PRISMA

Cultura, spettacolo e voglia di vivere (meglio)

L’OROLOGIO PARALLELO”: STORIA DI TRE STORIE

16 APRILE, alle 17, nel Salone Riario ad Ostia Antica, presentazione del libro “L’Orologio Parallelo” di Monica Baldacchino, Cinzia Baldini e Michele Gentile, con una prefazione di Vincenzo Mollica (Linee Infinite Edizioni). Pubblichiamo qui l’introduzione.


In geografia, esistono le stesse mappe, uguali per tutti, ma poi ognuno di noi si sceglie i “luoghi dell’anima”, elabora le proprie mappe interiori, affida a spiagge, pinete o montagne un tassello del proprio mistero, l’incanto di un incontro o il dolore di una rivelazione. Allo stesso modo, nell’inarrestabile voltapagina del tempo, esistono agende e calendari uguali per tutti, ma poi ognuno di noi si cala nei gusci vuoti dei giorni a modo suo, con un ritmo tutto suo, con quel senso di straniamento che ti fa vivere “le ore lente e gli anni veloci”, come dice Claudio Baglioni in una sua canzone. Qualcuno, prima di noi e senza di noi, ha messo i giorni in fila come spilli sulla spina dorsale dell’universo ma poi, dentro di noi, fra i battiti del cuore e le curve della memoria, quell’ordine così razionale e rassicurante spesso viene travolto e sconvolto…

Sono nate da queste riflessioni le storie raccolte nel libro che avete fra le mani. Tanti anni fa, ho voluto fissare su carta l’urgenza di alcune storie che per qualche motivo stavano prendendo forma nella mia mente. Mi sembravano storie scritte più con gli occhi che con le dita, perché immaginavo già il loro sviluppo in chiave televisiva o cinematografica. Solo tre, di queste storie, mi hanno convinto fino in fondo e hanno vinto un posto nella memoria del mio computer: “L’angelo di cioccolata”, “La città sul volante” e “Il pianista maledetto”.

Nel 2003 e nel 2008 questi soggetti sono stati depositati presso la Siae sotto un titolo complessivo: “Fatta apposta così”. Un titolo scelto un po’ per risparmiare, lo confesso (depositare una sola opera, invece di tre, costa meno…) e un po’ per esprimere il carattere disorganico di questa trilogia: tre soggetti accostati l’uno all’altro, “così”, senza particolari legami narrativi e simbolici. Ho cominciato a proporli in giro (gente di cinema, qualche produttore tv, qualche amico giornalista): tanti complimenti, nessun risultato. Il mio mestiere è un altro (quello del giornalista, appunto), ma la trilogia mi sembrava buona. Racconto sempre le storie degli altri, mi piaceva per una volta (anzi, per tre volte) raccontare le “mie” storie.

Che fare? La “luce” mi si è accesa quando ho conosciuto Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini, tre scrittori che vivono nel mio stesso quartiere: Ostia, lo sguardo sabbioso di Roma affacciato su quel mare che nell’antichità l’ha vista regina incontrastata. Tre nuovi autori che hanno partecipato con successo al Premio “Massimo Di Somma” per opere inedite, di cui presiedo la giuria letteraria, nell’ambito della meritevole e prestigiosa manifestazione culturale “Approdo alla lettura” che si svolge ogni anno sul litorale ostiense, appunto. Dalla comune passione per la letteratura all’amicizia e alla complicità di “concittadini”, il passo è stato breve. Nel settembre del 2009, feci a tutti e tre la mia “proposta indecente”: ho scritto tre soggetti, se volete ve li affido, per dar loro dignità e spessore di racconti… Proposta accolta con sorpresa ed entusiasmo, mesi di lavoro serrato e, alla fine, i tre racconti escono belli profumati dal forno sempre accesso della loro immaginazione: “L’angelo di cioccolata” (Michele Gentile), “La città sul volante” (Monica Baldacchino) e “Il pianista maledetto” (Cinzia Baldini). Con una nota originale: i tre autori, ai quali ho lasciato piena libertà creativa a parte qualche mia personale impressione, scelgono di imbastire una serie di rimandi e allusioni che “mettono in relazione” le tre storie. Il lettore si divertirà a scoprirli, se vuole, come se si trovasse di fronte ad un gioco enigmistico.

E’ dunque da questa alchimia che sono nati i tre racconti riuniti sotto un nuovo titolo: “L’orologio parallelo”. Perché questo titolo? Prima di tutto, perché è nato da un “brain storming” nel quale ci siamo impegnati tutti e quattro, i tre autori e il sottoscritto: dopo innumerevoli tentativi e varianti, ci sembrava la metafora giusta per trasmettere a voi, lettori, il senso nascosto di questo triplice frutto della nostra immaginazione. Come accennavo, il tempo procede su due linee, due “convergenze parallele”. Esiste il tempo ufficiale, quello sancito dalle agende e dai calendari, appunto, scandito dagli impegni di scuola e di lavoro, divorato dall’ansia di conquistare i nostri obiettivi quotidiani ed esistenziali. Ma esiste anche il tempo interiore, che è “uno” per ciascuno di noi e “molteplice” nelle diverse fasi della vita di ciascuno di noi. Quel tempo che ci restituisce un’immagine più viva e complessa della nostra realtà interiore e per questo fugge e sfugge, intrecciandosi continuamente, e misteriosamente, e a volte dolorosamente, con il tic-tac degli orologi e il click alterno di albe e tramonti. Quel tempo che scorre prezioso come un fiume d’oro e non torna mai indietro. Quel tempo che ti fa sentire vecchio a vent’anni e un ragazzino che gioca a pallone quando da lontano vedi già l’Arbitro fischiare la fine della tua partita.

Le storie raccontate in questo libro nascono dalle lancette dell’anima e dai battiti della memoria. Nella consapevolezza che, per cercare di essere felici, bisogna scovare quel filo invisibile teso fra l’orologio del polso e l’orologio del cuore.

RIFERIMENTI WEB

* http://it-it.facebook.com/pages/LOrologio-Parallelo/179633738749935?v=info

* http://www.facebook.com/notes/lorologio-parallelo/recensione-a-lorologio-parallelo-di-ilaria-salzano/180792701967372

* http://www.mybook.it/orologio-parallelo

* http://lorologioparallelo.blogolis.com

* http://www.lineeinfinite.net/portal/index.php


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