PRISMA di Gianni Maritati

Cultura, spettacolo e voglia di vivere (meglio)


DAL “RE LEONE” A “CARS 2”, MAGIA SENZA TEMPO

Riproposto qualche mese fa al cinema in 3D, “Il Re Leone” torna anche sul mercato dell’home video in più formati (blu-ray 3D, blu-ray 2D e copia digitale). E ancora una volta questo superclassico della Walt Disney, lanciato nel 1994, affronta con disinvoltura il giudizio del tempo e del pubblico in tutto il mondo,

riscuotendo un successo straordinario tra vecchi e nuovi fan del piccolo Simba e della sua storia di formazione, a metà fra l’Amleto di Shakespeare e i tragici greci. La stessa “sorte” tocca un classico più vicino a noi, “Cars 2”, capolavoro della Disney-Pixar uscito nei cinema lo scorso anno.

Chissà quali formati e supporti video s’inventeranno in futuro, ma una cosa è certa: film come “Il Re Leone” o “Cars” sfidano senza problemi il passare degli anni e le continue innovazioni tecnologiche. Merito di un’arte – quella dell’animazione – che sa parlare al cuore umano, raccontare esperienze ed emozioni, accendere la fantasia, colorare l’immaginazione. L’animazione è davvero un’arte senza tempo, un linguaggio universale, un passaporto verso mondi che esercitano un fascino straordinario e intramontabile.

Non solo. L’animazione, dietro l’apparenza della semplicità espressiva e dell’immediatezza comunicativa, è un’arte complessa e completa. Esalta in una stessa “miscela” la suggestione del disegno, l’emotività dei colori, la potenza della musica, la forza evocativa dei dialoghi. E lo fa trovando spesso un punto di equilibrio originale tra ispirazione letteraria e dinamismo cinematografico, tensione etica e ritmo narrativo, arte e tecnologia.

Tutto questo e molto di più troviamo nei Classici Disney e nella Nuova Classicità Pixar, che da “Toy Story” in poi si è inserita nella grande tradizione disneyana conservando una spiccatissima autonomia estetica e, direi quasi, “filosofica”, puntando sull’originalità delle storie, su una forte carica ironica e parodistica e sulla stupefacenza della resa tecnologica.

Esiste una matrice ideale comune a questi film, un comune territorio spirituale che si esprime attraverso alcuni concetti-base: dal rispetto per gli altri alla difesa della natura, dal culto dell’amicizia alla sincerità del sentimento d’amore, dal senso della comunità ai valori della famiglia, della pace, della solidarietà, della tolleranza e a volte anche del sentimento religioso (su quest’ultimo punto l’esempio di Casa Disney è “Il gobbo di Notre-Dame”). Senza dimenticare il rilievo dato allo spirito d’avventura, all’ironia intelligente e all’evasione pura. In altre parole, il miglior cinema d’animazione ha il coraggio di seguire l’arte antica ma sempre viva e valida di “educare divertendo”, di trasmettere messaggi positivi facendoci trattenere il fiato o sorridere o commuovere… In questa prospettiva, tanta tv e tanto cinema (e pure tanto web) sono spesso tragicamente fuori strada. La magia dell’immaginazione ci aiuta a ritrovare la rotta.

ESCE IN BLU-RAY, PER SAN VALENTINO, “LILLI E IL VAGABONDO”, IL PIU’ ROMANTICO DEI CLASSICI DISNEY

 di Nunziante Valoroso

Lilli e il vagabondo ha fatto in questi giorni il suo debutto in blu-ray disc, con una edizione a disco singolo ma comunque molto ricca. Il film è perfettamente restaurato (già la precedente edizione in dvd era spettacolare) e, al solito, tutti i più minuti dettagli di animazioni e fondali sono riprodotti con altissima qualità.

Il film è il primo lungometraggio Disney ad avere una ambientazione relativamente recente: si svolge infatti in una cittadina americana del New England all’inizio del Novecento. Inoltre non è tratto da una famosa opera letteraria ma da un racconto commissionato da Disney stesso allo scrittore Ward Greene, che combinò elementi di un precedente soggetto in preparazione allo Studio su una bella cockerina di nome Lady e di un suo racconto su un cane randagio di nome Dan. La lavorazione del film durò quattro anni e Walt scelse di girare le scene col nuovo sistema appena lanciato dalla 20thCentury Fox, il Cinemascope, formato ideale per una storia girata dal punto di vista dei cani: infatti è funzionale al loro modo di muoversi e consente naturalmente di inquadrare gli umani solo dalle ginocchia in giù, come accade per gran parte del film.

Lilli e il vagabondo è una storia semplice e deliziosa che racconta l’amore tra Lilli, una cockerina raffinata, e Biagio, un simpatico bastardo. Le musiche, composte da Oliver Wallace, sono deliziose, le scenografie straordinariamente efficaci e l’uso del Technicolor, delle ombre e delle luci come sempre impeccabile. Tutte le canzoni del film furono composte in tandem dalla famosa cantante Peggy Lee e da Sonny Burke. Peggy Lee diede anche la voce, in originale, a quattro personaggi: Gilda (la cagnetta bastarda ospite fissa del canile), “Tesoro” (la padrona di Lilli) e i due insopportabili e simpaticissimi gatti siamesi Si ed Am.

Uscito per la prima volta in Italia per il Natale 1955, Lilli e il vagabondo fu adattato da Roberto de Leonardis, che tradusse anche le canzoni. Grandissimo il cast di doppiatori: Flaminia Jandolo (Lilli) e Stefano Sibaldi (Biagio), mentre gli altri cani hanno le voci di Lauro Gazzolo (Whisky), Mario Besesti (Fido) e Tina Lattanzi (Gilda). Giuseppe Rinaldi e Rosetta Calavetta sono Gianni “caro” e “Tesoro”, i padroni di Lilli. Il meraviglioso doppiaggio italiano è stato restaurato in DTS e sembra una incisione moderna. Corposo il comparto di extra del disco. Abbiamo una presentazione della figlia di Walt Disney, Diane, che ritroviamo anche in una intervista in cui ci mostra il piccolo appartamentino che i suoi genitori avevano sulla caserma dei pompieri nella Main Street di Disneyland; tre scene eliminate visualizzate tramite gli storyboards; una canzone eliminata e, infine, quasi tutti gli extra già presenti nella vecchia edizione in dvd, tra cui spiccano un lungo “making of” di quasi un’ora e alcuni meravigliosi estratti dal programma televisivo “Disneyland” nei quali è Walt Disney in persona a ricreare per gli spettatori, con l’aiuto dei suoi animatori e musicisti, alcune fasi della lavorazione del film.

ESCE CON ZANICHELLI IL “DIZIONARIO ANALOGICO DELLA LINGUA ITALIANA”, VERO E PROPRIO GPS LESSICALE

 Quante volte abbiamo detto o pensato: non mi viene la parola giusta, ce l’ho sulla punta della lingua… In queste situazioni, può essere utilissimo il “Dizionario analogico della lingua italiana” di 

Zanichelli. Le parole – ecco il presupposto “ideale” del Dizionario – sono come tante piccole isole di un vastissimo arcipelago, parenti più o meno stretti che appartengono ad una stessa grandissima famiglia. Fra le parole, dunque, esiste una ricca e complessa rete di analogie ed è proprio ispirandosi a questo concetto che l’Editore Zanichelli propone il Dizionario arricchendolo con un cd-rom per Windows e Mac (autrici, Donata Feroldi ed Elena Dal Pra). E’ uno strumento prezioso per migliorare la nostra conoscenza e padronanza dell’italiano, spesso proprio per trovare quella benedetta parola che resta appesa, ancora senza identità, sulla punta della lingua… Infatti, l’“analogico” si differenzia dagli altri dizionari perché le parole invece di essere sistematizzate secondo il tradizionale ordine alfabetico sono raggruppate per gruppi semantici così da favorire, appunto, la ricerca della parola “giusta”. Il Dizionario è anche un’App unica per iPhone, iPod e iPad. Per altre informazioni: http://dizionari.zanichelli.it.  

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...