IN PRIMO PIANO

MARTEDI’ PROSSIMO, 23 APRILE, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO, L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “CLEMENTE RIVA” DI OSTIA ORGANIZZA UNA CENA “SOCIO-LETTERARIA” PRESSO IL COMITATO DI QUARTIERE OSTIA NORD. APPUNTAMENTO ALLE ORE 20. CON UNA OFFERTA DI 5 EURO, SI POSSONO RICEVERE TRE LIBRI (DA SCEGLIERE FRA CENTINAIA MESSI A DISPOSIZIONE) E PARTECIPARE A UNA SIMPATICA PIZZATA. L’INVITO E’ RIVOLTO A TUTTI GLI AMICI E AI SIMPATIZZANTI DELL’ASSOCIAZIONE. 

CHI LEGGE, AIUTA ANCHE TE: DIGLI DI NON SMETTERE…

  … Si potrebbe sintetizzare così, parafrasando un vecchio slogan, l’amore per il mondo dei libri e della lettura. Una passione che non è Duilio-copertina aprile 2013solo fonte di gioia e di relax, ma soprattutto un aspetto cruciale del nostro cammino di civiltà. Da sempre, i libri sono capsule del tempo e della sapienza che accompagnano la nostra crescita morale, culturale e sociale. Chi legge tanto, e legge bene, “rischia” di essere una persona informata, dotata di spirito critico, attiva e consapevole. Come il cinema, il mondo dell’editoria è al tempo stesso una fabbrica di sogni, ma anche una palestra di impegno e di solidarietà. Queste riflessioni ispirano il cammino dell’Associazione culturale “Clemente Riva” di Ostia, nata tre anni fa nel nome di un vescovo ausiliare di Roma, religioso rosminiano (1922-1999) che ha legato il suo nome al Litorale Romano e che ha brillato sia come apostolo del dialogo ecumenico e interreligioso sia come promotore della cultura illuminata dai grandi valori umani, spirituali e religiosi. Espressione più alta dell’impegno dell’Associazione è la “Festa del libro e della lettura di Ostia” che, al ritmo di tre edizioni all’anno, di recente è approdata alla decima e che quasi sempre si svolge nel Teatro-Salone della Parrocchia di S.Monica ad Ostia Lido. L’obiettivo principale è quello di creare un ponte solido fra cultura e solidarietà: le libere offerte raccolte con i libri esposti nel “mercatino della solidarietà” (frutto di tantissime donazioni) servono a sostenere concretamente alcune realtà di volontariato sociale e missionario. E’ sempre piacevole ricordare che la prima biblioteca pubblica nell’antica Roma nacque grazie ad un amico di Giulio Cesare: Asinio Pollione, poliedrica figura di oratore, generale, poeta, storico e uomo politico. Secondo alcune fonti, Asinio Pollione volle costruirla nell’atrio del Tempio della Libertà.

SONY DSC Siamo nel primo secolo avanti Cristo e dunque da oltre duemila anni i libri si propongono come magnifici strumenti di libertà: dall’ignoranza, dai pregiudizi, dalla disinformazione, dall’isolamento. L’inchiesta di questo numero di “Duilio” ci dimostra che stiamo percorrendo una strada giusta, senza alternative. Sfidando la tristezza delle statistiche, che parlano di un Paese di non-lettori, dobbiamo leggere tanto e leggere bene: libri, ma anche giornali, riviste, fumetti, cataloghi d’arte… Premiando i migliori testi e gli autori migliori. Per costruire, nelle coscienze, una società fatta da persone informate, critiche e intelligenti, persone che amano i sogni e le emozioni.

(La foto, di Aurelia Balletta, s’intitola “La cultura nutre” e nel marzo scorso ha vinto il primo premio della prima edizione del Concorso “Fotolibrando” promosso dall’Associazione culturale Clemente Riva di Ostia. Questo articolo appare come editoriale al numero di aprile del mensile “Duilio”, edito da Publidea95 e diretto da Caterina Dini; numero interamente dedicato alla lettura; vedi http://www.publidea95.com)

LA FABBRICA DEI SOGNI: VIAGGIO NELLA STORIA DELLA ROYFILM. SECONDA PUNTATA. 1949/1959: PER IL COMANDANTE, CLASSICO E’ BELLO (IL COMANDANTE E I GRANDI REGISTI) di Nunziante Valoroso

luci-della-ribaltaEccomi ancora una volta a ripercorrere la straordinaria storia delle versioni italiane dei film realizzati da Roberto De Leonardis. Con questa puntata inizio a parlare del suo lavoro per le altre case di produzione diverse dalla Walt Disney. Scorrendo i titoli si rimane comunque sbalorditi: si tratta di oltre un trentennio di adattamenti in cui sono racchiuse opere di autentico prestigio del cinema americano, inglese, francese, senza contare le collaborazioni alle sceneggiature di film italiani. L’elenco dei film adattati negli anni ’50 è sicuramente incompleto ma i titoli presenti sono straordinari. Cominciamo dal celeberrimo Mago di Oz (The wizard of Oz), prodotto nel 1939 dalla MGM, interpretato da Judy Garland e giunto da noi nella primavera del 1949. La pellicola inizialmente non ebbe un grande successo, neppure in patria, tanto che, da noi, non fu neppure distribuita dalla MGM ma da una piccola casa indipendente, la C.I.A. (Cinematografiche Internazionali Associate). La versione italiana, però, fu appunto affidata al Comandante che ne approfittò per mettere a frutto il suo stile, già deliziosamente “disneyano” . Dato che, putroppo, la C.I.A. non ha a disposizione la colonna internazionale del film, il commento musicale viene brutalmente sostituito da una partitura nostrana, opera del maestro Ezio Carabella  (che peccato, per una colonna sonora vincitrice dell’Oscar) ma le canzoni rimangono quelle originali, tutte fedelmente riarrangiate e doppiate in italiano con i testi di De Leonardis, tranne Over the rainbow, che resta in inglese. Il colpo di genio è affidarne il doppiaggio al Quartetto Cetra, che replica l’eccelso risultato ottenuto con Dumbo. Anche le voci italiane, appartenenti alla gloriosa CDC, sono eccezionali: Miranda Bonansea per Dorothy (Judy Garland), Wanda Tettoni per la Strega (Margaret Hamilton), Renata Marini per Glinda la Strega Buona (Billie Burke) , Olinto Cristina per il Mago (Frank Morgan) e Stefano Sibaldi, Luigi Pavese e Mario Pisu per il delizioso trio composto dallo Spaventapasseri, il Leone Codardo e l’Uomo di Latta (per il canto sono rispettivamente Virgilio Savona, Tata Giacobetti e Felice Chiusano, mentre Cia Mannucci ovviamente è la Garland). Ulteriore sfortuna è che molte copie del film siano stampate in un poco affascinante bianco e nero , a causa delle ristrettezze economiche del dopoguerra. Quando il Mago verrà acquistato dalla Rai per la trasmissione Tv nel 1982, per un ciclo su Judy Garland, il film verrà ridoppiato e Alberto Piferi, già allievo del comandante, ne riutilizzerà fedelmente i dialoghi; stavolta le canzoni resteranno in originale e, per la prima volta, si può ascoltare il commento musicale di Herbert Stothart; tra le voci, Dorothy è Anna Marchesini ed Elio Pandolfi il Leone Codardo. Nel 1950 ecco l’edizione italiana di un’importante film della Columbia Tutti gli uomini del Re (All the king’s men, 1949) diretto da Robert Rossen e interpretato da Broderick Crawford (doppiato da Mario Besesti) e Joanne Dru (voce di Dhia Cristiani). La storia dell’ascesa al potere come Governatore del sanguigno Willie Stark che, fattosi irretire dalla corruzione, finirà per essere assassinato, si merita l’Oscar come miglior film dell’anno. Nel novembre 1951, un altro superclassico, stavolta di produzione inglese, diretto da Albert Lewin (già regista della mirabile versione cinematografica MGM del Ritratto di Dorian Gray del 1945) e fotografato in un fiammeggiante Technicolor dall’esperto Jack Cardiff: Pandora (Pandora and the flying Dutchman), con gli straordinari Ava Gardner e James Mason impegnati in una rilettura moderna della tragedia dell’Olandese Volante, doppiati da Lydia Simoneschi e Gino Cervi. I due film adattati dal comandante nel 1952, usciti a distanza di un mese a novembre e dicembre non hanno bisogno di presentazioni. Quando si parla della Regina d’Africa (The African Queen, 1951) di John Huston e di Luci della Ribalta (Limelight, 1952) di Charlie Chaplin cosa si può dire? Che siamo in presenza del Cinema, quello vero, quello intramontabile, quello che deve servire da esempio per tutti coloro che vogliano recitare o dirigere. Se pensiamo poi ai raffinati copioni interpretati, nel primo da Katharine Hepburn ( voce sublime di Andreina Pagnani) e Humphrey Bogart (Oscar per questo ruolo, voce spiritosa di Gualtiero de Angelis) e, nel capolavoro di Chaplin dal regista stesso (voce mirabile del grande Sandro Ruffini) e da una superba Claire Bloom (doppiata in modo impeccabile da Dhia Cristiani), è chiaro che , ai capolavori del cinema, possiamo aggiungere, in questo caso, due capolavori dell’arte del doppiaggio. Nello stesso periodo il Comandante aggiunge al suo curriculum due prestigiosi film francesi come Giochi Proibiti (Jeux Interdites, 1952) , vincitore del Leone d’Oro alla Mostra di Venezia e dell’Oscar come miglior film straniero, e Le vacanze del Signor Hulot (Les Vacances du Monsieur Hulot, 1953) , diretto ed interpretato da Jacques Tati. Nel 1956 ecco la versione italiana di uno dei capolavori di William Wyler, Ore Disperate ( The Desperate Hours, 1955) in cui ritorna Humphrey Bogart (doppiato da Emilio Cigoli) nel ruolo di uno spietato gangster che, con i suoi compagni, sequestra in casa per due giorni la famiglia di Frederic March (Luigi Pavese) e Martha Scott (Dhia Cristiani). Lo spettacolare filmone tratto dal romanzo di Giulio Verne e fortemente voluto dal produttore Michael Todd per lanciare il suo nuovo formato di proiezione Todd –AO (in 70 mm), Il giro del mondo in 80 giorni (Around the world in 80 days, 1957), è diretto da Michael Anderson ed interpretato da David Niven (voce di Nando Gazzolo) , dal comico messicano Cantinflas (voce di Pino Locchi) e da Shirley MacLaine (voce di Maria Pia di Meo) oltre che da uno stuolo incredibile di superstar tutte impiegate in piccoli ruoli. Il film vince l’Oscar come miglior film dell’anno ed ottiene uno strepitoso successo in tutto il mondo.Some-like-it-hot Roberto De Leonardis, che ha già adattato mirabilmente il 20.000 leghe sotto i mari di Walt Disney, è la scelta ideale per i dialoghi italiani di questo supercolossal. Il decennio si chiude con un film leggendario, forse la più bella commedia mai uscita dalla fabbrica dei sogni di Hollywood: A qualcuno piace caldo (Some like it hot, 1959), diretto da un Billy Wilder in stato di grazia. È una gustosa parodia dei film di gangster, con Tony Curtis (voce di Pino Locchi) e Jack Lemmon (voce di Giuseppe Rinaldi), musicisti involontari testimoni di un regolamento tra bande rivali, costretti a nascondersi travestiti da donna in una orchestra di sole “dame” in cui una spumeggiante Marilyn Monroe suona l’ukulele e canta cosucce come I wanna be loved by you e Running Wild. Carletto Romano doppia in modo irresistibile lo scatenato Joe E. Brown, miliardario spasimante di Lemmon, Tony Curtis si traveste da miliardario per conquistare Marilyn e, nell’originale, scimmiotta le cadenze di Cary Grant, mentre Locchi, con un colpo di genio, si rifà alla parlata di Vittorio de Sica. La superba sceneggiatura dello stesso Wilder e di I.A.L. Diamond, ricca di battute  e situazioni memorabili, con più di un ammiccamento erotico di gran classe, è adattata dal Comandante con brio, allegria, vivacità. Un altro capolavoro del doppiaggio  viene consegnato al pubblico, mentre attendono al varco il Comandante la corsa delle quadrighe e la rivolta degli schiavi più famose della storia del cinema… (continua)

LE NOTIZIE DI LETIZIA

1) SPAZI ALL’ARTE. Monica Zavatta, Natsuki Suzuki e Sandro Capodiferro sono stati i più recenti protagonisti di Arte in Enoteca l’11 aprile scorso presso La Drogheria sita in Ostia. Pittura e letteratura: queste le espressioni artistiche che hanno evidenziato il bisogno sempre più urgente di riscoprire l’antica armonia tra l’uomo e la natura e celebrato la possibilità di realizzarla. Monica Zavatta ha esposto quadri inondati di luce, impreziositi di bianchi abbacinanti e tinte chiare luminose e calde, conferendo serenità e distensione all’atmosfera delle situazioni rappresentate: una marina, le onde, i paesaggi costieri, alcuni bimbi intenti a giocare, madre e figlio a passeggio; il paesaggio è reale, riconoscibile, spesso luogo della memoria, delle estati trascorse al mare. La resa pittorica è efficace, la pennellata abile e certosina, i particolari curati con scrupolo e attenzione alla verità del rappresentato. La natura dipinta è amica, accogliente, foriera di promesse di gioia, di allegria. L’artista ha inoltre presentato delle sculture realizzate con una tecnica del tutto originale, frutto di sperimentazioni e continue ricerche: gemar è un impasto di gesso, marmo, argilla lavorato a freddo, steso, disegnato e inciso, colorato con ossidi o con colori a olio, lasciato indurire e poi fissato su supporti di vario materiale, con un risultato artistico decisamente innovativo. Natsuki Suzuki è una originale acquerellista di origine giapponese che vive ormai da anni in Italia e che rinsalda quotidianamente l’appartenenza affettiva al proprio paese con le sue creazioni. Nelle opere proposte costante è la figura di un pesce, emblema rasserenante e protettivo, alternativa  ideale alla furia cieca e devastatrice che ha colpito il Giappone qualche anno fa. I pesci sono ovunque, disegnati su case, tra alberi, in compagnia di donne raccolte su se stesse, placide e sicure persino nel sonno. I paesaggi sono surreali, inconsuete commistioni di elementi architettonici e naturali volutamente accostati a sancire ex novo una fusione e una convivenza possibile tra umanità e natura: l’albero che cresce rigoglioso su un grattacielo auspica proprio un supporto dell’umanità progredita e tecnologica alla salvaguardia della natura; le case ospitate su una falce di luna indicano la fiducia in una coesistenza rispettosa e proficua cogli elementi primordiali indispensabile alla vita stessa. Sandro Capodiferro ha presentato il terzo romanzo che lo consacra scrittore del cuore e dei sentimenti universali. Il romanzo, edito da Libreria Croce, s’intitola Peccaminosa e narra la storia di sette donne, incarnazioni dei sette peccati capitali, accomunate da una spilla, la colpa, scambiata, donata, ereditata lungo la narrazione. Capodiferro si cimenta ancora una volta con abilità e sensibilità non comune nella scrittura al femminile Foto-Shopping bag-Letizia De Rosaraccontando il viaggio di un’umanità che nel progresso civile e sociale, nel passaggio volontario da una naturale e sana ferinità a una società artificiosa e regolata, ha perso la sua purezza ed incontaminatezza, eppur la rivuole, pagandone un prezzo altissimo, immergendosi, disgregandosi, avvilendosi nei lacci del vizio e del peccato, allo scopo di liberarsene, per ritrovare quella purezza connaturata alla sua essenza. Per recuperare lo stato di grazia, suturare la ferita che ci ha diviso dal divino, che pur continuiamo a conservare in noi, bisogna perdersi nella selva del peccato, conoscere i percorsi del male, affrontarli passo dopo passo per poi iniziare a riemergere fino a uscire “a riveder le stelle” e conquistare con l’espiazione quella grazia a cui abbiamo rinunciato per presunzione e per paura.

2) BOOKY IN CONCORSO. Booky, pesciolino intraprendente, si lancia alla conquista di nuovi spazi partecipando alla VIII edizione del Concorso Shopping Bag, dedicato a Flora Mastroianni, promosso dall’Associazione Culturale Internazionale “Diletta Vittoria” e patrocinato dall’Accademia di Belle Arti di Roma. Rivolto a studenti dell’accademia, ad artisti, giovani talenti e a tutti gli amanti dell’arte il progetto invita a realizzare un’opera d’arte servendosi di un oggetto di uso quotidiano come la shopping bag, a non gettarla con noncuranza e a riutilizzarla, in nome di una opportuna e sempre più auspicabile sensibilità verso la salvaguardia del nostro ecosistema, attraverso un processo artistico che come consueto rende nobile qualunque cosa entri nella sua sfera di attenzione attraverso la creatività. In occasione della manifestazione “100 pittori di Via Margutta “ a Roma le opere verranno esposte sia presso la Galleria Vittoria sia presso gli espositori esterni lungo la storica strada dal 24 al 28 aprile 2013; le opere saranno messe in vendita a libera offerta e il ricavato sarà devoluto all’Associazione Onlus “Viva la Vita” di cui Erminia Manfredi è presidente onorario; le opere verranno poi pubblicate su catalogo. Forza Booky e in bocca allo… squalo!

3) ATTENTI AL VARO. Da tempo l’Associazione Culturale Spazi all’Arte , tra i numerosi progetti a cui alacremente si dedica, si sta occupando di Spazio ai Libri, iniziativa che intende far circolare gratuitamente libri già letti o ancora da sfogliare nel nostro territorio. L’11 aprile ne è stato presentato il logo presso La Drogheria, in concomitanza di un altro pregevole evento promosso dall’associazione sempre pronta a dare spazio e voce a tutte le espressioni artistiche presenti nel X Municipio. Al centro, compreso in una circonferenza, campeggia una nave colossale costituita sostanzialmente da un libro che solca il mare con il dorso e che è sovrastato da una serie di fumaioli di titanica memoria. La scelta della nave, ha spiegato Daniela Taliana, inaugura e prosegue instancabilmente il viaggio della cultura e il continuo movimento dei libri, rappresentando ancor più efficacemente l’idea di circolazione gratuita degli stessi. La nave-libro solca il mare della cultura, fa viaggiare, fa scoprire nuovi mondi e soprattutto mette in comunicazione persone, mette in circolazione idee, creando preziosi ed indispensabili collegamenti ed interrelazioni. Buon viaggio a questa splendida nave! (Nella foto, Daniela Taliana).Spazio ai libri-Daniela Taliana

4) TEATRO NUDO. Hafla è il nuovo spettacolo, nell’ambito della rassegna Teatro Nudo, che ci propone Michela Caputi, in collaborazione con l’autrice Beatrice Palumbo, il 21 aprile alle 18 presso la Sala del Riario ad Ostia Antica. L’ ispirazione di questa particolare commistione di danza, musica e recitato viene da una scrupolosa e instancabile Penelope, la signora Palumbo, che ha raccolto testi, versi, brani da Marta Graham a Gibran e a Fatma Mernissi, che descrivono l’artista, pittore, musicista, ballerino, cantante, in rapporto alla società in cui vive e al potere che lo governa, che spesso schiaccia, spersonalizza o addirittura riduce al silenzio. La ballerina Michela Caputi insieme a Sisto Mastripieri, entrambi appassionati di tango, ha selezionato musiche e coreografato danze che spaziano dal contemporaneo al classico, dall’orientale al latino, dal flamenco al tribale, interpretate dalla Djamilah Dance Group, giovane gruppo di professioniste e dalle attrici Angela Patriota Tes e Silvia Perciballi; le scenografie sono di Susanna Stronati e un particolare ringraziamento va a Daniela Cubellis e Stella Palmieri.

NOTIZIA

SABATO 20 E DOMENICA 21 APRILE, PRIMO INCONTRO ALL’APERTO DEL 2013 CON I SOCI DEL CIRCOLO ARTISTICO-CULTURALE “LORENZO VIANI”, IN VIA DEI MISENATI, AD OSTIA LIDO, DALLE 10 ALLE 19.30.

PRISMA

http://associazioneclementeriva.wordpress.com;prismanews.wordpress.comfestadellibrodiostia.wordpress.com

Direttore: Gianni Maritati

In redazione: Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Simona Di Michele, Chiara Ferraro, Ruggero Pianigiani, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Nunziante Valoroso

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