VERSO LA DECIMA “FESTA DEL LIBRO DI OSTIA” (23-24 MARZO)

I LIBRI, VOTO SULLA VITA

I libri ci guardano e ci giudicano. Dalle vetrine o dagli scaffali, ci interpellano e danno un “voto” alla nostra vita. Il rapporto che abbiamo con loro disegna la nostra anima e colora il nostro orizzonte emotivo e mentale.

E’ un po’ questa l’ispirazione di fondo della prossima “Festa del libro e della lettura di Ostia” (23-24 marzo, presso la Parrocchia di S.Monica), che al ritmo di tre 1all’anno approda felicemente alla decima edizione. Nel prossimo numero pubblicheremo il Programma dettagliato e ce ne sarà per tutti i “libridinosi”. Perché i libri sono l’Arca di Carta che ci può salvare da qualunque diluvio. Perché i libri ci invitano a volare con la fantasia, a diventare un pezzo della nostra vita, a piantare nei nostri cuori sempre in affanno un’idea, un valore, un ricordo, un pensiero, un sentimento. I migliori autori di ieri e di oggi aspettano da noi un atto di coraggio: leggere “per legittima difesa”, come dice Woody Allen. Difesa dall’indifferenza e dalla superficialità. Perché, come ha detto qualcuno, rispetto ai libri niente è più bello della vita vera, delle amicizie, dei viaggi o degli incontri con gli altri. Ma questo, l’ho imparato leggendo i libri!

Qui sotto, una foto di Andrea Buda scattata alla fine della conferenza stampa, coordinata da Chiara Ferraro, per la presentazione della Festa, svoltasi il 9 marzo scorso presso il XIII Municipio di Roma con l’assessore Lodovico Pace, presenti anche esponenti politici come Antonio Caliendo e Giulio Notturni, e tanti artisti, scrittori e operatori culturali: Michele Gentile e Raffaella Ravano (Premio “Un mare di poesia”), Paola Guia Muccioli e Daniela Taliana dell’Associazione Spazi all’Arte, Claudia Martucci dell’Associazione Amici Alzheimer, Elisa Palchetti dell’Associazione “Ostia… In Musica”, la scrittrice Maria Capizzi e gli scrittori Roberto Fraschetti, Edoardo Venditti e Marco D’Amico, Marco Noli del Centro medico-sociale di Nuova Ostia, il presidente del Comitato di quartiere di Ostia Antica Paolo Bondi, la giornalista Carola Chiarlitti del mensile “Duilio”, Terry D’Antoni, Giovanni Rizzi, Antonella Moroso, Emanuela Sirchia dell’Ufficio Stampa del XIII Municipio, il reporter Paolo Leone di Canale 10, la ‘mascotte’ della Festa, Camilla Paoluzi (con la madre Roberta Mauro e il nonno Angelo Paoluzi, maestro di giornalismo e saggista di fama internazionale) e per la “Clemente Riva” il vice-presidente Ruggero Pianigiani, Sandro Capodiferro, Riccardo Troiani e Letizia De Rosa.

2

PREMIO “UN MARE DI POESIA” (di Chiara Ferraro, da “Spirito Libero”)

Da semplice concorso poetico a vero e proprio movimento socio-culturale nazionale. In questi anni il concorso “Un mare di poesia”, dedicato a bambini e ragazzi e organizzato dall’associazione culturale Clemente Riva e dalla casa editrice DPC, è cresciuto trasformandosi da realtà territoriale a importante appuntamento nazionale. Giunto alla quinta edizione si appresta ad arrivare alla fase finale. Il 16 marzo, presso i Parchi della Colombo all’Infernetto, alle ore 16 avrà luogo la cerimonia finale di premiazione. Tra gli oltre settecento elaborati giunti da tutta Italia, sono stati scelti i venticinque finalisti. Tra questi c’è anche il vincitore della passata edizione, Federico Macrì di Milano, che vinse con la poesia “L’inquietudine”. Gli altri finalisti invece sono: Barbazza Pilar Teresa (Salgareda, Tv), Bojora Daniel (Roma), Boundar Omar (Roma), Calabria Giada (Roma), Campi Giulia (Roma), Centofanti Camilla (Roma), Covalero Ilaria (Trieste), Dal Cero Elisa (Inverigo, Co), De Minicis Filippo (Roma), Di Lorenzo Simona (Mondragone, Ce), Di Mario Tommaso (Roma), Favata Vittorio (Palermo), Feliziani William (Roma), Grammatico Valerio (Roma), Leone Adriana (Chiaiano, Na), Marziale Arianna (Roma), Monaco Chiara (Roma), Netti Serena (Alia, Pa), Ricci Angelica (Oderzo, Tv), Salvi Valerio (Roma), Selvaggio Miriam (Roma), Tharusha Jayasuraya (Roma), Tognetti Melissa (Salgareda, Tv) e infine Toro Olivia (Roma). Ormai, dopo cinque edizioni, il premio è conosciuto in tutta la penisola tant’è che diverse scuole primarie e medie inferiori, sparse lungo lo ‘stivale’, hanno deciso di aderire al progetto, coinvolgendo i loro alunni. Inoltre alcuni Comuni italiani hanno deciso di offrire al concorso il loro patrocinio: tra questi, oltre al Comune di Roma e al XIII Municipio, anche il Comune di Napoli, di Casale Monferrato e di Salgareda (Tv). Il concorso ‘Un Mare di Poesia’spiegano Raffaella Ravano, responsabile della casa editrice Dpc, e Michele Gentile, ideatore del premio e socio-fondatore dell’associazione Clemente Riva è riuscito in questi due anni ad unire i cuori di centinaia di ragazzi di tutta Italia, sgretolando distanze geografiche e fisiche, conquistando famiglie e insegnanti sotto l’universale bandiera della cultura e della fratellanza. La Poesia è viva, anche e soprattutto, nelle nuove generazioni. E continua ad essere uno degli strumenti migliori di unione e di aggregazione sociale. Il premio, approdato oramai alla quinta edizione – aggiungono – ci ha donato nel tempo tantissime soddisfazioni, facendo vivere agli organizzatori, al pubblico e agli stessi ‘poeti in erba’ preziosi momenti di gioia e solidarietà”. La grande novità dell’edizione 2013 di “Un mare di poesia” sarà la partecipazione dei Jalisse (al secolo Fabio Ricci e Alessandra Drusian), i vincitori del Festival di Sanremo del 1997, che saranno i testimonial d’eccezione della manifestazione culturale. Già ospiti della IV edizione della Festa del libro e della lettura, organizzata a Dicembre 2012 dall’associazione Clemente Riva, il duo parteciperà anche alla cerimonia di premiazione del concorso poetico del 16 marzo. “Noi organizzatori siamo orgogliosi di ospitare nuovamente due artisti di spessore e di fama internazionale come i Jalisse – commenta Michele Gentile – Fin da subito hanno deciso di appoggiare il nostro progetto perché da sempre sensibili ai temi sociali e particolarmente impegnati e attenti verso il mondo dei bambini e dei ragazzi”. Dal 2006 i due cantanti sono infatti impegnati, assieme all’associazione “Crescere creativi”, nel progetto musicale-letterario “Artisti nelle scuole” (http://artistinellescuole.it) che coinvolge le scuole di ogni grado e mira a far risaltare la creatività musicale dei giovani attraverso la scrittura inedita di testi e musica. I veri protagonisti della cerimonia però saranno i piccoli poeti in erba e i loro componimenti. “Sarà una splendida festa che onorerà tutti i partecipanti – spiega Michele Gentile – Noi punteremo a dare più spazio possibile ai bambini e alle loro famiglie e alla lettura delle poesie per dare risalto al talento dei finalisti”. “Questo premioaggiunge Raffaella Ravano nasce proprio con l’intenzione di stimolare la fantasia e la creatività dei più piccoli, dando loro la possibilità di comunicare i propri sogni e le proprie emozioni”. “Per regalare una bella giornata ai nostri piccoli poeti – concludono gli organizzatori – stiamo preparando un paio di sorprese per i partecipanti e per il pubblico. Per scoprirle, non vi resta che venire a trovarci il 16 marzo per vivere una giornata all’insegna della cultura, della libertà e della partecipazione”. (Per informazioni: www.unmaredipoesia.org).

IL GRANDE E POTENTE OZ”, GRANDE RITORNO (di Diletta Labella)

Il film si presenta come un vero e proprio prequel sul grande schermo dei romanzi nati dalla penna di Frank L. Baum agli inizi del ‘900 in cui si narra del favoloso mondo di Oz. Già nel 1939 era uscito Il Mago di Oz, un classico della storia del cinema in cui il regista Victor Fleming raccontava le vicissitudini del famoso prestigiatore, della piccola Dorothy e dei suoi compagni di avventura, lo Spaventapasseri, l’Uomo di latta, e il Leone fifone, ma in questo film non si ha alcuna traccia di come Oz sia diventato un mago e sia arrivato nella Città di Smeraldo. La risposta ce la da invece questa divertente pellicola che ci mostra i retroscena della vita del celebre mago e come ha fatto a diventare il sovrano di quel regno incantato. Siamo nei primi anni del ‘900 a Kansas City e Oz, interpretato dall’affascinante James Franco, è un arrivista prestigiatore da quattro soldi che 3lavora nel circo e che a causa di un violento tornado viene scaraventato in un magico regno. Qui viene scambiato da tutti gli abitanti per colui che salverà il regno grazie all’ausilio della sua “potente magia” dalle grinfie della Strega Cattiva secondo un’antica profezia. Peccato che in realtà Oz non sia un mago dai poteri veri come tutti credono, ma lui sta al gioco lo stesso, pur di diventare ricco e conquistare il potere sul regno. Ahimè le cose non andranno secondo il suo piano quando incontrerà le tre Streghe: la buona Glinda (Michelle Williams), l’emotiva Theodora (Mila Kunis) e l’opportunista e fredda Evanora (Rachel Weisz). Nel suo cammino incontrerà due comprimari di tutto rispetto, ossia la scimmietta alata Finley e la Bambola di porcellana e nonostante i suoi piani cambino direzione, alla fine scoprirà che la vera magia è sbalordire la gente non con giochi di prestigio, bensì con il coraggio e l’altruismo, e da uomo egoista qual’era Oz, diverrà un eroe scoprendo la sua magnanimità. Uno dei punti di forza de Il Grande e Potente Oz è l’effetto visivo che crea stupore e meraviglia allo spettatore. Nei primi 18 minuti, in cui la storia si svolge nel Kansas, il regista Raimi, citando Fleming, ci propone la storia in bianco e nero e in 4:3. Si ha davvero la sensazione di guardare un film di 70 anni fa e il 3D è quasi inesistente. Una volta che invece Oz viene catapultato nel magico mondo, l’immagine si allarga in 16:9, il 3D si fa più presente e vi è un trionfo di colore e di elementi variopinti che deliziano gli occhi. Sembra quasi di vedere i paesaggi di Alice in Wonderland, ma ai colori spenti e cupi del film di Tim Burton, Raimi oppone un’ampia gamma cromatica. In realtà i due film hanno in comune anche lo scenografo due volte premio Oscar Robert Stromberg. Ha disegnato oltre 30 set e ha ricostruito fisicamente la “Città di Smeraldo” e la celebre “Strada di Mattoni Gialli”. Il film è ben riuscito, anche grazie a un cast stellare, infatti oltre agli attori sopracitati, troviamo Zach Braff, il mitico JD di Scrubs, che in questa pellicola calza i panni dell’assistente di Oz e presta la voce alla scimmietta volante. Il Grande e Potente Oz dunque offre un’esperienza divertente e coinvolgente che conquisterà ogni genere di pubblico. Assolutamente da vedere.

ATTACCAMENTOOREDi Aurelio Tumino – Quinta parte

Sulla base delle osservazioni condotte sono stati classificati 4 diversi modelli o stili di attaccamento,uno sicuro più tre insicuri. Vi è da considerare che questi modelli d’attaccamento fanno da filtro alle informazioni-stimoli, accettando, integrando ed elaborando il più delle volte solo ciò che corrisponde ai propri schemi-convinzioni. Occorre ricordare che i modelli di attaccamento possono mutare se intervengono, nel percorso di sviluppo dell’individuo, nuove esperienze di attaccamento che modificano quelle trascorse.

Il tipo A (ansioso-evitante) – L’amore freddo, distaccato.

Da adulti vivono i loro amori in modo sospettoso, evitano infatti il coinvolgimento affettivo. I bambini che nel primo anno di vita hanno avuto una figura genitoriale che li rifiutava, svalutava e anche ridicolizzava i loro comportamenti daranno luogo ad un bambino evitante.I bambini evitanti dopo aver subito uno stress dato dall’allontanamento della figura genitoriale mettono in atto comportamenti di falsa autonomia, evitando il contatto con una madre imprevedibile, perchè poche volte la madre è pronta ad accogliere le richieste del piccolo, mentre il più delle volte è propensa ad ignorarle. La mimica è rigida nell’interazione col bambino o è una 4mimica che esprime il desiderio di tenerli a distanza. Questi bambini si ritengono per questo non degni d’amore. Si può ipotizzare che prenda forma un pensiero di questo tipo: “se mia madre mi rifiuta è perché sono io a non essere degno d’amore”. Quindi fanno conto solo su se stessi, perchè la figura d’attaccamento in caso di necessità non c’è mai, quindi sviluppano comedifesa la negazione dei loro bisogni.Questo bambino impara ad evitare di avvicinarsi alla mamma, la ignora al suo ritorno (o l’abbraccia senza trasporto) oppure la accoglie con una manifesta reazione di evitamento: si volta da un’altra parte oppure distoglie lo sguardo. Nei momenti di separazione il bambino non sembra turbato dall’assenza della madre. Questo tipo di attaccamento è caratteristico dei bambini che nel primo anno di vita hanno sperimentato una madre insensibile ai loro segnali, alle loro richeste, che ha scoraggiato il contatto fisico quando il piccolo aveva paura o stava male o era sottoposto ad uno stress. Esibiscono un eccesso di autonomia, concentrandosi sul mondo inanimato e I beni materiali (soldi, oggetti, valori) piuttosto che sulle persone, ma non mostrano né rabbia, né bisogni affettivi, non manifestano dolore ma si mostrano distaccati ed evitano il contatto. Si tratta di sfortunati individui, che5 al contrario dei soggetti sicuri, non possono sviluppare la loro personalità partendo dalla sicurezza di una base sicura cui far riferimento, non godono cioè, in alcun modo di sicurezza affettiva. L’indisponibilità dell’adulto da cui il bambino dipende per la sua protezione e sopravvivenza, creerà nel bambino una vulnerabilità verso la paura della perdita dell’altro.Spesso queste persone non hanno la consapevolezza delle proprie rappresentazioni mentali, perché operano a livello inconscio, influenzando sia lo sviluppo della personalità sia le esperienze relazionali presenti e future. L’imperativo delle persone con attaccamento ansioso-evitante sarà di evitare il coinvolgimento emotivo nelle relazioni sentimentali e la loro vita sarà incentrata tutta sul desiderio di conquista di un’autonomia e autosufficienza personale che escludano, in caso di necessità, il ricorso agli altri, perché considerati individui inaffidabili e quindi su cui contar poco o niente. Si tratta di una vera e propria strategia di vita, il cui scopo nasconde una difesa contro il rischio di ulteriori delusioni, dovute proprio ad esperienze vissute di rifiuti. Per non correre il rischio di essere rifiutati, sopprimono la loro emozionalità e ridicolizzano i sentimenti propri e altrui per costruirsi il motivo che gli consenta di poterli rifiutare. L’attuazione della strategia passa anche per la svalutazione degli altri con lo scopo di tenerli a distanza emotiva. Sono anche pronti ad usare gli altri. Così le persone con questo tipo di attaccamento possono arrivare a comportarsi come se gli altri non esistessero usando in maniera prevalente frasi di disconferma attraverso le quali ciò che viene comunicato è un messaggio del tipo: “tu nonesisti”, “tunon sei nessuno”. Così dipendono più dalle cose e dall’ambiente esterno che non dalle persone. Ai legami affettivi preferiscono la solitudine e l’isolamento, ritirandosi nelle loro attività ripetitive ed abitudinarie. Tuttavia la pressione interna esercitata dal mancato soddisfacimento dei bisogni li spinge comunque a cercare una relazione e nel tentativo di difendersi dai rischi di una relazione emotiva (che sentono ingestibile e fonte di profonda angoscia) si rifugiano nel mondo prevedibile ed ordinato degli oggetti (stanza, abitudini, le proprie cose), nascondendo o camuffando il disagio di fronte alle espressioni di emotività altrui e opponendosi di fronte alle situazioni che temono imprevedibili e incontrollabili. Possono per questo arrivare ad essere genitori intrusivi e ipercontrollanti Le emozioni predominanti sono tristezza e dolore che possono essere trattenute internamente per non manifestarle.Le madri dei bambini del tipo A dichiarano in modo distaccato e generico di aver avuto una buona infanzia, anche se gli episodi che ricordano dimostrano il contrario. Spesso non si ricordano dell’infanzia come di un lungo periodo vissuto e per questo ricordato, ma solo di particolari episodi felici.

6

PRISMA

http://associazioneclementeriva.wordpress.com7

Direttore: Gianni Maritati

In redazione: Sandro Capodiferro, Letizia De Rosa, Chiara Ferraro, Ruggero Pianigiani, Riccardo Troiani, Aurelio Tumino

Collaboratori: Paolo Aragona, Luca Carbonara, Diletta Labella, Gabriella Lepre, Nunziante Valoroso

 

Annunci

»

  1. caterina ha detto:

    Ho trovato questo blog su google, sto leggendo con gusto tutti i post che riesco… il blog e’ semplicemente fantastico, complimenti.

    • giannimaritati ha detto:

      Grazie mille Caterina! 🙂 Il tuo commento ci riempie il cuore di gioia. Purtroppo prima di settembre-ottobre non usciranno nuovi numeri di Prisma perchè la nostra associazione sta passando un momento difficile ed è costretta a un periodo di pausa. Se ci lasci la tua mail però possiamo iscriverti alla nostra newsletter così, dopo l’estate, al nostro ritorno, potrai ricevere comodamente i nostri articoli e restare aggiornata sulle nostre attività. Che ne pensi? Grazie ancora

      Associazione Culturale Clemente Riva (Ostia)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...