LA FABBRICA DEI SOGNI: VIAGGIO NELLA STORIA DELLA ROYFILM

UN COMANDANTE ALLA CORTE DI WALT DISNEY:

ROBERTO, “ALTER EGO” DEL PAPA’ DI TOPOLINO

di Nunziante Valoroso – prima puntata

Cenerentola locandinaIl mondo del doppiaggio mi ha sempre affascinato e, per me, è stato sempre in simbiosi con il mondo di Walt Disney. È strano, ma, mentre la maggior parte degli appassionati disneyani si sono sempre focalizzati sui disegni e le animazioni dei suoi personaggi, io ero affascinato dalle voci. Il motivo, probabilmente, sta nel fatto che, negli anni ’60 e ’70, non era semplice poter assistere alla proiezione di un film Disney, bisognava aspettare le riproposte cinematografiche, che avvenivano, per ogni titolo, ad intervalli di otto-dieci anni. Il film restava in circolazione per uno-due anni e poi spariva. Per ricreare a casa la magia Disney non c’erano ancora le VHS, il dvd era fantascienza e bisognava ricorrere ai costosissimi filmini super 8 od accontentarsi dei libri Mondadori illustrati coi fotogrammi e dei dischi Lp con le colonne sonore. Erano quelli, per me, l’oggetto più magico. Mentre, negli altri paesi, come Francia e Stati Uniti, le incisioni erano delle semplici fiabe raccontate, con l’ausilio magari delle sole canzoni estrapolate dalla colonna sonora, in Italia, forse per risparmiare, si ebbe un’idea geniale. Registrare sul vinile una versione ridotta dell’autentica colonna sonora del film, con musiche, canzoni, rumori e le autentiche voci italiane dei personaggi. Fantastico! Si poteva riascoltare una versione un po’ ridotta del film stesso a piacimento. Dagli anni ’70, sulla copertina di questi dischi cominciarono a comparire i nomi dei doppiatori e, spesso, quello altisonante di Roberto de Leonardis come autore dei dialoghi e della versione italiana delle canzoni (ripetuto anche nei cartelli con le notizie sull’edizione italiana presente nei titoli dei film stessi). Presto, questo nome diventò per me sinonimo di Walt Disney in persona. Ma chi era Roberto?

Roberto de Leonardis, nato a Napoli il 14 febbraio 1913, era un ufficiale di marina. La sua attività di adattatore-dialoghista cominciò nell’immediato dopoguerra, forte della conoscenza dell’inglese perfezionata durante la prigionia in guerra, ed è continuata fino alla sua morte, avvenuta a Roma nel settembre 1984. Chiamato da tutti gli appartenenti al mondo del doppiaggio “il comandante”, affettuosamente e con rispetto, Roberto de Leonardis è stato senza dubbio il migliore della sua categoria e, nel caso dell’animazione, un vero poeta dell’adattamento. Oltre ai film Disney è stato l’adattatore di fiducia per registi come Chaplin e Kubrick ed ha al suo attivo l’edizione italiana di capolavori assoluti come Giochi Proibiti, L’esorcista, Via col vento, La Regina d’Africa, ma del suo lavoro extra Disney parleremo in seguito. Roberto inizia con “Dumbo”, nel 1948, la collaborazione con Walt Disney, un rapporto d’amore che continuerà fino alla sua scomparsa. “Dumbo”, il cui doppiaggio è diretto da Mario Almirante, trova il suo punto di forza nella caratterizzazione di voci quali Stefano Sibaldi (il topo Timoteo) e nella spassosa interpretazione delle canzoni, che, su testi strepitosi delloLilli stesso de Leonardis, sono affidati al Quartetto Cetra. I Cetra inaugurano con il film un breve ma proficuo rapporto col mondo del doppiaggio. Il comandante affiderà loro anche la versione italiana delle canzoni del “Mago di Oz”, il celebre musical MGM diretto da Victor Fleming, che arriva in Italia nel 1949. Con gli anni cinquanta si apre la stagione d’oro del doppiaggio Disney e De Leonardis firma i suoi capolavori. Zio Walt in persona è entusiasta delle edizioni italiane dei suoi film e si fida ciecamente di Roberto. Cenerentola (1950), Alice nel paese delle meraviglie (1951) e Le avventure di Peter Pan (1953) presenteranno doppiaggi da manuale, addirittura superiori agli originali. Con le mitiche voci della CDC al leggio, i personaggi Disney fanno breccia nel cuore degli italiani anche grazie alle voci di Stefano Sibaldi (Capitan Uncino, lo Stregatto), il giovane Corrado Pani (Peter Pan), Tina Lattanzi (La matrigna di Cenerentola, La Regina di Cuori di Alice), la piccola Vittoria Febbi (Alice) e la squillante Giuliana Maroni (Cenerentola). Nel 1955 una coppia di capolavori arriva sul tavolo di lavoro del comandante: 20.000 leghe sotto i mari (20.000 leagues under the sea) primo kolossal con attori prodotto da Disney, e Lilli e il Vagabondo (Lady and the tramp) primo cartoon in Cinemascope. In Lilli Stefano Sibaldi/Biagio e Tina Lattanzi/Gilda fanno miracoli, mentre in 20.000 leghe, Giulio Panicali, direttore del doppiaggio, è la voce di Kirk Douglas e, per le canzoni, viene chiamato a doppiarlo addirittura Alberto Rabagliati. Nel frattempo, Roberto de Leonardis ha fondato una casa di produzione di cortometraggi, la Filmeco, con la quale, nel 1956, tra gli altri, realizza l’episodio “Sardegna” per la serie di documentari di Disney “Genti e Paesi”. La società “Royfilm” viene fondata il 7/6/1958, con il preciso scopo di dedicarsi alla edizione di film in proprio. Con essa, Roberto continua ad adattare materiale Disney, tra cui prestigiosi film con attori come Zanna Gialla (Old Yeller, 1958) e La sfida di Zorro (The sign of Zorro, 1959) versione cinematografica di una serie di telefilm Disney che in patria sta riscuotendo enorme successo e che la Rai inizierà a programmare solo nel 1967, affidandone l’edizione sempre alla Royfilm. Walt Disney è però un ospite fisso della programmazione Rai fin dal 1958, anno in cui sono iniziate le trasmissioni del leggendario telefilm Disneyland (in originale prima “Disneyland” e poi “The wonderful world of color” anche se noi non lo gusteremo quasi mai a colori, purtroppo). Roberto De Leonardis si occupa dell’adattamento e della edizione di tutti gli episodi, suddivisi per generi ispirati alle “lands” del parco Disneyland, che comprendono titoli rimasti famosi come “Il nostro amico atomo” e “L’uomo e la luna” (da “Tomorrowland”); “Tutto sulla magia” e “Avventura nella Fantasia” (da Fantasyland); “Il paese degli orsi” e “Gente del deserto” (da Adventureland). In seguito, Roberto curerà anche l’edizione delle puntate (risalenti agli anni ’50) del celebre Club di Topolino, trasmesso negli anni ’60, che ospiterà proprio “Zorro” al suo interno. Ma i lungometraggi animati continuano. Nel dicembre 1959 l’Italia acclama il primo cartoon Disney in Technirama, lo spettacolare sistema di ripresa e stampa in formato 70mm della Technicolor, tra l’altro sperimentato la prima volta proprio alla Technicolor di Roma. Si tratta della Bella Addormentata nel Bosco (Sleeping Beauty), che in patria non è riuscito a recuperare l’astronomico costo di sei milioni di dollari e attende una rivincita europea. L’Italia ne è affascinata anche grazie al bellissimo lavoro di de Leonardis, autore come al solito anche dei roberto de leonardistesti italiani delle canzoni, ispirate a temi di Ciaikowski, che con questo adattamento firma, forse, il suo capolavoro. Voci magnifiche (Maria Pia di Meo è la principessa Aurora, Tina Lattanzi la strega Malefica, Lidia Simoneschi – la più grande doppiatrice italiana – è la fatina Flora, Rina Morelli è Fauna, Flaminia Jandolo Serenella, Sergio Tedesco il Principe) e dialoghi briosi e affascinanti: ancora oggi La bella addormentata diverte e commuove. Gli anni ’60 si aprono con il doppiaggio del famosissimo La Carica dei 101 (101 Dalmatians, 1961) e proseguono con i successi della Spada nella Roccia diventato da noi un classico proprio grazie alla versione di de Leonardis, in cui Lydia Simoneschi fa di Maga Magò un personaggio leggendario; di Mary Poppins (le canzoni doppiate in italiano sono deliziose, cantate da Tina Centi) e col trionfo del doppiaggio del Libro della Giungla (Pino Locchi/Baloo e Corrado Gaipa/Bagheera). Intanto Disney riafferma il suo rapporto tutto speciale con l’Italia affidando a de Leonardis la mansione di produttore esecutivo del primo filmato in Circarama (proiezione su uno schermo circolare a 360°): “Italia ‘61” presentava spettacolari riprese del porto di Genova e del Monte Vesuvio e fu presentato alla Esposizione Internazionale “Italia ‘61” a Torino. Non posso non citare poi capolavori della commedia disneyana con attori che, anche grazie al lavoro di Roberto, rimarranno popolarissimi per decenni e sono ancora oggi riproposti al cinema e in dvd con immenso successo: Il segreto di Pollyanna (Pollyanna, 1960), Il cowboy col velo da sposa (The Parent Trap, 1961), FBI Operazione Gatto (That darn cat, 1965), Il fantasma del Pirata Barbanera (Blackbeard’s Ghost, 1967) e Un maggiolino tutto matto (The Love Bug, 1969). Zio Walt è purtroppo scomparso nel 1966 ma i suoi film, animati e non, continuano a trionfare nel nostro paese ed egli continua a vivere nei copioni dell’amico Roberto, recitati dai nostri più grandi doppiatori. Nel 1971, ecco un altro grande capolavoro del doppiaggio, Gli Aristogatti, in cui Melina Martello e Renzo Montagnani sono molto più azzeccati delle voci originali di Duchessa e Romeo (Eva Gabor e Phil Harris) e si deve proprio al talento del comandante l’idea di caratterizzare in romanesco l’inflessione originale irlandese di Romeo. Robin Hood, arrivato in Italia nel 1974, presenta ancora una volta una versione italiana superiore all’originale, grazie al talento di veterani come Locchi o la meravigliosa Simoneschi (l’indimenticabile Lady Cocca). Nel frattempo, nel 1972, a de Leonardis è stato affidato il rifacimento dell’edizione italiana del capolavoro di Disney Biancaneve e i sette nani, già doppiato nel 1938 e, in questa nuova edizione, Melina Martello/Biancaneve e Benita Martini/la Regina fanno faville. Pochi mesi prima della riedizione di Biancaneve è giunto sui nostri schermi un film che si rivelerà immensamente popolare, che ha anche vinto l’Oscar per i migliori effetti speciali: Pomi d’ottone e manici di scopa (Bedknobs and Broomsticks, 1971), interpretato da Angela Lansbury e David Tomlinson, per i quali si riuniscono al leggio i due più grandi doppiatori di sempre, Lydia Simoneschi e Giuseppe Rinaldi. È di questi giorni l’uscita in blu ray di uno dei più bei film Disney che combinano insieme attori ed animazione, Elliott il drago invisibile (Pete’s Dragon, 1977) deliziosa storia dell’amicizia tra l’orfanello Peter e il drago Elliott, che vede nel cast la pop–singer Helen Reddy e miti del cinema come Mickey Rooney e Shelley Winters. Il doppiaggio italiano è sempre da manuale e fu particolarmente azzeccata la scelta fatta da Roberto, insieme al famoso maestro Carapellucci, direttore musicale per moltissimi film Disney, di affidare alla nostra Betty Curtis il doppiaggio delle canzoni della Reddy. Il tema del film, che ascoltiamo nei titoli di testa Sarò la luce che ti guida (Candle on the Water) ottenne la nomination all’Oscar come miglior canzone. L’ultimo classico Disney adattato dal nostro intrepido comandante è Red e Toby nemici amici, che, per ironia della sorte, è anche l’ultimo film supervisionato direttamente dai collaboratori diretti di zio Walt. Un’altra buffa coincidenza tra la carriera di Roberto e la storia della Disney è il fatto che il Comandante ha curato, con la Royfilm, l’edizione italiana della trilogia originale di Guerre Stellari e, come noto, la Disney ha recentemente acquisito la Lucasfilm. Un altro “trivia” interessante sta nel fatto che la Disney iniziò a produrre film di fantascienza (The Black Hole e Tron, entrambi deludenti al box office ma ottimamente realizzati) proprio in seguito al successo di film come “Guerre Stellari” e “Incontri ravvicinati”, film la cui edizione italiana si deve sempre a Roberto De Leonardis… (continua…; le immagini Disney provengono dall’Archivio di Nunziante Valoroso)

DILETTA LABELLA, LA “MAMMA” DI BOOKY

E per restare in tema, ringraziamo ancora una volta Diletta Labella, blogger esperta del mondo Disney e “mamma” di Booky a fumetti, il pesciolino-lettore testimonial della Festa del libro di Ostia. Nelle foto qui sotto, l’intervento di Diletta alla decima edizione della Festa, nel Teatro-Salone della parrocchia di S.Monica.              

                    uj                   Diletta

SPAZI ALL’ARTE (di Letizia De Rosa)

LOGO SPAZI ALL'ARTEIl 28 marzo scorso la Drogheria, locale di Ostia sensibile alle espressioni culturali del nostro territorio, ha ospitato l’Associazione Spazi all’Arte che ha organizzato la mostra fotografica delle artiste Anna Vilardi e Marina Kissopoulos e la lettura drammatizzata di alcune poesie di Daniela Taliana.

Anna Vilardi ha presentato scatti digitali stampati su supporto Forex: si tratta di fotografie di cantanti molto famose, italiane ed internazionali, colte nel momento irripetibile della comunicazione con il proprio pubblico, nell’atto creativo ed originale di ogni artista che è quello della trasmissione di energia, cuore, viscere, sudore e gesti profusi come esigenza di svuotamento e perdita di se stessi finalizzata all’acquisizione di un’identità più arricchita e finalmente completata. Di ogni artista fotografata va sottolineata la concentrazione e l’impegno nel rivelare la propria essenza, nel realizzare se stessi, la fatica di essere fedeli, coerenti e nello stesso tempo compiacenti verso il pubblico, la necessità di tirar fuori pensieri, sensazioni, emozioni ed esporli, farli guardare, condividere, giudicare: Anna Vilardi ha osservato e compreso questo momento, l’ha catturato e fermato come sorta di riscatto, di memoria, di sfida, di prepotenza di sentimento.

Marina Kissopoulos ha esposto fotografie analogiche che ha stampato su carta dopo l’artigianato dello sviluppo. Ci sono immagini non messe a fuoco perchè raccontano il movimento di bimbi appresso a un pallone, di un corridore in bicicletta, figure futuriste avviluppate dall’energia cinetica che producono e che li assorbe. Gli altri soggetti sono ben messi a fuoco, cantilenano temi classici come frutti e ortaggi, bottiglie in pensione o mentre ingannano il tempo sorvegliando intorno la vita lattiginosa oppure interni di stanze con vestiti disseminati ovunque ed esangui, sedie schierate in attesa o invitate a tavoli imbanditi. Da evidenziare le particolari inquadrature, i punti di osservazione sempre diversi, inconsueti, inattesi che rivelano l’abilità e la creatività dell’occhio umano prima che meccanico volto a rendere originale ed irripetibile la trama visiva.

Daniela Taliana ha affidato alle attrici Alessandra Santilli e Silvia Ortolani la lettura di alcune poesie, edite ed inedite, di ispirazione intimista e amorosa. La prima poesia “Quando senti il bisogno di un abbraccio” grida “la fame di pieno”, “il dubbio di non essere” di una donna consapevole di essere mancante dell’essenziale senza comprensione, condivisione, tenerezza. Ne “Il tempo delle cose” l’io lirico si ritrova alla fine di una giornata, nel momento pericoloso del crepuscolo, si fa strada l’oscurità, il cuore si intenerisce e, anche se la paura si insinua, il momento dolce del ricordo e lo spazio temporale rubato alla routine quotidiana riscattano e pacificano. La poesia “Stella cometa” è il viaggio di un’anima candida ma non sprovveduta: una persona canta un percorso, cammina la sua vita, conosce il bene, distingue il male, sceglie l’amore, ne paga il prezzo mai sincero, si fa scegliere dall’amore. “Ho bisogno di pioggia” costituisce un inno alla potenza salvifica dell’acqua così invocata da tutti: da chi crede che accolga, battezzi, perdoni, benedica, da chi crede che abbia generato e nutrito la vita, che disseti, ripulisca, rigeneri. L’amore come compagno di vita irrinunciabile, spesso inafferrabile, a volte inesistente, ideale in “Amore discreto amore essenziale” assume incondizionatamente i connotati della possibilità. Commiato alla silloge proposta, “Un giorno” rappresenta l’appuntamento della poetessa col futuro, qui incarnato dai fiori/figli gemme in sviluppo d’amore, e con tutti coloro a cui riuscirà a trasferire sempre il suo amore e la suadedizione. E’ decisamente una lettura emozionante quella dei versi di Daniela Taliana, versi dall’andamento a volte pacato a volte convulso, dal lessico semplice e familiare: c’è un cammino che si snoda da una partenza di smarrimento per giungere ad una certezza di approdo, “vuoto” e “sempre” sono la prima e l’ultima parola di questo dire, la prima si riferisce a una quantità o meglio ad un’assenza di essa, l’ultima ad un pieno temporale, cronologico, rassicurante, confortevole, accertato, finale emozionante conquista.

ATTACCAMENTOORE(Di Aurelio Tumino – sesta parte)

Modello di attaccamento: stile o modalità di attaccamento nei confronti della Figura di Attaccamento che si sviluppa in risposta ad un preciso stile di accudimento della FdA.

Se ne individuano 4 tipi (A,B,C,D).

Per gran parte del tempo il ruolo efficace della base sicura rimane quello di stare in attesa. I ragazzi con genitori che adottano questo atteggiamento sono più stabili sul piano emotivo ed utilizzano la maggior parte delle possibilità che vengono loro fornite in funzione dell’esplorazione e dell’autonomia.

Il tipo B (sicuro) Attaccamento sicuro

Hanno un livello alto di autostima, si sentono a proprio agio con l’intimità, non hanno paura dell’amore. I bambini che nel primo anno di vita hanno avuto come figura genitoriale una madre/padre che ha saputo rispondere ai loro bisogni saranno adulti in grado di esprimere le loro emozioni positive o negative serenamente. Questo tipo di attaccamento sicuro è detto a base sicura in quanto il piccolo ha la capacità e la voglia di esplorare l’ambiente esterno perché sa che in caso di necessità la mamma sarà li a proteggerlo. Si sentono degni di essere amati, tollerano il distacco temporaneo, vedono la figura d’attaccamento come persona in grado di aiutare in caso di bisogno. Questi bambini ricercano attivamente la mamma e mantengono con lei la vicinanza e il contatto specialmente nei momenti di riunificazione. Esperiscono una madre responsiva alle loro richieste e sensibile ai loro bisogni di protezione. Se devono separarsi, esprimono il loro sconforto, ma dopo la separazione sono comunque in grado di esplorare l’ambiente circostante in quanto sanno di poter contare sulla mamma in caso di bisogno. Sanno che se piangono avranno una risposta e, quindi, piangono poco e in caso di necessità. Diventato adulto si orienterà verso persone per lo più sicure, che dimostrino i propri sentimenti e con cui poter condividere i momenti tristi e quelli felici della propria esistenza, in modo da confermare la propria percezione di persona degna di essere amata e curata. Inoltre, avendo avuto l’esperienza di un rapporto di fiducia completa con la propria madre, tenderà a dar vita a legami sentimentali basati sulla fiducia reciproca, utilizzando il proprio partner come base sicura da cui dipendere e da cui partire autonomamente, per le continue esplorazioni dell’ambiente circostante. Il soggetto “sicuro”, mostrerà un alto livello di consapevolezza circa la sua relazione e i possibili momenti di alti e bassi a cui andrà incontro, cercando di volta in volta, le strategie migliori al superamento di quelli difficili.

PRISMA

http://associazioneclementeriva.wordpress.com; prismanews.wordpress.com; festadellibrodiostia.wordpress.com

Direttore: Gianni Maritati

In redazione: Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Simona Di Michele, Chiara Ferraro, Ruggero Pianigiani, Ilaria Salzano, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Simona Esposito, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Giorgio Maritati, Nunziante Valoroso NUMERO ISCRITTI ALLA NEWSLETTER: 400.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...