PRISma

Cultura, spettacolo e voglia di vivere (meglio)

DIVENTARE LETTORI PER DIVENTARE CITTADINI

Lo sviluppo delle nuove tecnologie non diminuisce l’importanza e il valore della lettura. Chi legge s’informa, coltiva la memoria storica, si apre a nuovi mondi e a nuove esperienze, fa tesoro degli errori o delle emozioni altrui, approfondisce la conoscenza della realtà, sviluppa una sensibilità speciale, fatta di attenzione ai problemi e alle speranze che ci circondano. Tutto questo vale per i buoni libri, naturalmente, ma anche per i giornali e le riviste, i testi elettronici e i siti web.

La lettura ci aiuta a recuperare la nostra dimensione interiore e a comunicare con il nostro io. Soprattutto, a partire dalla più tenera età, le buone letture ci aiutano a diventare cittadini, e cittadini migliori, amanti della vita democratica e della partecipazione civile. Per questo l’Associazione culturale “Clemente Riva” di Ostia promuove ogni anno il concorso “Un mare di poesia” destinato ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle medie. La seconda edizione, che si è svolta il primo ottobre scorso ed è stata organizzata in particolare grazie all’impegno di Ruggero Pianigiani e Michele Gentile, ha voluto trasmettere con passione questo messaggio. Non solo. La manifestazione è stata realizzata insieme ai volontari del Comitato di quartiere Ostia Nord che da tanti anni, senza pesare sulle casse pubbliche, difendono e valorizzano il Parco “Clemente Riva” a beneficio di tutta la comunità locale e dei turisti. Verrebbe da dire che le speranze di un futuro diverso sono nelle mani dei bambini e dei volontari: mani pulite e piene di ideali, mani da non deludere.

(Nella foto, un momento della premiazione di “Un mare di poesia” con Raffaella Ravano, responsabile della casa editrice DPC, e lo scrittore Alfio Giuffrida, autore di “Deserto verde” e de “L’anno del Nino”)

PAROLE COME SOFFIONI”: IL LIBRO DI POESIE DI BICE SABATINI. (2011, LINEE INFINITE EDIZIONI). ECCO LA PREFAZIONE

Rievocare la tragedia di un terremoto non è facile per nessuno. Tanto meno per chi l’ha vissuta in prima persona, e in tutta la sua forza devastante. Di fronte a catastrofi simili, forse solo la poesia ci restituisce la possibilità della ricerca di un senso, di uno sguardo sull’atrocità subìta, di un percorso nel dolore della memoria… La voce personalissima di Bice Sabatini, che coglie questa possibilità, diventa la voce di un’intera comunità, sconvolta e amareggiata.

Tutto inizia alle 3.32 di quella maledetta notte del 6 aprile 2009. In realtà, qui le “maledizioni” non c’entrano. L’inizio di questa tragedia risale a molto tempo prima. Con il cuore leggi queste belle poesie e con la ragione, intanto, ti indigni con la brutta prosa dei silenzi colpevoli, delle responsabilità disattese, dell’indifferenza.

Oltre al terremoto in Abruzzo, la poesia di Bice Sabatini tocca altri temi: gli affetti familiari, il rapporto con la natura amica, il senso religioso, l’amore e il sesso, la pietà per i morti, il Natale e la Resurrezione di Cristo… Ma il cerchio, a un certo punto, si chiude su se stesso: l’esperienza del terremoto torna a bussare. “Cammino nella / mia mente per non dimenticare”. Anche noi, grazie a Bice, camminiamo nella nostra mente per non dimenticare. Mai.

Alcune poesie sono accompagnate da precise indicazioni di tempo e di luogo. Come per dire: la poesia nasce da un “qui” e un “ora”, ma tende alla totalità del tempo e dello spazio…. un attimo eterno, un luogo universale. Con Bice la poesia diventa un passaporto per entrare in nuovi mondi o per guardare al mondo che già conosciamo con uno sguardo più puro e penetrante.

Sono versi molto musicali: qualche poesia “meriterebbe” di diventare il testo di una canzone. Versi che ci aiutano a camminare sui ricordi e sulle emozioni senza calpestarli. Versi densi e fulminanti, come quelli dedicati all’”ansia del poeta”: Improvviso un pensiero / ti prende la mano. / Si scrive veloce per / non perdere voce. / Ricopre le righe, / riporta le cose / poi ti da’ pace. Il poeta trova pace, ma il suo lettore, per fortuna, no: continua a fare suoi i versi di Bice.

FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA DI OSTIA, ECCO I NOSTRI PUNTI DI RACCOLTA PER I “DONATORI”

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che la Festa del libro e della lettura di Ostia vive delle donazioni degli editori e di chiunque voglia contribuire a quest’opera di cultura e di solidarietà. Se volete regalare libri nuovi o usati ma in ottime condizioni, potete consegnarli ai nostri Punti di raccolta presso il negozio “Interdomus” (Via Diego Simonetti, 40, Ostia Lido) e presso la “Pro Loco” di Ostia Antica (doppio ingresso: piazza della Rocca 12 e via Gesualdo 18). Per organizzare le Mini Feste del libro inviare un’email a g.maritati@tiscali.it oppure venite a visitarci su Facebook. Per donazioni:

  • Codice Iban: IT 10 N 08327 03231 000000006461

  • Banca di Credito Cooperativo, Agenzia di via Corrado del Greco, 78, Ostia Lido

L’OROLOGIO PARALLELO” BATTE IL TEMPO SUL WEB

Prosegue con successo l’avventura de “L’Orologio Parallelo”, la raccolta di racconti a firma di Monica Baldacchino, Cinzia Baldini e Michele Gentile, pubblicata da Linee Infinite Edizioni (www.lineeinfinite.net). I relativi video su YouTube continuano ad avere ottimi riscontri in termini sia di numero di visualizzazioni che di giudizi da parte dei lettori. Ricordiamo i titoli dei racconti: “L’angelo di cioccolata” (Gentile), “La città sul volante” (Baldacchino) e “Il pianista maledetto” (Baldini). Inoltre ricordiamo che il libro, oltre che nelle tradizionali librerie, è disponibile presso il tendone di “Approdo alla lettura” (Pontile di Ostia, piazza dei Ravennati) e agli indirizzi www.bol.it e www.unilibro.it.

ED ANCHE MARILYN SI TINGE DI BLU

MGM pubblica in blu-ray disc “A qualcuno piace caldo” e “Gli spostati”

DI NUNZIANTE VALOROSO


Ha il sapore di un piccolo evento la distribuzione, all’interno di una rosa di titoli di catalogo scelti nel prezioso listino della United Artists, di questi due classici del cinema americano interpretati da colei che più di ogni altra è stata l’attrice icona del ventesimo secolo: Marilyn Monroe. “A qualcuno piace caldo” (Some like it hot) diretto nel 1959 da Billy Wilder, è forse la più riuscita commedia hollywoodiana , con la sua irresistibile sceneggiatura che, in un fuoco di fila di battute e situazioni irresistibili racconta le vicende di due spiantati jazzisti (Tony Curtis e Jack Lemmon), testimoni involontari del massacro di San Valentino del 1929 e costretti a travestirsi da donna al seguito di una orchestra di sole dame, la cui cantante è appunto Marilyn, nell’indimenticabile ruolo di Zucchero, la ragazza che non resiste ai sassofonisti. Audio e video ottimi (colonna sonora italiana rimasterizzata in DTS) e un pacchetto di interessanti contenuti speciali, tra commenti, documentari e making of. Se aggiungiamo Marilyn che canta da par sua I wanna be loved by you e I’m through with love, l’acquisto è obbligato. “Gli spostati” (The misfits), diretto nel 1961 da John Huston , con Clark Gable e Montgomery Clift, fu l’ultimo film per Gable e per Marilyn, con una sceneggiatura scritta da Arthur Miller quale omaggio a Marilyn, allora sua moglie. Il film è una sorta di western triste e crepuscolare che narra la storia di alcuni cowboy disadattati che catturano cavalli nel deserto del Nevada. Ottima la trasposizione in digitale, un po’ scarsi gli extra (il solo trailer) ma con un simile cast non si può dire di no.

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