“LA PRINCIPESSA E IL RANOCCHIO”, I COLORI CONTRO IL RAZZISMO

Si chiama Tania ed è la prima principessa afro-americana del mondo Disney. E’ lei la protagonista del 49.esimo grande Classico della Casa di Topolino, “La principessa e il ranocchio”, che riprende la tradizione del musical a disegni animati. Ambientato a New  Orleans negli anni Trenta del secolo scorso, il film racconta la storia di una bella ragazza di colore che coltiva un sogno: aprire un ristorante. L’incontro con Naveen, un principe ranocchio che vuole tornare ad assumere la forma umana, unirà i loro destini nel segno dell’amore. Sulloprisma sfondo, una società che deve imparare a capire i valori dell’integrazione e dell’armonia, superando diffidenze e paure irrazionali. Una sinfonia di colori contro il razzismo, una fiaba moderna per capire quanto siano immotivate tante nostre paure.Il film segna anche il ritorno all’animazione tradizionale in 2D, quella disegnata a mano, che ha il suo modello assoluto in “Biancaneve e i sette nani”, del 1937. Alla bontà di Biancaneve, Tiana aggiunge la sua determinazione di ragazza emancipata, coraggiosa e caparbia: unaprincipessa del nostro tempo. Attorno a lei, un gruppo di personaggi che restano nel cuore e nella memoria, perfino il cattivo di turno, il mago voodoo. E poi, un simpatico alligatore amante del jazz, una vecchia strega che cucina una zuppa miracolosa e, soprattuto, la lucciola Ray innamorato di una stella. Quest’ultima è una storia “minore” rispetto a quella di Tiana e Naveen ma non meno importante, specie se si pensa che la stella si chiama Evangeline… Per tutti è un amore assurdo, impossibile. La morte di Ray, che si “ricongiunge” in cielo con la sua stella, è uno dei momenti più toccanti del film. Raramente un film dal vero sa essere così espressivo. E’ la magia sempreverde dell’arte dell’animazione, che sa toccare le corde più intime del cuore.

 

“GIOVANNI E PAOLO”, UN CARTOON PER NON DIMENTICARE

Un bellissimo e suggestivo cartoon dedicato alla memoria dei magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino realizzato da Rai Fiction e dallo Studio palermitano Larcadarte in collaborazione con la Regione Sicilia. S’intitola “Giovanni e Paolo, e il mistero dei pupi” e racconta la storia di due ragazzini che, amici nella Palermo degli anni Cinquanta, imparano presto a contrastare il male nella persona di un mago cattivo (trasparente metafora della mafia) che toglie l’anima alle persone e le trasforma in “pupi”, senza volontà e senza dignità. Con il linguaggio dell’animazione, “Giovanni e Paolo” manda un messaggio di speranza e di solidarietà che arriva dritto al cuore di tutti, non solo dei bambini e dei ragazzi. Fin dalla più tenera età, l’educazione al senso di giustizia e alla legalità è fondamentale per sperare in una società migliore. Altrimenti, il sacrificio di Falcone e Borsellino sarebbe vano. Ecco perché bisogna vedere questo cartoon, straordinario omaggio in forma di favola a due grandi figure del nostro tempo che nessuno può e deve dimenticare. Invece, il rischio c’è, ed è gravissimo. Questo cartoon va visto e rivisto, va portato nelle scuole e nelle comunità, deve diventare spunto per ricerche scolastiche, discussioni, iniziative sociali e culturali. Deve essere un punto di riferimento culturale per tutti coloro che credono nella lotta contro la criminalità organizzata e contro l’omertà. Ma “Giovanni e Paolo” non è solo un veicolo di ossigeno morale, è prima di tutto un bel prodotto audiovisivo, una storia colorata e animata che emoziona e sorprende. A cominciare dalle voci dei personaggi, fra le quali spiccano quelle di Leo Gullotta e Donatella Finocchiaro. Anche loro testimoni di un’Italia che non dimentica mai l’esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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PRISMA

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Direttore: Gianni Maritati

In redazione: Andrea Buda, Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Simona Di Michele, Chiara Ferraro, Francesco Ferraro, Liliana Fiorella, Germana Linguerri, Paola Mancurti, Pietro Olivieri, Elisa Palchetti, Ruggero Pianigiani, Sergio Ronci, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Nunziante Valoroso

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