PER FAVORE, DATECI UNA FICTION SU MANZONI (E ROSMINI)

1La scuola lo ha consacrato come uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, ma spesso lo ha anche trasformato in un incubo agli esami e alle interrogazioni, in un “mattone” difficile da digerire: Alessandro Manzoni. I suoi “Promessi sposi”, dopo tante versioni per piccolo e grande schermo, sono diventati anche un musical, messo in scena nello stadio San Siro, a Milano, e trasmesso in prima serata su Rai Uno (diffuso poi anche in dvd). E’ un’operazione culturale di grande livello. Ma all’appello (diciamo così) manca ancora il genere più popolare della tv: la fiction. Nonostante la popolarità letteraria, la sua vita non è mai stata raccontata. Eppure sarebbe una bella impresa. Anche perché la sua è stata una “vita-contro”, a cominciare dalla nascita “illegittima” che ha segnato i suoi complessi rapporti con la figura paterna. Attraverso la sua storia personale, si rievoca un’epoca straordinaria, dalla Rivoluzione Francese al Risorgimento, da Napoleone a Roma Capitale. 

A proposito. Manzoni, cattolico integrale ma non integralista, sognava un’Italia unita con Roma Capitale, appunto, scandalizzando i benpensanti che difendevano l’ormai antistorico potere temporale dei papi… Per non parlare poi2 della sua sfera privata (due mogli, nove figli, un figliastro e una galassia di nipoti), del suo ruolo immenso nella storia della lingua italiana e della smisurata popolarità dei suoi personaggi: non solo gli inevitabili “promessi sposi” con tutto il resto del cast romanzesco, ma anche Adelchi, Ermengarda, lo stesso Napoleone del “Cinque Maggio”, il conte di Carmagnola e tanti altri… Gli appassionati di critica letteraria leggono con piacere il suo saggio sul Romanzo storico e quelli di filosofia e teologia sia le “Osservazioni sulla morale cattolica” sia gli scritti ispirati alla sua speciale amicizia con Antonio Rosmini (anche lui meriterebbe una bella fiction!). E la “Storia della colonna infame”? Ancora oggi, un monumento contro l’ignoranza che si fa intolleranza.

Vent’anni fa, pubblicai il mio primo libro, basato sulla tesi di laurea conseguita quattro anni prima, con l’editrice Città Nuova: “Parola e linguaggio in Manzoni”.
Lo ammetto. Fin dal liceo, sono stato forse uno dei (pochi?) fan di Manzoni, ma non in modo acritico. Non era un santo, non era perfetto. Ma aveva il pregio della chiarezza e dell’onestà intellettuale, il senso dei valori e della fede, l’intuito poetico e lo scatto narrativo. Per questo e per molto altro ancora, chiedo agli sceneggiatori e ai produttori: scrivete e realizzate una fiction sulla vita di Alessandro Manzoni, padre della lingua, della patria e del romanzo. Ne abbiamo bisogno per capire le nostre radici popolari, l’identità della nostra nazione, il respiro della nostra ricerca culturale e religiosa. 

PRISMA

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Direttore: Gianni Maritati

In redazione: Andrea Buda, Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Simona Di Michele, Chiara Ferraro, Francesco Ferraro, Liliana Fiorella, Germana Linguerri, Paola Mancurti, Pietro Olivieri, Elisa Palchetti, Ruggero Pianigiani, Sergio Ronci, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Nunziante Valoroso

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