LA POESIA, BUSSOLA DI QUESTO “DECENNIO BREVE”

 Viviamo in “un mondo senza equilibri”, in un “universo in continua trasformazione”. Ce lo ricorda il filosofo Tullio Gregory presentando “Terzo Millennio”, la nuova iniziativa enciclopedica della Treccani in sei volumi dedicata al XXI secolo. Con l’aiuto di decine di esperti e specialisti, l’opera ci permette di riflettere su questo “decennio breve” che ci siamo appena lasciati alle spalle. Il decennio viene definito “breve” perché più esattamente possiamo collocarlo, con epicentro a New York, fra l’attentato alle Torri Gemelle (11 settembre 2001) e la crisi finanziaria del 2008.

Ebbene, tra le mille difficoltà e contraddizioni del nostro tempo, abbiamo ancora fra le mani una bussola, un faro, una stella polare: la poesia. Tutta la grande e bella poesia, dai poemi omerici ai versi scritti in “sms”, dai classici e ai contemporanei, dai poeti famosi a quelli sconosciuti. Mentre sociologi ed economisti raccontano questo complicato presente nelle enciclopedie (e siamo loro grati), i poeti ce ne danno il senso. Come fanno dalla notte dei tempi.

Per questo bisogna tornare a leggere le poesie. Per questo bisogna incoraggiare i concorsi poetici, organizzandoli o partecipandovi. Certo, una manciata di versi spesso richiede più concentrazione mentale e più partecipazione emotiva rispetto a un romanzone di cinquecento pagine che scorrono come l’acqua. Ma alla fine la soddisfazione è garantita, e quella manciata di versi ci ha regalato un’emozione in più da collezionare nella memoria o un sogno in più da trasformare in miracolo quotidiano. E se qualcuno sente di aver perso il contatto con la poesia, può essere utile ritornare con la mente alle filastrocche imparate da bambino oppure ai versi che a scuola abbiamo mandato giù a memoria: insomma, “ripartire” da quel bagaglio poetico che ciascuno di noi custodisce dentro come un tesoro nascosto. Un tesoro che aspetta solo di essere riscoperto e sciolto nel sangue della vita di tutti i giorni (l’immagine è tratta da http://lacomunidad.elpais.com).

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 VIVA I FILM “GRIGI”!

 Quando mio figlio Francesco aveva quasi 10 anni, mi chiese: “papà, perché guardi sempre i film grigi?”. Per “film grigi” Francesco intendeva i film in bianco e nero.

E’ vero, spesso mi immergo con piacere nella visione dei bei film di una volta, con quel bianco e nero che divideva il mondo fra bene e male, ma sapeva anche cogliere le sfumature e raccontare le complessità della vita (il “grigio”, direbbe Francesco). Mi ci immergo con una buona dose di nostalgia per quel cinema pulito, ingenuo forse, ma sempre ricco di emozioni sincere e di avventure allo stato puro. Mai una caduta di stile, mai una volgarità. E poi, solo grandi attori e grandi registi. Penso ai film di Frank Capra (la foto di questo primo numero di “Prisma” è dedicata a lui, un mio mito personale), di Charlie Chaplin, di Billy Wilder, di John Ford e tanti altri. Ma penso anche ai film del giovanissimo Vittorio De Sica, giusto per citare qualche italiano, o di Rossellini e Visconti nella stagione del Neorealismo.

Se la tv e il cinema di oggi spesso deludono, un vecchio film in bianco e nero, riproposto in dvd, ti sorprende con il suo garbo fuori moda, pulisce gli occhi appannati dalla noia di un lungo pomeriggio invernale, ti “risolve” una serata senza sbocchi alternativi…

Non ricordo più chi ha detto (forse Francis Ford Coppola) che quando andiamo al cinema, è come se andassimo a votare. Se paghiamo il biglietto per andare a vedere film noiosi, mediocri o volgari, ingrasseremo quei produttori e quei registi che puntualmente continueranno a rifilarci film noiosi, mediocri o volgari. Se invece premiamo i film di qualità, produttori e registi sono “costretti” a realizzare film di qualità. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire a innescare questo “circolo virtuoso”.

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PRISMA

http://associazioneclementeriva.wordpress.com; prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

Direttore: Gianni Maritati

In redazione: Andrea Buda, Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Simona Di Michele, Chiara Ferraro, Francesco Ferraro, Liliana Fiorella, Germana Linguerri, Paola Mancurti, Pietro Olivieri, Elisa Palchetti, Ruggero Pianigiani, Sergio Ronci, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Nunziante Valoroso

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