PRISMA di Gianni Maritati

Cultura, spettacolo e voglia di vivere (meglio)

CARLO VERDONE, LA CASA RACCONTA

I mattoni delle nostre case, quando ne usciamo per farci una vita autonoma, ce li portiamo sempre dentro: insieme alle immagini dei cari con cui abbiamo trascorso la prima parte della nostra esistenza, quelle dei vicini e degli amici, e di chi ci ha lasciato comunque un’impronta o un ricordo nell’anima.


Sono esperienze che ognuno di noi, lasciata la casa paterna e materna, porta gelosamente nel cuore, ma a volte succede che qualcuno voglia farne dono agli altri. E’ il caso di Carlo Verdone, che nel libro “La casa sopra i portici” (Bompiani) rievoca la sua vita fino ai trent’anni, intrecciando il filo del racconto con il ruolo prezioso ed essenziale che la bella casa dei genitori in Lungotevere dei Vallati a Roma ha giocato nella sua formazione. Verdone ne parla con devozione e affetto, come di un “personaggio”, anzi come di un’autentica “protagonista” del film della sua vita.


Il libro, arricchito da alcune foto evocative e struggenti, non è la solita autobiografia. Attraverso se stesso, Verdone riesce a raccontare alcuni decenni cruciali di vita italiana. Da Alberto Sordi a Vittorio De Sica, i grandi protagonisti dello spettacolo e della cultura che il giovane Carlo ha potuto conoscere grazie al mestiere, alle amicizie e alla simpatia del papà Mario (eminente storico del cinema) s’inseriscono in un quadro più ampio, in un flusso di ricordi nel quale i lettori possono riconoscersi, per poi lasciarsi piacevolmente trascinare. E poi, nel libro, ritrovi le radici del cinema di Verdone, i primi volti dei suoi personaggi, i primi accenti delle sue battute. L’autobiografia privata diventa così una meditazione sui “materiali” dell’arte cinematografica, sulla ricerca delle idee e sulla fatica di un autore che si accosta alla vita con quel sentimento misto di ironia e malinconia che avrebbe contraddistinto la sua filmografia. Forse ognuno di noi, anche senza pretese di qualità letterarie e senza l’ansia della pubblicazione, dovrebbe tenere un diario essenziale del proprio rapporto con la casa dei genitori e con tutto ciò di cui lei è stata “testimone”: per non perdere la memoria delle nostre radici e trasmetterla a chi metterà i piedi sulle orme che avremo lasciato. Grazie, Carlo.


“LANTERNA VERDE”

Agli amanti dei fumetti, e in particolare dei supereroi, segnaliamo “Lanterna Verde”, un film con Ryan Reynold che ha come protagonista un famoso personaggio della scuderia editoriale americana DC Comics. E’ una storia fantasy e fantascientifica, ricca di effetti speciali, con un “messaggio” semplice e diretto: la forza della volontà sconfigge la paura. L’antagonista di Lanterna Verde, infatti, si “nutre” della paura altrui per affermare la propria velleità di potenza su tutto l’universo. Soltanto la determinazione, unita al coraggio e allo spirito di sacrificio, può contrastare efficacemente l’avanzata del male e debellare i suoi folli progetti. Per il personaggio interpretato da Reynold la sfida è doppia: essendo la prima Lanterna Verde del pianeta Terra, deve anche convincere i Guardiani dell’Universo e il capo di tutte le Lanterne Verdi (appartenenti a razze aliene) che anche un essere umano può svolgere l’arduo compito di mttersi al servizio del bene dell’Universo… Un film, dunque, che si fa vedere soprattutto per la semplicità della storia e per l’efficacia degli effetti visivi e delle ricostruzioni virtuali.

PREMIO “MASSIMO DI SOMMA”

C’è tempo fino al 30 maggio 2012 per partecipare alla quinta edizione del Premio “Massimo Di Somma”, promosso dalla Manifestazione socio-culturale “Approdo alla lettura” di Ostia Lido, le cui attività riprenderanno presso il Pontile mercoledì 25 aprile (durerà fino al 31 ottobre). Il Premio si articola in tre sezioni (Letteratura, Musica e Arti Figurative) e gode del patrocinio del Comune di Roma, del XIII Municipio capitolino e delle Biblioteche di Roma. Per quanto riguarda la sezione letteraria, si può partecipare con testi inediti di narrativa (romanzo o raccolta di racconti), a tema libero, da inviare appunto entro il 30 maggio prossimo alla segreteria della manifestazione. Ai cinque finalisti, durante la serata conclusiva del Premio, verrà consegnata una targa con diploma, mentre il primo classificato si aggiudicherà un contratto di edizione con la Casa editrice “La Bacheca”. Importante novità di quest’anno, la giuria della sezione “Letteratura” viene espressa dall’Associazione culturale “Clemente Riva” di Ostia. Il bando completo del Premio è disponibile sul sito http://www.approdoallalettura.it. Per informazioni e contatti: premiodisomma@approdoallalettura.it.

PER RICORDARE ALESSIA

Quando le persone ci lasciano troppo presto, lasciano un vuoto immenso. Ma spetta a noi continuare la loro testimonianza cercando di riempire, anche se sempre troppo poco, quel vuoto che resterà comunque incolmabile.
Sono riflessioni che riferisco ad Alessia Bellofatto, una ragazza che a soli 16 anni è volata in cielo, lasciandoci l’esempio di un’altissima testimonianza di fede cristiana e di un talento artistico multiforme, che spaziava dall’arte alla poesia. Nel suo nome, il papà Francesco (che è stato graditissimo ospite all’ultima Festa del libro di Ostia nel marzo scorso) ha iniziato una splendida opera di solidarietà sociale e di promozione culturale, intitolandole un’Associazione di volontariato: “La piccola cometa”.
I disegni di Alessia Bellofatto accompagnano alcuni suggestivi calendari ma soprattutto un bel libro in cui la giovane artista “rilegge” il Cantico delle Creature di San Francesco. Nelle opere di Alessia, il Povero di Assisi è come un bambino, sempre sorridente, che si apre fiducioso al mistero e alla bellezza del creato in tutti i suoi aspetti e momenti. Alessia ha “capito” Francesco, ha compreso perfettamente il suo messaggio di gioia, di umiltà e di serena accettazione del dolore e della morte.
Il libro (arricchito dalla traduzione inglese del Cantico, da notizie storiche sul Santo e da alcune preghiere scritte dalla stessa Alessia) può essere richiesto con bollettino di CCP n. 001000388718 (12 euro + 1,50 euro come contributo spese di spedizione) intestato a: Associazione “La piccola cometa Alessia Bellofatto”, via Roma 64, 83022 Baiano (Avellino).

Per informazioni e contatti: alessiabellofatto@alice.it, http://www.lapiccolacometaalessiabellofatto.it.

LA RECENSIONE (di Rosanna Lanzillotto)

A volte, viaggiando in metropolitana o in tram per raggiungere il nostro posto di lavoro, può capitare di riflettere sul libro scelto semplicemente per avere un po´ di compagnia durante i lunghi tratti stradali o le lunghe percorrenze temporali. Improvvisamente poi, mentre la lettura assorbe i nostri pensieri fermata dopo fermata, ci si accorge che tra le righe di quelle pagine c´è molto di più di un insieme sparso di parole destinato a completare un viaggio di trenta minuti da casa al posto di lavoro. Ci rendiamo conto che avremmo voluto immergerci in quella lettura magari seduti in un posto sicuro e comodo dove poter raccogliere i nostri pensieri per renderli in qualche modo discretamente complici con quanto quelle pagine rimandano alla nostre mente, alle nostre emozioni.


Se ad esempio scegliessimo il romanzo “L`ultima stanza in fondo al corridoio“ di Alessandra Brisotto (L’Autore Libri), ci ritroveremmo a leggere le parole che compongono o meglio ricostruiscono la storia di una vita. Suggestivamente la nostra e quella della protagonista del romanzo: Bianca. Una donna alla ricerca disperata di ricostruire se stessa attraverso la via del perdono che, per arrivare a questa meta, decide di percorrere un cammino che incoraggerà anche il lettore a ritrovare quei lati oscuri della propria esistenza, capaci di perdonare chi gli ha lacerato l’anima e la vita. Perché ognuno di noi nasconde, o potrebbe nascondere nel suo intimo, profonde sofferenze a volte mai riconosciute o mai accettate. Leggere questo romanzo è percorrere una strada ben delineata già dalle prime righe della sua narrazione:

“A te“

Un percorso tracciato con cura e profonda attenzione a non abbandonare mai nel divenire degli eventi la via dell´amore che conduce al perdono. Per fare tutto ciò è però necessario non aver paura di riconoscere e analizzare ogni aspetto negativo o meno della propria storia. Una delle particolarità di questo romanzo consiste nella capacità della sua narratrice di renderci silenziosi e attenti spettatori degli eventi narrati e, allo stesso tempo, co-protagonisti della storia di Bianca. E´ un cammino il suo, il nostro, attraverso i ricordi di una bimba non voluta perché frutto di un evento casuale e mai accettato, divenuto beffa nell’esser nata femmina. E´ proprio questa dura realtà e la sua presa di coscienza che nel prosieguo del racconto di cose positive e negative, la aiuteranno a scoprirsi una donna completa. Una donna che nonostante sia stata posta dinanzi a dure prove, non ha mai smesso di riconoscere la netta differenza tra luce e buio, bene e male. C´è sempre un raggio di luce che illumina il suo cammino indicando con impetuosa chiarezza la via da percorrere. I sentimenti che, attraverso espressioni brevi e chiare sanno riempire con dolce fermezza l´animo di chi narra e di chi legge, sono lo strumento che permette alla protagonista di divenire una donna in grado di rimettere insieme i pezzi della sua anima lacerata, della sua vita proiettata verso la luce della speranza e dell´amore. Una luminosità che saprà indicare alla protagonista, e al lettore attento, quali sono i pezzi del puzzle della propria esistenza da unire o separare anche quando sembrerà di vivere in una notte senza stelle, completamente dispersi nel buio profondo dell’universo umano. È la raffinatezza e la sensibilità della terminologia espressa dalla scrittrice Alessandra Brisotto, il suo stile poetico e al contempo realmente forte che donano, alla protagonista femminile del romanzo, la capacità di interpretare un ruolo mai eccessivamente delicato e femminile e mai esageratamente duro e maschile, ma di essere semplicemente il cuore di un embrione in evoluzione, disposto a diventare la parte femminile del suo universo.


Un altro aspetto degno di nota in questo romanzo è la fluidità narrativa nell´alternanza descrittiva del tempo e del luogo nel quale lo spazio temporale trova la sua esatta dimensione. Il passato e il presente si mescolano quasi a diventare un tutt`uno con la realtà che lentamente si distacca dalla protagonista e da coloro che l´accompagnano nel suo cammino nel tentativo riuscito di ritrovare una nuova area di vita nella quale realizzare se stessa. Pensieri che si alternano, riferimenti linguistici controversi, ma mai ossessivi, parole che si dibattono tra loro al fine di riconoscere la giusta direzione per raggiungere la meta principale di questa storia: il perdono e con esso l´amore. L`esistere per ciò che si è e non per ciò che gli altri vogliono tu sia. Il bisogno assoluto di essere, seppur distante da luoghi, cose e persone dai quali avrebbe desiderato essere amata:

Vive da sola Bianca

Se n´è andata

Vive da sola, nel suo millimetrico castello, a Colonia

Finalmente sola

Le sue espressioni arrivano dritte al cuore, dando spazio a tutta l`intensità dei pensieri nei quali riconoscere con profonda lucidità la presenza e l´assenza di noi stessi:

tutto scompare – resta l´amore

Bianca sono io Bianca sei tu


Consigliato a tutti coloro che intendono affrontare il presente e il futuro a volto scoperto!

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