UN BAMBINO, I LIBRI, LA SUA CURIOSITA’…

 

BAMBINO VICINO ALLA LIBRENSOLA

E’ questa qui sopra l’immagine-simbolo della decima Festa del libro e della lettura di Ostia, che si è svolta il 23 e il 24 marzo scorso presso il Teatro-Salone della parrocchia di S.Monica: un bambino, uno scaffale colmo di libri e la sua curiosità…La Festa è soprattutto questo: aiutare tutti, piccoli e grandi, a scoprire o a riscoprire l’arte della curiosità, la voglia di stupirsi, il bisogno di immergersi nel mondo della realtà e nell’universo della fantasia.

SERGIO RONCI CON SCRITTORI

SERGIO RONCI CON SCRITTORI

 Tanti i momenti esaltanti e indimenticabili: la premiazione del primo Concorso “Fotolibrando” ideato e organizzato dallo scrittore Sandro Capodiferro insieme al poeta Ruggero Pianigiani e ai fotografi Andrea Buda e Pino Rampolla; il forum degli scrittori coordinato dal prof. Sergio Ronci (vi hanno partecipato Daniela Cococcia, Maria Capizzi, Roberto Fraschetti ed Edoardo Venditti); le mostre fotografiche di Liliana Barbagallo e degli stessi Rampolla e Buda; la presentazione di Booky a fumetti (il pesciolino-lettore, testimonial della Festa, entra nel mondo delle nuvolette parlanti grazie a Diletta Labella, disegnatrice ed esperta Disney; pubblicheremo la sua prima storia sul prossimo Prisma); la presentazione del romanzo di Sergio Campailla “Divorati dal dragone” (Bompiani), che ci restituisce magnificamente le luci e le ombre del Rinascimento, tra Firenze e Roma (e per la partecipazione a questo evento, ringraziamo la libreria Bookfelix di Ostia, gestita da Walter Pastori); la partecipazione speciale di un grandissimo attore come Nino Frassica, che ci ha parlato della nuova serie di Don Matteo su Rai Uno e che è stato insignito del titolo di “Amico speciale della Festa” (il diploma è stato realizzato dal negozio Punto Stampa di Ostia); il forum coordinato dalla prof.sa Letizia De Rosa, ancheFINALISTI E VINCITORI DEL PRIMO FOTOLIBRANDO pittrice, e dedicato alle associazioni del territorio impegnate nell’arte e nella cultura: Claudia Martucci (Amici Alzheimer), Marco Noli (Centro medico-sociale Nuova Ostia), Elisa Palchetti (Ostia… In Musica), Valentina Rizzi (Arte in Fiaba),Daniela Taliana (Spazi all’Arte) insieme alle blogger Terry D’Antoni (Quelli che la… Cultura) e Francesca Giuliani (Non riesco a saziarmi di libri).

Da non dimenticare lo scopo benefico di questa decima edizione: raccogliere fondi per la Caritas di S.Monica e il Centro medico-sociale di Nuova Ostia (parrocchia S.Vincenzo de’ Paoli e Suore Canossiane). Gran finale con la mega-torta di Booky… In particolare, ricordiamo che la proiezione di due contributi video contenenti le foto finaliste (per i quali ringraziamo l’artista Pietro Olivieri) hanno accompagnato la cerimonia di consegna dei premi di Fotolibrando.

Ecco la classifica:

1) Aurelia Balletta con la foto “La Cultura nutre”

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2) Stefania Colacicchi con la foto “Lettura e luce”

lettura e luce

3) Danilo Alcidi con la foto “Larissa’s thought”

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Per quanto riguarda l’edizione social su Instagram i vincitori sono stati: 1) Elena Albanese (Italia); 2) Irene Finessi (Italia); 3) Oleg Sadertdinov (Russia). Le pubblicheremo sul prossimo Prisma.

Grazie a Fotolibrando resta nel cuore e nella memoria la traccia profonda di un’esperienza collettiva che ha saputo cogliere davvero l’arte e il valore della lettura, come recita il tema del Concorso. Il progresso dei libri, dell’editoria e della lettura a tutto campo diventa sempre più l’indice attraverso il quale possiamo giudicare il livello della nostra civiltà. (Servizio fotografico di Andrea Buda e Pietro Olivieri)

MEGA-TORTAFrassica1SERGIO CAMPAILLA

SPAZI ALL’ARTE” (di Letizia De Rosa)

Biblioteca-Elsa-MorantePresso la biblioteca di Ostia Elsa Morante l’associazione culturale Spazi all’Arte ha inaugurato, il 19 marzo, una mostra di arti visive che ha presentato opere pittoriche, scultoree, fotografiche e multimediali sul tema ”Donna: Musa Ispiratrice”. L’evento ha registrato la partecipazione di tanti artisti che operano da anni nel XIII Municipio e il prezioso intervento di due personalità del mondo culturale contemporaneo: la critica d’arte Livia Compagnoni, che ha commentato le opere alla luce della drammatica condizione femminile, e il giornalista e scrittore Salvatore Spoto, che ha tenuto un interessante e rivelatore seminario sul ruolo della donna in epoca romana. La sezione fotografica ha avuto come protagoniste Anna Vilardi, Liliana Barbagallo e Maria Grazia Scarpetta. Anna Vilardi ha esposto foto di donne, bambine, adolescenti, mamme, simpatiche nonne, ammiccanti ciarliere, provenienti da tutto il mondo, soprattutto quello orientale ed occidentale poco frequentato e conosciuto. Sono immagini nitide, luminose, aperte, che parlano di donne, per noi occidentali, ormai d’altri tempi, d’altri mestieri, d’altre relazioni sociali e affettive, donne che custodiscono stati d’animo che ti inchiodano, occhi negli occhi, che ti catturano, cuori nei cuori, che non ti lasciano, mani nelle mani. Liliana Barbagallo ha proposto immagini di oggetti minimi, umili, dimessi che si trasformano in delicati, seppur quotidiani, e sognanti quadretti sentimentali, di sabiana memoria: oggetti scrostati dall’uso, invecchiati dal tempo, o semplicemente comuni che rimandano ad una semplice ma essenziale presenza femminile. Gli scatti di Maria Grazia Scarpetta hanno il sapore dell’ariosità, trattengono la sensazione dei polmoni che si ossigenano e rigenerano i tessuti, sono movimentati, giocati sull’energia di una vita vissuta, spartita, condivisa e strappata alla normalità, fuori e oltre ciò che ti aspetti, ciò che presumi. E sono fotografie di donne sconosciute, a volte dimenticate, a volte scansate. Le sculture sono state realizzate da Paola Guia Muccioli e da Carlo Di Giuseppantonio. La Venere di Willendorf della prima artista non tradisce i tratti distintivi femminili, canonici che da sempre sono riconosciuti alla donna: prosperità, fecondità, generosità, sempre offerte sebbene a volte violate. Anche le mani scolpite, sempre dalla Muccioli, racchiudenti il globo terracqueo, testimoniano questa incorruttibile propensione, decisamente femminile, all’altruismo e alla disponibilità. Anche Di Giuseppantonio scolpisce una Venere in ceramica, in modo originale e inconsueto: sorta di vaso di Pandora aperto e accogliente, che si fa penetrare e portare da mano risoluta, forse scanzonata e irriverente, che conserva una verità di speranza al suo interno, la quale, nonostante la doppia apertura, non si dissolve sprecata ma insiste nel reclamare il diritto alla scelta, il diritto al consenso. Eva offerente è la seconda scultura del nostro artista, opera in ceramica smaltata, rappresentante un portafrutta sorretto dal busto femminile: ancora una volta l’uomo crea la donna che vuole, la plasma come la immagina, corrispondente alle sue aspettative, Eva offerente si offre per offrire frutta prelibata a palati maschili sempre insaziabili. L’ultima opera è una maschera in ceramica intitolata Ecce Pasolini Homo, che esprime uno stupore disincantato, un’inquietudine sofferta, un’intima lacerazione, un’incomprensione schiacciante e avvilente di un’anima che ha urgenza di provare a dire e a raccontarsi. Paola Guia Muccioli è autrice dell’opera pittorica, passiamo dunque a questa sezione, Alla finestra: viene raffigurata una donna che guarda fuori, incorniciata in una linea verticale e una orizzontale, ed è il fuori quello che conta, perchè luminoso, rassicurante, roseo, speranzoso, da svelare, da accadere. Ancora una volta l’artista rivela un inesauribile ottimismo, altra connotazione indubbiamente femminea. Gloria Bertolelli presenta Ballerina su fondo nero, creatura in posa rigida, volutamente statica, di schiena, quindi sconosciuta o riservata, timida o modesta, vestita di colori e di energia, pronta certamente a sprigionare quella vitalità da schierare in opposizione all’oscurità fredda e innaturale ammassata sullo sfondo. Sensazioni extrasensoriali è il quadro realizzato in tecnica mista da GiulioSenzacqua: composizione densa di figure maschili, contratte, ripiegate, affannate, inLOGO SPAZI ALL'ARTE arrampicata faticosa, in scalata estenuante, in fuga impossibile; ovunque simboli di lentezza, solitudine, staticità, persino l’atmosfera è rarefatta. Unica immagine serena quella maschile abbracciata a un essere femminile, remoti Deucalione e Pirra ancora invischiati, ma insieme intrecciati, nella ricerca di una reciproca e dignitosa identità nell’atto creativo. Riflessi in Piazza Colonna è l’opera pittorica di GermanaPonti, dall’architettura urbanistica squadrata, geometrica, rigida che invade la tela e contamina il soggetto riflettendosi su una vetrina in cui campeggiano due figure femminili vestite di tutto punto, mannequin alla moda, immobili, colte nell’atto di fissare i passanti, o è vero il contrario: qual è la realtà, quale il suo riflesso, dov’è la verità della vita, dove la realtà della sua finzione? Figure dunque imprigionate in un’apparenza indistinguibile, impantanate in una composizione verosimile, logica, esatta, vincolante con linee, finestre, colonna, che si sovrappongono, si integrano: strano gioco di tirar fuori e rimettere dentro donne fagocitate da stereotipi freddi e modaioli. Il pittore Mario Rosati ha esposto Serenata romantica, quadro dall’atmosfera perduta, nostalgica di tempi in cui si invitavano la luna e la musica a cena, ci si preparava e ci si atteggiava con eleganza: al centro della composizione la donna, moglie idolatrata, musa ispiratrice, centro dell’universo maschile, rossa come il sangue quando è vita, omaggiata con una rosa perchè piena di grazia, celebrante sicura del connubio irrinunciabile con il proprio partner. Aida Loreti presenta una narrazione pittorica particolare e suggestiva, sulla tela si accompagnano e si completano le due identità umane: occhio di donna e occhio di uomo, sole su quello di lei, mare tumultuoso sulla palpebra, edera ed acqua ferma intorno all’occhio di lui, bocca che parla fiori e li versa come frutti su luna solinga vuota da riempire. Un faro in lontananza su un orizzonte raggiungibile, mare addormentato, mano femminile che offre uno sguardo laterale, un’occasione diversa di vedere e mettersi in relazione: questo il quadro esposto da PaoloBernacca, realizzato con tavolozza dai colori caldi, con campiture piene e sode e linee essenziali, decise, grafiche. Giorgio Jorio presenta un trittico ispirato alla donna, si tratta di pittoscultura in rete di alluminio, garza e vinavil, dipinta in acrilico, tecnica innovativa per un tema trattato in modo inconsueto: nudo offeso dalla violenza e ridotto a sezioni di corpo; nudo trasparente filiforme, sinuoso e liquido, fluttuante e ondeggiante, vitale e sensuale; donna affacciata rossa di passione, assolata da fiore giallo, ma alla finestra, forse ancora relegata a ruolo di spettatrice? Veneri…una donna è il titolo dell’opera di Dalma Cimino: sono stati dipinti con mano abile ed esperta nudi riproducenti opere note d’autore, c’è al centro uno specchio minuscolo e a sinistra della composizione, in primo piano, campeggia un busto femminile, nudo, legato in vari punti, irretito e vincolato da legacci, legami che lo comprimono, lo costringono, lo mortificano perchè i modelli classici di bellezza sono spesso camicie di forza, stritolano e sminuzzano e dissolvono perchè non rappresentativi della vera realtà femminile. Gli acquerelli di Gladys Soler offrono ritratti graziosi e poderosi, rappresentativi della bambina delicata che diventerà la donna matura, penetrante, depositaria di storia antica custodita nascosta accettata, mai con rinuncia, perchè trasformata e arricchita. Alberto Cantoni disegna una straordinaria e originale maternità, compresa in una sintesi geometrica molto moderna ma dal sapore antico. La mamma e il figlio richiamano le figure egiziane delle polverose pagine di storia della nostra adolescenza, ma, pur semplici ed essenziali, squadrate e lineari, risultano morbide e delicate, esprimono tenerezza, attaccamento mai reciso: il figlio partorito è ancora integrato nel corpo materno, a sottolineare una peculiarità affettiva, un legame permanente e rassicurante. Opera inutile di un uomo inutile è il titolo sincero e provocatorio di Toscanaccio, che comunica all’osservatore attraverso il segno pittorico, grafico e verbale: “è un gran bel goal” c’è scritto sulla tela lavorata come una sorta di reticolato composto di fili brillanti, linee sanguinolente, scolature di vino, mappature arteriose e venose, elementi tutti di vita e sostanza quotidiana irrinunciabili; ”un calcio alla vita” è l’altra affermazione potente e strafottente di un artista anticonformista, curioso sperimentatore di modi e forme espressive alternative. Il dipinto Elementale 18 di Angela Scappaticci rappresenta un paesaggio umano irreale, brodo primordiale di evanescenze, ologrammi vertebrali in attesa di carne muscoli tendini scattanti ed elastici, di soffio energizzante, in una fucina siderale e primordiale di vita. Il lavoro è realizzato in tecnica mista su tela preparata in modo materico con interventi di fiamma ossidrica. Leo Sauro è l’artista che ha dipinto Fierezza, la vigorosa donna africana, con pastello a olio, dallo sguardo altero, dalla fronte a forma di saggezza e conoscenza, dalle spalle capienti e robuste, dagli occhi color coraggio, dall’orecchio con vezzo di luce, civetteria unica di una personalità vigorosa, ispirata e credente, per anni ed esperienze ammucchiate ed esibite con orgoglio. Le mal maritate sono volti dipinti su un disperante fondo nero da E. Brancasi: gli sguardi sono intensi, profondi, pregni di solitudine, rimpianto, ripensamento, forse per l’ennesimo oltraggio subito. PatriziaFerranti, artista poliedrica, ha dipinto Penelope guerriera, alter ego combattiva, moderna, istintiva, della sua antenata omerica, a metà tra mito e fantasia e dolorosa realtà, combattente semisvestita, prorompente paladina a difesa di quei drammi che ancora si consumano tra l’indifferenza generale. Visioni future, di Maurizio De Lucia, propone una fiabesca città avveniristica, morbida e vivibile, accogliente ed integrata nell’ambiente circostante. La tavolozza utilizza colori e toni freddi, compresi tuttavia in linee dolci e rassicuranti, che assecondano un’atmosfera onirica e auspicabile. Luciano Vandelli presenta Erica se ne va, donna di spalle mentre va via, accanto un sole non ancora maturo, tuorlo sgusciato precocemente da uno squarcio di buio. La donna raccontata abbandona, scappa, fugge, ha sulle labbra il rancido dell’addio? Ci piace pensare che scelga ciò che sta compiendo con risolutezza e serenità e che non ci siano state prigioni finalmente evase. Il risveglio, realizzato in tecnica mista da Monica Zavatta, mostra una maschera che si sgretola e un viso che affiora e una ciocca ribelle al velame notturno che troppo spesso copre, avvolge, nasconde spire di incomprensioni, sottomissioni, riduzioni a bambole compiacenti e rispondenti ad un ruolo fin troppo imposto, La verità dell’ispirazione è racchiusa nella libellula di libertà che faticosamente, in silenzio, si scrolla torpore e immobilità. SilvanaTempestini dipinge Lei, donna moraviana svogliata, indifferente, altera nel suo distacco, inavvicinabile creatura di carne e volontà, rivendicatrice di se stessa, attrice e protagonista della propria vita. Dominique De Nunzio propone Arvest moon omaggio a B. Braver, in tecnica mista olio e acrilico: bel movimento compositivo, intensità cromatica ben bilanciata. Piccolo Grande Amore è l’acquerello di NatzukiSuzuki intriso di semplicità e genuinità di sentimento, si tratta di una maternità fresca, delicata, intima: madre e figlio in religiosa sintonia, in uno stato di grazia armonioso appuntato su uno sfondo che ha fermato lo scorrere del tempo, eternandone la serena magia in punta di piedi, sussurrandola con prepotente vigore comunicativo. Le pennellate sono leggere e sicure, buone le campiture e le macchie tonali, fresche le sfumature. Daniela Taliana, in Tra sacro e profano, disegna donne in modo accurato, dosando sapientemente chiaroscuro e inserendo parziali note cromatiche: sono figure colte in alcuni aspetti emblematici dell’identità di madre, di ascoltatrice devota, di spettatrice paziente, di donna sensuale nella sua riservatezza. Su di me è il dipinto di Eleonora Manzo, nudo contorto raffigurato mentre si svolge, sgomitola la propria sostanza espressiva, liberando una poderosa chioma di libertà, dipanando la propria contratta femminilità. Adolfo De Simone, autore di Contadinella e Pensieri di adolescente, usa pastello e carboncino rivelando ottima abilità di disegnatore grazie a tratti efficaci alla prima, decisi vibranti ininterrotti; molto ben realizzato il monocromo che presenta ampi spazi non disegnati funzionali ad illuminare con potente efficacia e straordinaria forza espressiva gli spazi pieni; altrettanto esperto nell’uso dei colori nell’altro disegno. Gianni Godi ha proposto un video multimediale creativo ed originale: anticonformista decisamente eversivo fa dell’evento artistico un work in progress, un’operazione maieutica che avvicina e coinvolge momenti da sempre esclusivi ed escludenti, personaggi dai ruoli tradizionali netti e separati, motivi e soggetti lavorati con intenzione e realizzazione volutamente antiartistica, producendo un’interessante e sbalorditiva sintesi di artistiche manipolazioni sonore e visive.

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