway, Richard Chamberlain e perfino Fred Astaire, in un ruolo che gli valse la sua unica candidatura agli Oscar, e Jennifer Jones) e una serie di mirabolanti effetti speciali che fanno del film un vero classico moderno. Il doppiaggio italiano poi non fa che aggiungere fascino, con al leggio nomi come Peppino Rinaldi (Newman), Sergio Rossi (McQueen), Giorgio Piazza (Holden), Vittoria Febbi (Dunaway) e Sandro Iovino (Chamberlain), con la ciliegina sulla torta di Giulio Panicali (che ha diretto per de Leonardis tantissimi doppiaggi Disney e non) come voce di Astaire e la straordinaria Anna Miserocchi come doppiatrice di Jennifer Jones. È un peccato che questo straordinario doppiaggio sia stato frettolosamente rifatto nel 2003 per l’edizione in dvd del film, con voci interessanti ma non al livello di quelle mitiche della C.D. (Gino la Monica doppia Steve McQueen e Massimo Corvo doppia Paul Newman). Il comandante de Leonardis ha sempre avuto un occhio di riguardo per le edizioni di raffinati film europei e uno dei suoi registi favoriti è stato il grande Francois Truffaut.

effettonotteEcco quindi che la bella edizione italiana di quello che potrebbe essere forse il capolavoro del regista francese, Effetto Notte (La nuit americane, 1973) porta la sua firma. Il doppiaggio, realizzato con la collaborazione delle classiche voci della C.D. è ovviamente da manuale. Cesare Barbetti doppia lo stesso Truffaut, mentre Jean – Pierre Léaud, classico alter ego del regista, si avvale del talento di Massimo Turci. Rita Savagnone doppia Jacqueline Bisset, mentre Peppino Rinaldi si occupa, come aveva già fatto altre volte in passato, di Jean Pierre Aumont. Valentina Cortese fu nominata all’Oscar per la sua interpretazione della svampita attrice Severine e si doppia da sola in modo eccellente.

La seconda metà degli anni ’70 si apre con un film straordinario, cuculoche ottiene un enorme successo in tutto il mondo e rende finalmente il suo protagonista, Jack Nicholson, una vera icona di Hollywood. Stiamo parlando di Qualcuno volò sul nido del cuculo (One flew over the cuckoo nest, 1976), la celebre pellicola prodotta da Michael Douglas e diretta da Milos Forman che narra le vicende di Randle Patrick McMurphy (Nicholson) l’uomo sospettato di follia che arriva nell’Ospedale Psichiatrico di Stato di Salem e ne sovverte totalmente le regole, provocando l’entusiasta adesione di tutti i degenti, spinti a farsi valere come persone e ad esprimersi liberamente, contro l’austera disciplina imposta dalla caposala, l’infermiera Ratched (interpretata magnificamente da Louise Fletcher). Il doppiaggio è stato diretto da Mario Maldesi, con la partecipazione degli attori della CVD e i bravissimi Adalberto Maria Merli e Benita Martini nei ruoli dei protagonisti. Il film vinse, tra i ventotto premi internazionali conquistati in totale, cinque Oscar (miglior film, regia, attore protagonista, attrice protagonista e migliore sceneggiatura) e due David di Donatello al regista Forman e a Nicholson.

Per gli appassionati dell’home cinema ricordo che L’avventura del Poseidon è disponibile in blu ray disc grazie alla 20th Century Fox, mentre L’inferno di cristallo e Qualcuno volò sul nido del cuculo sono distribuiti su dischetto blu dalla Warner.

PRISMA

http://associazioneclementeriva.wordpress.com; prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

Direttore: Gianni Maritati

Coordinamento redazionale: Ruggero Pianigiani

Caporedattore: Chiara Ferraro

In redazione: Andrea Buda, Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Simona Di Michele, Francesco Ferraro, Liliana Fiorella, Germana Linguerri, Paola Mancurti, Pietro Olivieri, Elisa Palchetti, Sergio Ronci, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Giovanna Scatena, Nunziante Valoroso

NUMERO ISCRITTI ALLA NEWSLETTER: 414.

 

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